15/07/13

La teoria renziana sulla cosa pubblica, sbagliata.

Non devo star qui a spiegare che non sono un renziano, anche se rimango molto obiettivo nei suoi confronti. Sto ancora ascoltando il suo intervento pubblico alla festa democratica di Carpi. Sorvolo su tutto il resto e mi concentro su una cosa che ribadisce da sempre sui finanziamenti pubblici ai partiti (che poi sono rimborsi elettorali, vabbè).

Matteo insiste sul fatto che siccome i partiti hanno usato male i finanziamenti pubblici (è vero, ma questo qualunquismo usato anche verso chi si fa certificare i bilanci è una roba che non gli fa onore) bisogna abolirli. Che è un po' la teoria che usa e si usa per le province.

Matteo però sta agevolando il radicamento di una teoria sbagliata, abolire uno strumento per uso sbagliato dell'essere umano.
Secondo Matteo, se un infermiere fa troppe pause caffè bisogna chiudere l'ospedale? Oppure se un carabiniere non arresta lo spacciatore bisogna chiudere la caserma? Se la professoressa non riesce a spiegare le derivate, aboliamo l'algebra o chiudiamo la scuola?
E a tutti i comuni in deficit che facciamo?

No caro Renzi, è completamente sbagliata la tua teoria. Se vuoi abolire i finanziamenti (e potrei anche convincermi che sia una cosa giusta) serve una motivazione più profonda e meno qualunquista. Potrei pensare che in periodo di crisi dove si fanno tanti sacrifici anche i partiti devono fare i sacrifici. Ma se poi citi casi di sbagliato uso dei fondi ai gruppi per giustificare la teoria dell'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti allora è anche disonestà intellettuale.