30/09/12

Il mio voto a chi ascolta.

Renzi o Bersani? Renzi o Bersani? Renzi o Bersani?
Ad oggi tutti si schierano, ognuno con i suoi motivi, condivisibili o meno, ma sempre da rispettare. E il rispetto comprende anche l'avversario, per favore.
Io, prima di tutto, ci metto il criterio. Io sostengo chi mi sostiene. Cioè chi coinvolge me e tanti altri democratici, iscritti ed elettori, nelle scelte per il futuro.
Badate bene che non è una banalità. Anzi, si tratta di un processo lungo e pieno di ostacoli.

Ed ecco perché avrei sostenuto volentieri un Giuseppe Civati che ci ha sempre coinvolto e nel suo ultimo libro ci sono sue proposte ma anche proposte di altri, eppure il libro l'ha scritto lui. O si pensi al referendum.
E vi posso fare l'esempio anche di Silvio Lai e del PD Sardo che hanno fatto la conferenza programmatica e hanno girato l'intera Sardegna ad ascoltare tecnici, elettori e iscritti.

Come ho già detto ieri, la democrazia prima di tutto. Io non riesco a sostenere un candidato autoreferenziale che ha scritto il programma da solo e che si gira l'Italia a cercare sostegno e candidati raccontando le solite cose con i soliti video. Non ci riesco proprio.

Ecco, carissima Cristiana Alicata, mi rivolgo a te perché proprio da te non mi aspettavo quella presa di posizione, ti sei dimenticata di questo. Io se non vedrò la candidatura di Civati andrò a votare segretamente senza cercare voti né all'uno né all'altro.
Perché a me Civati mi ha ascoltato, e anche a te e a tanti altri. E Renzi?

29/09/12

Guspini, la Chiesa contro le Unioni Civili.


Guspini è il primo comune del Medio Campidano e uno dei primissimi in Italia e in Sardegna ad approvare il registro delle Unioni Civili. E così arriva la reazione della Chiesa, il foglietto settimanale della Parrocchia di San Nicola, il numero 40, recita così:
Ero sovrappensiero, cercavo di rincorrere i possibili argomenti  da sviluppare, quando mi hanno chiesto se avevo visto nel sito – penso del Comune di Guspini – che il Consiglio Comunale si riunisce per discutere sul registro delle unioni civili. Mi sono chiesto se questi consiglieri di minoranza o di maggioranza, se questa Giunta non abbia percepito forse la necessità di argomentare, discutere su  problemi forse più urgenti, forse più drammatici, forse più vicini al bene comune e al comune sentire: siamo tornati ai gruppetti, gruppi e gruppettari, siamo tornati ai collettivi, all'intelligenza, ai radical chic? Oppure siamo all'ottusità che discerneva ieri sul sesso degli angeli ed oggi, per risolvere i problemi, discerne per smantellare il costume generale, il comune sentire, nel nostro caso, della famiglia relegandola come grumo di relazioni in nome dei nuovi diritti. Tra i nuovi diritti c’è quello del registro delle unioni civili. Perché il Consiglio Comunale si occupa di un qualcosa che nessuno o pochissimi useranno e che scardina, lo ripeto la famiglia?Guspini vuole forse essere avanguardia? Perché non lo è nel perseguire il  bene comune? Cosa fa per diminuire la disoccupazione? Cosa fa per diminuire i suicidi? Il non lavoro,l’emigrare dei giovani, la dispersione scolastica? Cosa fa per venire incontro all’onda lunga della povertà delle famiglie, degli anziani, dei malati? Cosa fa per l’edilizia, la viabilità, l’ambiente? Cosa fa per il tessuto commerciale e di servizio per la comunità paesana? Cosa fa per favorire e incentivare gli insediamenti che danno lavoro?Si occupa di registro dell’Unioni Civili. Guspini vuole imitare la nuova sinistra quella di Vendola, del sindaco di Milano e di Cagliari?A noi interessano la giustizia sociale, il bene comune, l’onesto amministrare, la capacità di progettare il futuro, l’apertura ai valori della vita (la persona, famiglia, sicurezza, lavoro, cultura, universalità, pace). Il relativismo, l’individualismo esasperato, l’egoismo, la falsità, lo sradicamento, il non senso non fanno buona amministrazione.Per essere più semplici vorremo un Comune che si interessa di chi non ha acqua in casa o non può pagare la bolletta, di chi non ha luce e gas, di chi non ha i soldi per pagare le medicine, di chi non ha un reddito per sopravvivere di chi non può comprare i libri di testo, di chi è solo in casa e non sa autogestirsi e muore solo. Un Comune che si interessa delle buche delle strade, della loro pulizia, del decoro del verde, delle case da dare a chi non può pagare un affitto…Un Comune come Guspini che pensa al registro Unioni Civili ci sembra un arrampicarsi per avere forse un po’ più di voce in un PD che orfano di Berlusconi non ha più veri obiettivi. Con Pajetta mangia preti si stava meglio, che con questi catto-sinistri.Prima di stampare il foglietto apprendo che nel Consiglio Comunale è passata la delibera del registro delle Unioni Civili: ha votato a favore tutta la maggioranza; hanno votato contro solo tre consiglieri della minoranza.Don Angelo Pittau



La Rottamazione temporanea.

Sono uno di quelli che chiede il cambiamento da sempre. E penso che nei scorsi decenni anche i compagni più anziani di me l'hanno sempre preteso.
Sono uno di quelli che pensa che le deroghe al Parlamento andrebbero date al massimo a chi ha fatto tre mandati, non uno in più.
Sono uno di quelli che pensa che bisogna superare le logiche correntizie nel partito, ma non penso che si debba fondare un movimento su una sola persona. Per questo penso che questa Rottamazione (parola che odio) sia solo temporanea.
Matteo Renzi è uno di quelli che piace o non piace. Ma di certo c'è un dato, Renzi è uno che si candida senza regole e che solo dopo aggrega altri democratici al carrozzone, o si aggregano senza invito.
Stiamo andando a fondare l'ennesimo partito personalistico.
Sì, ho detto partito perché qua si stanno facendo le primarie senza primarie e un congresso senza congresso.
Ecco perché non voterò Renzi, perché amo la democrazia partecipativa, amo il mio partito perché è democratico e non perché e personalistico come tutti gli altri.

E il cambiamento all'interno del partito sarebbe stato possibile se le forze dei rinnovatori, degli innovatori, dei giovani, delle donne, dei riformisti si fossero unite per poi tirar fuori un leader. Ma si è preferito così, aggregarsi a quello che vuole rottamare. La via più semplice.

E non voterò Renzi perché del suo programma condivido ben poco, sia chiaro. E non lo voterò perché non sa ancora che i vitalizi ai parlamentari sono stati cancellati a inizio anno. E non lo voto perché non vuole i finanziamenti ai partiti, lui è fatto così: la democrazia interna non ci serve e del figlio dell'operaio non ce ne facciamo una minchia.

Ecco perché alcune persone che stimavo e che avrei sostenuto in qualsiasi elezione hanno perso tutta la mia stima. Persone intelligenti, che per mesi, o anni, hanno scritto nei loro blog cose intelligenti e innovative ma che nel programma di Renzi non ci sono. Anzi c'è scritto il contrario. Il sostegno per "tangente", ossia quando una retta tocca una curva in un solo punto.

C'è bisogno di democrazia, #Adesso!

28/09/12

La Rocca siciliana.

Mi scrive la mia amica carissima Sabrina Rocca, candidata sindaco del centro sinistra a Trapani. (Qui il discorso di chiusura della sua campagna elettorale).
Sabrina è una persona onesta e impegnata da sempre in politica. Qualche tempo fa mi chiese anche un consiglio, se accettare la candidatura nella lista PD per le regionali con Crocetta.
Non conosco la situazione siciliana e le avevo suggerito solo di usare la testa e non il cuore.
Oggi Sabrina, come anticipato all'inizio, mi ha scritto delle righe piene di rabbia e tristezza che riporto qui.

La composizione del cosiddetto listino Crocetta mi lascia attonita. La rivoluzione annunciata si arena su un assemblaggio di nomi utili solo a garantire equilibri tra pezzi di un potere che non riesce a rinnovarsi. Avevo creduto nella possibilità che il progetto Crocetta potesse rappresentare un cambiamento e una speranza di governo della regione. Grandi ci sembrano le responsabilità anche del Partito Democratico, la cui dirigenza ancora una volta appare lontana dai suoi stessi iscritti e male interpreta il ruolo di guida che dovrebbe assumere in ogni coalizione. Quindi con la stessa sincerità con il quale avevo aderito, oggi mi ritrovo a dovere dire chiaro che questa non può essere la mia battaglia. Non si legga questo come un addio al partito al quale continuo, al contrario, a credere. Noi, che conosciamo e rispettiamo quei militanti ai quali ci onoriamo di appartenere, restiamo per costruire un partito democratico davvero.

E penso non ci sia altro da aggiungere.


Le code I-mbarazzanti.

Tutti ne parlano, in molti lo vogliono e in moltissimi lo invidieranno. E' l'I-phone 5.
L'Italia è preoccupata per le lunghe file davanti ai negozi per l'acquisto del nuovo prodotto telefonico di casa Apple, l'I-phone 5.
Sembrerebbe una novità, la coda per un nuovo prodotto.
In molti si dimenticano le interminabili code per il 33 giri dei Beatles, per l'ultimo cd di Madonna o di Michael Jackson, per la Play Station o per il Nokia 3310. 

Le code che mi imbarazzano sono quelle alla caritas, o quelle dei bambini congolesi per un piatto di chissà cosa. Quelle sono le code di cui dovremo parlare. 
Senza fare i drammatici, quanto sono imbarazzanti le code all'ufficio di collocamento?
E ha ragione la mia amica Francesca Zoccheddu che si preoccupa se le stesse persone sono in doppia fila, all'ufficio di collocamento o alla caritas e per l'I-Phone.

Insopportabili anche i paragoni con le piazze spagnole. Mica tutta l'Italia è in fila, gli altri qualche milione di italiani che fanno nel mentre? Eh, perché non sono né a comprare il telefono né in piazza.

Mi auguro che tra qualche mese o anno di trovare più gente in fila per l'I-Phone 6 che alla caritas o all'ufficio di collocamento, cari I-Taliani.

20/09/12

Open Sestu.

Il nome inganna, non sono arrivati sesti ma primi. Sestu è uno dei primi comuni in Italia ad adottare l'Open Data. Merito dell'amministrazione comunale e dell'assessore Anna Crisponi.

Open Data significa rendere i dati aperti e liberi, visibili a tutti. E' sinonimo di trasparenza e quindi di buona politica, quella che manca.
E chissà se a Sestu il Fiorito di turno avrebbe potuto fare lo scempio che ha fatto alla Regione Lazio.

Sestu è una piccola realtà rispetto alle città o alle regioni o al parlamento ma da oggi i cittadini di Sestu possono entrare nel sito del comune e vedere le fatture e i mandati.

E scusate se è poco.

17/09/12

Emiliano e Vincenzo.

Emiliano è un mio carissimo amico. Uno di quelli che voglio bene, che vedo come un fratello maggiore, quello che non ho mai avuto. E' anche quello che mi ha spinto a leggere, leggere roba buona. Si è spacciato anche per pusher di roba buona. Baricco, Bukowski, Emiliano Deiana.

E mi tagga sempre nelle sue note. Ieri mi ha taggato in una nota.
Un'intervista con parole semplici ma che compongono una melodia dolcissima. Come le note musicali, appunto.
Le parole, come le usa bene quel poeta a me sconosciuto: Vincenzo Cinasky Costantino. E l'ho detto, il prossimo acquisto sarà un suo libro.

Intanto riporto la risposta più bella che ha dato Cinasky a Emiliano in veste di intervistatore

Sai, la morte è l'unica certezza della vita. E le certezze, amico mio, non mi sono mai piaciute. Mi sono spesso invaghito della Morte e non ho fatto mai nulla per allontanarla, ma da un certo momento in poi, ho fatto di tutto per avvicinare la Vita. L'amore per la vita non finisce mai, anche quando non sei corrisposto. E' come tenere in mano due fotografie: la vita e la morte. La vita è la donna della tua vita, la morte è una donna bellissima che ti può essere amante per una notte. Per una notte d'amore rischi di perdere la donna della tua vita.C'è stato un momento della mia vita che ogni bicchiere che mandavo giù era come una pallottola puntata al cuore.


12/09/12

Fammolo: Legalizziamola!

Cercare marijuana e hashish nelle nostre città significa entrare nel territorio dell'illegalità e della criminalità.
Se è impossibile comprare del pane dopo le venti, la droga è sempre disponibile a qualsiasi ora, basta sapere dove cercare.
Il 32% degli italiani ha fumato cannabis almeno una volta nella vita. i consumatori abituali Sono 3 milioni, con oltre 800 mila persone coinvolte in Italia in procedimenti per possesso di droga, e sono 28 mila i carcerati per violazione della legge sugli stupefacenti.
Le soglie di quantità permessa, periodicamente aggiornate dal ministero della salute, sono irrealistiche. L'applicazione delle normative è molto discrezionale. Viene ritenuta tossicodipendente anche una persona trovata in possesso di qualche grammo di hashish o di 2-3 canne. Capita di vedersi ritirare la patente, di essere costretti a dei controlli periodici sanitari e psicologici per diversi anni oppure a farsi qualche giorno di carcere, o un soggiorno in comunità di recupero.
Il commercio dello stupefacente è gestito dal mercato nero, in cui gli spacciatori spesso sono l'anello più povero del sistema.
Le mafie secondo un rapporto di Sos Impresa, ne hanno fatto un business, che frutta 60 miliardi di euro l'anno.
Grazie ai profitti garantiti alla criminalità organizzata dalle leggi proibizioniste, le narcomafie con il riciclaggio hanno infiltrato l'economia legale (al Nord come al Sud e al Centro) e si stanno letteralmente comprando le nostre città.
Dopo un secolo di politiche proibizioniste, ci si interroga in tutto il mondo su quali siano gli effettivi benefici. E se la via giusta da intraprendere fosse quella della legalizzazione? Quanto incasserebbero gli Stati? E quanto ci costa invece proibire?
Se lo stato italiano avesse esteso la regolamentazione fiscale dei tabacchi anche alle droghe non legali avrebbe risparmiato circa due miliardi l'anno e ne avrebbe incassati 8. Un totale di 10 miliardi l'anno.
Fatte le debite proporzioni questo risparmio ad esempio solo a Roma potrebbe ammontare a circa 66 milioni di euro l'anno.
Ma già nel marzo 2009 l'Economist in un lungo articolo-analisi intitolato "la legalizzazione è il male minore" sosteneva apertamente che la lotta alle sostanze stupefacenti è stata un fallimento.
Legalizzare la droga non significa renderla libera. Innanzitutto si dovrebbe legalizzare la produzione delle piante, consentendo un guadagno non alla criminalità organizzata ma a chi legalmente produce e vende, registrandosi, pagando le tasse, includendo così in un sistema lavorativo legale i propri dipendenti.
Mezzo secolo di caccia alle streghe può essere invertito rivedendo una dopo l'altra le misure che hanno messo le droghe fuori legge. Gli italiani hanno dimostrato di essere favorevoli nel referendum promosso dal partito radicale e poi stravolto dalla legge Fini-Giovanardi. E tu? Da che parte stai?





Ecco da dove dobbiamo far ripartire il Sulcis. Chiudiamo le industrie, apriamo immense coltivazioni di Marijuana, legalizzata e statale ovviamente. Ripartire da una nuova agricoltura che allo Stato farebbe guadagnare 10 miliardi all'anno e che farebbe rifiorire il Sulcis. E poi tutto il resto l'avete già visto in questo video.

Ho visto cose che voi umani...

potete solo immaginare. Già.
La storia ci insegna che il PDS tolse la faccia e il martello al momento della fondazione dei DS.
Poi sapete come andò, i DS confluirono nel PD, ma della falce e il martello non se ne trovò più traccia se non nei partiti estremisti da zerovirgola.
Ma un gruppo di autentici democratici di sinistra ripropongono "Da sinistra con Bersani" e sotto al logo del PD ecco, a distanza di anni, la falce e il martello.
L'idea è di Alessandro Camiz, su Facebook.

E per fortuna è l'idea di un fan e non dello staff di Bersani.
Comunque è puramente dimostrato che tanti del progetto Partito Democratico non hanno capito una mazza. "Partito Comunista o Partito Democristiano e non vado avanti, né indietro".

Che poi la maggior parte dei sostenitori di Bersani sono di area popolare e non capisco nemmeno perché lo sostengono. Sentire Bersani e neanche un'ora dopo Letta, Bindi o Franceschini fa capire che quell'alleanza non è costruita sulle idee, ma sul potere.

Comunque ora mi aspetto che a questa immagine vengano aggiunti simboli cristiani. Non so, magari una croce o un'aureola. Ecco fammolo così: sotto al simbolo PD la falce e il martello e sopra una bella aureola.
Che figata.



02/09/12

Habemus Software libero. Sindaci, ascoltateci.

Con la spending review il Governo vuole ridurre gli sprechi pubblici ed invitò, tutti i cittadini, a dare suggerimenti. Nel mio piccolo, ho suggerito la riduzione della spesa per le licenze software. Non so se avranno letto il mio suggerimento, però mi sento anche io responsabile. La Pubblica Amministrazione, grazie alla legge n. 134 del 7-8-2012, dovrà utilizzare software libero od open source. Il software proprietario che prima era la regola, ora diventa l'eccezione. 
Con tale legge (modifiche urgenti per la crescita del Paese) è stato modificato l'art. 68 del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale - D.Lgs. 82/2005) che disciplina le modalità e le procedure per l’acquisizione di software da parte della Pubblica Amministrazione.
Cari Sindaci, amministratori, presidi, dirigenti e direttori agite, subito.

 Testo Previgente (fino all’11.08.2012) Testo Vigente (dal 12.08.2012)
Art. 68. Analisi comparativa delle soluzioniArt. 68. Analisi comparativa delle soluzioni
1. Le pubbliche amministrazioni, nel rispetto della legge 7 agosto 1990, n. 241 , e del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39 , acquisiscono, secondo le procedure previste dall’ordinamento,programmi informatici a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:
a) sviluppo di programmi informatici per conto e a spese dell’amministrazione sulla scorta dei requisiti indicati dalla stessa amministrazione committente;a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;
b) riuso di programmi informatici, o parti di essi, sviluppati per conto e a spese della medesima o di altre amministrazioni;b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;
c) acquisizione di programmi informatici di tipo proprietariomediante ricorso a licenza d’uso;c) software libero o a codice sorgente aperto;
d) acquisizione di programmi informatici appartenenti alla categoria del software libero o a codice sorgente aperto; d) software combinazione delle precedenti soluzioni.
e) acquisizione mediante combinazione delle modalità di cui alle lettere da a) a d).Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l’impossibilita’ di accedere a soluzioni open source o gia’ sviluppate all’interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferioree’ consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso. La valutazione di cui al presente comma e’ effettuata secondo le modalita’ e i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresi’ parere circa il loro rispetto.