19/12/13

non si lasciano le battaglie a metà

A leggere in questi giorni i renziani LGBT mi vengono i brividi. Perché li conosco, con loro ci ho parlato spesso, li ho ascoltati e li ho letti.
Se la prendevano per piccole cose, anche quando il segretario Bersani non citava i diritti degli omosessuali nella relazione all'assemblea, e se le prendevano per cose più gravi come quella famosa assemblea dove la Bindi fece quel casino (ve la ricordate tutti, non sto qui a scriverne ancora).

Poi Renzi non nomina un componente dell'assemblea che si occupi di diritti, né degli LGBT né degli immigrati, né delle donne. E tutti in silenzio.
E accettano anche le civil partnership alla tedesca dopo anni di battaglie per il matrimonio per tutti. Dicono che sia meglio poco che niente. Ma sui diritti continuo a pensare che non ci siano compromessi che valgano. Sono diritti. Punto.

Sinceramente sono stanco di vivere in un'Italia dove il meglio poco che nulla è diventata una filosofia di vita. E sinceramente sono stanco di persone e politici che mollano le battaglie umane e civili perché avranno poco, che è meglio di nulla ma che non è quello per cui sino a ieri hanno lottato.







13/12/13

la sorpresa è per tutti, non solo per Grillo.

Dice Renzi che sta preparando una sorpresa per Beppe Grillo. E secondo la maggior parte degli autorevoli opinionisti Renzi sarebbe pronto a rinunciare ai rimborsi elettorali.

Non sono tanto sicuro che sia questa la sorpresa preparata da Renzi, perché nella sua mozione congressuale proprio di questo non se ne parla. Insomma, non vorrei che Renzi avesse preso i voti per una questione molto importante per la sopravvivenza del partito di cui non ne parla.

Perché al di là di quanto possa essere una bella cosa (per alcuni) il segretario ha promesso tante altre cose (e la maggior parte sono posizioni un po' ambigue), per quello è stato votato e quello deve iniziare a fare. Aveva detto che la prima cosa che avrebbe fatto la sua segreteria sarebbe stata quella di andare alla Terra dei Fuochi. Per ora ha fatto tutt'altro, quindi se non come prima lo faccia almeno come seconda cosa della nuova segreteria.

Perché poi vorrei ancora capire come intende rinnovare il partito, al di là della segreteria nazionale. C'è la rete dei circoli da rimettere in moto, c'è da capire come intende finanziarli, c'è da capire che se vuole tenere tutti quei dipendenti, cosa ne vogliamo fare di Youdem, c'è da capire quali poteri avrà un iscritto, se i parlamentari dovranno ancora versare una quota.

Insomma, ci ha parlato tanto della sua Italia e non del suo PD. E non stavamo scegliendo il futuro premier, ma il segretario. Ma forse sono uno dei pochi che l'ha letta così.


I forconi e Civati.

Civati nel tour sardo di sabato scorso lo ha ripetuto in tutte le tappe:
quelli che dicono di non essere né di destra né di sinistra sono di destra.
E così già lunedì sentivo nei vari tg già questa cosa che non siamo né di destra né di sinistra. E pensavo a quella cosa che ripeteva Civati e mi convincevo ogni minuto di più che avesse ragione.

Dicono che ora vogliono fare la Marcia su Roma, che tra i forconi ci sono anche quelli di Casa Pound. Addirittura il ministro Alfano li ha definiti di estrema destra, i forconi.

E niente, anche questa volta Civati ha avuto ragione.


11/12/13

Non sono antirenziano.

È incredibile come sia basso il livello di discussione in questi giorni nei social network. L'accusa più ricorrente è che sarei antirenziano. A parte che lo stesso Renzi domenica ha annunciato che la corrente renziana è stata sciolta (che sarà tutto da dimostrare) non ho sostenuto Civati perché si candidava contro Renzi, ma perché Civati la pensava come me. Anche perché Civati si è candidato prima di Renzi, e chi mi conosce sa che collaboro con Pippo dal 2010, ne sono sempre andato orgoglioso di questa cosa.

E sarebbe anche da premiare la mia coerenza, visto che in tanti che un anno fa anno fatto gli antirenziani oggi sono super renziani. Ma per carità.

Alzando un po' il livello del dibattito, se mi andasse bene l'idea di PD e di Italia di Renzi non pensate che l'avrei sostenuto e votato? E invece no. Ho sostenuto e votato Civati perché mi piace la sua idea di partito e di Italia e di conseguenza combatterò dentro il partito perché queste idee diventino maggioranza.

Perché poi dicono anche che viene prima il bene del PD. Come se noi ci fossimo candidati per distruggere il PD. Anche noi stiamo lì per il bene del PD, e se Renzi farà e dirà cose che secondo noi non faranno il bene del PD lo diremo. Così come se farà e dirà cose che secondo noi faranno il bene del PD lo sosterremo. Ma non penso che ci vogliano i saggi per capire concetti così banali. Non vorrei interpellare Makkox per aiutarmi a spiegare le cose.

Non sono antirenziano, sono un iscritto che la pensa diversamente da Renzi. Ci vuole molto a capirlo?


Scelte obbligate.

Sono giorni di confusione dopo le primarie, soprattutto per i sostenitori di Civati e Cuperlo. Sinceramente dei sostenitori cuperliani non me ne frega molto, non me ne vogliano ma preferisco parlare di chi ha sostenuto Civati.
Perché chi ha sostenuto Civati si trova disorientato dopo che nel suo blog Civati ha scritto che voterà la fiducia al governo Letta se glielo chiederà Renzi. E ha, purtroppo, ragione. Solo il 14% degli elettori delle primarie ha detto che questo governo va bene, o forse gli elettori di Renzi non hanno capito se Renzi vuole la fine del governo o meno. Ma vabbè.

Il fatto è che a parti inverse (ossia con Civati segretario e Renzi e Cuperlo sconfitti), come l'avreste presa se Civati avessee sfiduciato il governo Letta e i parlamentari che stanno con Cuperlo e Renzi avessero votato diversamente dalle indicazioni degli elettori e quindi del nuovo segretario?

Il fatto politico è tutto qui, non si tratta di incoerenza di Civati ma di rispettare il volere degli elettori.