01/03/12

Petizione popolare "Registro Unioni Civili" a Gonnosfanadiga


COMUNE DI GONNOSFANADIGA
PROPOSTA DI DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARERICONOSCIMENTO DELLE UNIONI CIVILI E SOSTEGNO ALLE NUOVE FORME FAMILIARIAPPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO

Premesso che: 
  • crescono in Europa ed in Italia, le forme di legami affettivi e familiari che, per scelta o per obbligo, si creano al di fuori del matrimonio e che si connotano come convivenze stabili e durature. I dati italiani dicono che in queste nuove forme familiari vivono 12 milioni di persone, ovvero il 20 % della popolazione, dato quasi raddoppiato rispetto al 1998; 
  • pur mancando organiche riforme del diritto di famiglia che accolgano e regolamentino queste realtà, è diffuso, nel mondo del diritto e nella società, il bisogno di offrire tutela e sostegno, con particolare riferimento ai figli ed alle persone anziane che fanno parte di questi nuclei familiari;
  • tra le diverse forme familiari esistenti quella delle convivenze per “vincolo affettivo” rappresentano una specifica realtà, oltre che prevista dalla Legge anagrafica, esistente nella società; 
  • ai sensi dell’art. 2 della Costituzione italiana “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità” in cui sono ricomprese pacificamente le unioni civili e le forme familiari non matrimoniali come forme meritevoli di tutela; 
  • ai sensi dell’art. 3 della Costituzione “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" ed altresì “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”;
  • l’art. 30 della Costituzione prevede il diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio e l’art. 31 della Costituzione prevede che la Repubblica tutela la maternità e l’infanzia favorendo gli istituti necessari a tale scopo; 
  • l'art. 21 della “Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea” vieta “qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o l’orientamento sessuali”;
Atteso:
  • che già da tempo è stato ritenuto che l'ambito di operatività e quindi di riconoscimento e tutela costituzionale dell'articolo 2 della Costituzione si estende sicuramente alla fattispecie della famiglia di fatto dal momento che, come nella sua giurisprudenza costante ha rilevato la Corte Costituzionale, un consolidato rapporto, ancorché di fatto, non appare costituzionalmente irrilevante quando si abbia riguardo al rilievo offerto al riconoscimento delle formazioni sociali;
  • che, ancorché la creazione di un nuovo status personale non può certamente che spettare al legislatore statale, deve riconoscersi al Comune, in proposito, la possibilità di operare in materia, nell'ambito dei principi e delle regole fissate dalla legislazione statale e per le finalità ad esso assegnate dall'ordinamento; 
  • che in particolare il principio di non discriminazione ed il principio di pari opportunità deve poter essere applicato non solo nei confronti dei singoli ma anche nei confronti delle formazioni sociali, quindi delle forme familiari non matrimoniali, come diretta conseguenza della carta costituzionale dei Trattati dell’Unione Europea;
  • che il calcolo dell’ Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate, di cui al Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 109 e ss.mm.ii., prende a riferimento il nucleo familiare anche secondo le risultanze anagrafiche;
  • il ruolo rivestito dal Comune, con pienezza di poteri, per il perseguimento dei compiti afferenti alla comunità locale ai sensi del Decreto Legislativo 267/2000; 
  • che il Comune, quindi, può operare nell'ambito delle proprie competenze per promuovere pari opportunità e prevenzione e contrasto di ogni forma di discriminazione, alle unioni civili, favorendone l'integrazione sociale e prevenendo forme di disagio, con particolare riferimento alle persone anziane, ai figli minori ed al tema dell’omogenitorialità;
  • che per raggiungere questo obiettivo è necessario stabilire forme di identificazione delle unioni civili basate su vincolo affettivo, così come la stessa legge anagrafica e il relativo regolamento attuativo prevedono;
  • è parimenti necessario modificare ed integrare le politiche e gli interventi del Comune al fine di rendere visibile e concreta l’assenza di condizioni di disparità e discriminatorie nei confronti delle forme familiari non matrimoniali ed in particolare nei confronti delle unioni civili sopra citate;
Ritenuta pertanto, l'opportunità per i motivi innanzi espressi di organizzare il rilascio da parte dell'anagrafe di una attestazione di costituzione di famiglia anagrafica basata su di un "vincolo di natura affettiva" ai sensi dell'articolo 4 del D.P.R. 223/1989 (Regolamento anagrafico); 
Tutto ciò premesso,
IL CONSIGLIO COMUNALE
Visti l’art. 42 dello Statuto del Comune di Gonnosfanadiga e il Regolamento per gli Istituti di partecipazione e di iniziativa popolare
D E L I B E R A
  1. di approvare, per le motivazioni sopra esposte, la proposta di "Regolamento per il riconoscimento delle unioni civili", il cui testo è allegato alla presente deliberazione (all. 1 ) di cui costituisce parte integrante e sostanziale.
  2. di chiedere al Sindaco, ed agli Assessori competenti, di presentare una relazione in Consiglio comunale che illustri gli indirizzi dell’amministrazione ed il programma di attività previsto sulle materie richiamate nella presente deliberazione, con particolare riferimento al tema della lotta contro ogni forma di diseguaglianza e discriminazione nei confronti delle forme familiari non basate su matrimonio. 
REGOLAMENTO PER IL RICONOSCIMENTO DELLE UNIONI CIVILI
Articolo 1 - Attività di sostegno delle unioni civili
  1. Ai fini della presente deliberazione si intende per unioni civili “un insieme di persone legate da vincoli affettivi coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune” (articolo 4 comma 1 ai sensi D.P.R. 223/1989, Nuovo Regolamento anagrafico della popolazione residente).
  2. Il Comune provvede, attraverso singoli atti e disposizioni degli Assessorati e degli Uffici competenti, a tutelare e sostenere le unioni civili, al fine di superare situazioni di discriminazione, favorire pari opportunità, integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio.
  3. Le aree tematiche entro le quali gli interventi sono da considerarsi prioritari sono:
    1. casa;
    2. sanità e servizi sociali;
    3. giovani, genitori e anziani;
    4. sport e tempo libero;
    5. formazione, scuola e servizi educativi;
    6. diritti e partecipazione.
  4. Gli atti dell'Amministrazione devono prevedere per le unioni civili pari condizioni di accesso ai servizi ed alle attività promosse in ciascuna delle aree tematiche sopra indicate, con particolare attenzione alle condizioni di svantaggio economico e sociale.
Articolo 2 - Rilascio di attestato di famiglia anagrafica alle unioni civili basate su vincolo affettivo
  1. L'ufficiale di anagrafe rilascia, su richiesta degli interessati, attestato di "famiglia anagrafica basata su vincolo affettivo" inteso come reciproca assistenza morale e materiale, ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento anagrafico, in relazione a quanto documentato dall'Anagrafe della popolazione residente (D.P.R. 223/1989).
  2. L'attestato è rilasciato per i soli usi necessari al riconoscimento di diritti e benefici previsti da Atti e Disposizioni dell'Amministrazione comunale.
  3. L'ufficio competente può verificare l'effettiva convivenza delle persone che richiedono l'attestato.
  4. L’attestato può essere sostituito dalla dichiarazione dell’interessato ai sensi degli artt. 46 e ss. del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.
Grazie a Cristiana Alicata.

29/02/12

#FreeRossellaUrru

Da Ottobre con tanti amici su Facebook abbiamo provato a sensibilizzare l'opinione pubblica. In parte ci siamo riusciti. Ancora oggi Rossella non è tornata a casa.
Nel mentre tante iniziative, fiaccolate, striscioni, appelli a Sanremo e su Twitter.
A Gonnosfanadiga la giunta comunale non ha ancora fatto un consiglio comunale con Odg un'iniziativa per Rossella Urru Libera. Così ho deciso di mettere in stampa lo striscione (come quello nella foto) e raccogliere un euro dai cittadini. Ce l'abbiamo quasi fatta ad arrivare a quota cento euro.
Nessuno si è tirato indietro, c'è chi addirittura voleva donare cinque euro. Li ho rifiutati, altrimenti altri quattro cittadini non avrebbero potuto contribuire alla causa.

Nella speranza di concludere oggi la raccolta fondi (ci vediamo tra un'ora al mercato) e di ottenere l'autorizzazione per appendere lo striscione nella via principale del paese, pensiamo a cosa fare l'8 Marzo. La festa della donna la dedichiamo a Rossella, sperando che per l'8 marzo sia già a casa.

P.s.: entrate su twitter e usate l'hashtag #FreeRossellaUrru

22/02/12

Bersaniani D'OC(casione)


“Dopo la tempesta splende il sole”, nel Partito Democratico questo non vale. Ogni giorno è tempesta. E quando la tempesta non c’è ci pensano gli altri a farti credere che ci sia. Ogni giorno una storia nuova, mai positiva. 

Ieri le dichiarazioni del responsabile economico del PD Fassina “andrò a manifestare con la Fiom..”, oggi fa un passo indietro ma c’è Matteo Orfini, responsabile della cultura del PD, ad annunciare la propria presenza alla manifestazione Fiom.
Per coscienza individuale ognuno è libero di partecipare e manifestare. Ma qui non si parla di diritti e libertà. Si parla di incoerenza del Partito Democratico. La politica non si fa con i sillogismi, ma ogni azione ha una causa e una conseguenza. Spiego perché.

Qualche giorno fa l’ex segretario del Partito Democratico Walter Veltroni rilasciava un’intervista a Repubblica dove dichiara che l’articolo 18 non è un tabù e che lasciare Mario Monti al centro destra porterebbe il Partito Democratico a una netta sconfitta alle prossime elezioni del 2013.
Stefano Fassina qualche ora dopo scriveva a L’Unità dichiarando che il Partito Democratico ha una linea solida sull’articolo 18, non si tocca. E invita Veltroni a non rilasciare dichiarazioni “diverse” da quelle della maggioranza del partito. Veltroni sull’articolo 18 ha ripetuto le stesse parole del segretario Bersani di qualche giorno prima alla trasmissione Otto e mezzo.

Ritengo che Fassina deve limitare la sua arroganza. È vero che la maggioranza del PD non vuole che venga minimamente modificato l’articolo 18, ma questo non deve limitare la libertà di pensiero e opinione di un dirigente che la pensa in maniera diversa. Anche se ha il sostegno della maggioranza del partito sulla linea economica, non significa che la sua parola è sacra. Inoltre come non dare ragione a Veltroni riguardo le prossime politiche? Bastano due dati: la fiducia nei partiti è del 4%, la fiducia nel governo Monti è del 60%.

Ieri Fassina annuncia la propria presenza alla manifestazione Fiom (oggi rimette la scelta della sua partecipazione). Il manifesto della Fiom, dove si spiegano i motivi della manifestazione, dice “La manovra del governo Monti per il suo carattere recessivo, l’allungamento dell’età pensionabile, per la cancellazione delle pensioni di anzianità, per un aumento dei prezzi e delle tariffe che riduce al limite il potere di acquisto dei salari e delle pensioni è inaccettabile..”.
Quanto dice la Fiom è condivisibile o non condivisibile. Il fatto è che il PD ha condiviso con il voto alla Camera e al Senato la manovra Monti. 

E allora Fassina sarebbe andato, e Orfini va, a manifestare contro il Partito Democratico? Sì. Essendo il Partito Democratico partito di sostegno, che senso ha scendere in piazza a manifestare contro un governo che si sostiene?
Quindi il Partito Democratico in Parlamento ha una linea (Montiana? Liberal? Veltroniana? Lettiana?) mentre all’interno del PD e nei giornali un’altra (Bersaniana? Dalemiana? Fassiniana?).

Se il governo Monti mettesse al voto le modifiche all’articolo 18 come voterà il Partito Democratico? Seguendo la linea del responsabile economico? E se verrà posta la fiducia? Il Partito Democratico si assumerebbe la responsabilità di far cadere il governo per salvaguardare l’articolo 18?

Agli elettori la confusa sentenza.

20/02/12

FAQ Nuovi metodi della partecipazione.

Perché a Oristano?
Oristano è equidistante per tutti i sardi. Cerchiamo di favorire la partecipazione anche da queste piccole - grandi cose.

Perché al mattino?
Perché nel pomeriggio l'agenda regionale è occupata da altri eventi, oltre al laboratorio di partecipazione di Cagliari dalle 16 alle 20. Oltre alle sfilate del carnevale.

Perché coordina Thomas Castangia?
Thomas è un conoscitore degli argomenti che tratteremo.

Perché è importante portare un dispositivo elettronico con connessione wifi?
Perché Marcello Verona e Alessandro Plaisant ci presenteranno un'innovativa tecnica di partecipazione che prevede, appunto, l'utilizzo di dispositivi elettronici con connessione wifi.

Di cosa parlerà Giovanni Battista Gallus? 
Parlerà di software libero e i vantaggi che porta alle PMI. Il Software libero e l'Open Source sono forme di partecipazione degli appassionati di informatica.

E' vero che ci sarà un video intervento?
Sì, ci sarà l'intervento di Flavia Marzano. Flavia è una massima esperta di software libero. E' docente all'università di Pisa.

Di cosa parlerà Stefano Sotgiu?
Stefano ci parlerà di partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche e proporrà una legge regionale sulla partecipazione.


Di cosa parlerà Andrea Zedda?
Andrea Zedda è il presidente di Sardina Open Data. L'associazione di cui Andrea è presidente si occupa della divulgazione della filosofia di condivisione dei dati.

A chi è rivolta questa tappa della Conferenza Programmatica?
Ovviamente a tutti. Chiediamo, però, che gli amministratori e i giovani facciano uno sforzo ancora più grande per partecipare.

Chiediamo a chi non ha la possibilità di spostarsi causa trasporto di scrivere una mail a mirko.solinas@hotmail.it
Stessa cosa vale per chi avrà posti liberi in macchina.

Per qualsiasi informazione:
Mirko Solinas 3482414826
mirko.solinas@hotmail.it

Lara Zuncheddu Croft. Tomb Raider made in Sardinia

Avevate per caso bisogno di un'eroina made in Sardinia? Non potevate chiedere di meglio. Claudia Zuncheddu, medico sardista di 60 anni, partirà per l'Africa alla ricerca di Rossella Urru.
Lara Zuncheddu Croft partirà con il suo kit composto da pugnale, pistola, corde e star light. Treccia, divisa militare con i 4 mori sulla schiena.

Ma la Zuncheddu è una donna super impegnata a difendere la propria terra. In consiglio regionale, la settimana scorsa, insieme a tutto il consiglio regionale ha votato la riforma per la diminuzione dei consiglieri regionali. Un risparmio di 37 mila euro, quanto due stipendi e mezzo di un qualsiasi onorevole sardo. Lei sì che difende le specialità della Sardegna.

La Farnesina, i servizi segreti e tutti coloro che stanno lavorando per riportare Rossella a casa, non sono in grado di condurre questa lunga operazione.
No, qui serve una donna che può fare la differenza come Lara Croft in Tomb Raider. Insomma, Lara Zuncheddu Croft pensa di andare a cercare asparagi. Una cazzata questa missione.

Eh già, ecco un caso dove la demagogia può fare danni, seri danni.
Zuncheddu, stia a casa, cazzo!



12/02/12

Vincono Lubrano, Corda e Doria. Ma le polemiche verso Alghero non si placano.

Si sono appena concluse le Primarie in Sardegna, dove Stefano Lubrano e Rita Corda saranno i candidati della coalizione di centro sinistra di Alghero e Selargius.  
Lubrano ha vinto con 1661 voti, cioè con il 30% dei voti. Dietro di lui Enrico Daga che, nonostante il sostegno della Bindi e di Civati, non è riuscito a battere Lubrano per 438 voti. 
Mentre Corda supera di 45 voti il compagno democratico Francesco Lilliu. 




Ora tutte le forze dei contendenti alle primarie dovranno incanalarsi nel sostegno a Lubrano e Corda. Un ottimo lavoro da parte anche degli altri in gara. Da Daga a Caddeo, da Lilliu agli altri algheresi. 
Le polemiche, a quanto pare, non si placano. Soprattutto gli esterni ad Alghero continuano ad attaccare Lubrano e Mario Bruno. E' ora di smetterla con le polemiche. E' ora di lasciare Alghero serena perché c'è tanto lavoro da fare.

Anche a Genova si sono svolte le primarie e vince Doria di Sel, che apprezzo tantissimo. 
Come i democratici non dovrebbero rivendicare le oltre venti vittorie in due settimane, i più sinistrosi non devono rivendicare la vittoria di Doria. 
Le prime accuse mosse sono alla dirigenza genovese per averne candidate due. Non è una competizione tra partiti, ma tra candidati di una coalizione.
Ricordiamo che a Milano e Cagliari l'anno scorso avevamo un solo candidato, Boeri e Cabras. Ecco, forse ciò che manca al PD è il rinnovamento. 
Il problema non sono le primarie né il numero dei candidati. Ricordando Milano e Cagliari.


Con Lubrano, Corda e Doria per continuare a scrivere la storia.
   

E se loro diventeranno i nostri Presidenti del Consiglio?


Malik, 2 anni. Nato in Italia. 

 Mattia, 2 anni. Nato in Italia.

Omar, 6 anni. Adottato da una famiglia italiana.