Emozionato nel parlare in un evento di tale caratura, Stefano ha descritto la situazione scolastica del Nord Sardegna dove a sei anni gli studenti sono già pendolari. Non ha perso occasione per ricordare il Made in Sardinia di alcuni personaggi della cultura italiana, da Gramsci a Berlinguer, da Lussu a Deledda passando per Dessì. Standing Ovation quando dice "scusate se per la seconda volta cito Renato Soru, ma è stato il miglior governatore che la Sardegna abbia mai avuto." Nella seconda parte dell'intervento spiega cos'è il Master and Back e invita tutta l'Italia a importare questa genialata della giunta Soru. Infine lancia lo slogan A NOI IL MASTER AND BOH NON CI PIACE.
06/12/11
Stefano Murroni - Stati Generali della Cultura
Emozionato nel parlare in un evento di tale caratura, Stefano ha descritto la situazione scolastica del Nord Sardegna dove a sei anni gli studenti sono già pendolari. Non ha perso occasione per ricordare il Made in Sardinia di alcuni personaggi della cultura italiana, da Gramsci a Berlinguer, da Lussu a Deledda passando per Dessì. Standing Ovation quando dice "scusate se per la seconda volta cito Renato Soru, ma è stato il miglior governatore che la Sardegna abbia mai avuto." Nella seconda parte dell'intervento spiega cos'è il Master and Back e invita tutta l'Italia a importare questa genialata della giunta Soru. Infine lancia lo slogan A NOI IL MASTER AND BOH NON CI PIACE.
L'Italia sono Anch'io. Villamar.
Villamar. 26 Novembre 2011.Il Partito Democratico di Villamar e i Giovani Democratici del Medio Campidano hanno organizzato oggi la prima del tour che vedrà impegnati i Giovani Democratici sardi in tutta la Sardegna nella raccolta firme de “L’Italia sono anch’io”.
I saluti del Segretario Provinciale dei Giovani Democratici Eliana Tatti che fa’ un po’ il mea culpa “siamo partiti da un paese dimenticato dai Giovani Democratici, Villamar. Parte da qui il nostro viaggio.”
Il saluto e il benvenuto anche da parte del segretario cittadino del Partito Democratico Francesco Lecis.
Pubblico giovanissimo da tutta la Sardegna ha assistito a un convegno dove la responsabile dei diritti civili regionale Ilaria Caria ha spiegato le leggi attuali e le proposte del Partito Democratico nel campo dell’immigrazione, cittadinanza e conseguente diritto di voto.
Toccante emotivamente il momento della lettura dell’articolo 3 della Costituzione.
Una tesi dettagliata che mette in evidenza i problemi che affrontano gli stranieri nel richiedere la cittadinanza italiana di Caria, “La società italiana sta aprendo al multiculturalismo, soprattutto al nord. Posso pensare a Samassi dove una buona componente straniera sta attraversano un periodo di integrazione. Non solo gli africani, ma anche dall’est dove soprattutto le donne trovano lavoro come badante. Gli immigrati sono una risorsa ”
Pier Paolo Porcu, coordinatore dei lavori, ha dato la parola al segretario regionale dei giovani democratici Mauro Usai. Il segretario è dello stesso avviso di Caria dove dice “gli immigrati sono il 12% del PIL italiano”. Poi sottolinea “I Giovani Democratici della Sardegna hanno voluto fortemente ingaggiare questa battaglia che porteremo avanti in tutta la Sardegna.”
Mirko Vacca, oltre ai dovuti ringraziamenti, porta l’attenzione all’importanza del multiculturalismo. Racconta dell’esperienza sangavinese con ricorrenza annuale dove gli stranieri cucinano i loro piatti tipici e che i sardi degustano. Subito un monito stile Napolitano “mettiamoci in testa che noi siamo un popolo di emigrati. Dicono che gli Stati Uniti sono grandi, ma a San Francisco se non hai l’assicurazione sanitaria non sei nessuno. Non che non ti visitano, non ti vedono. E allora mi chiedo cos’ha in meno l’Italia visto che noi garantiamo l’assistenza sanitaria e l’istruzione a tutti, compresi gli immigrati.”
La parola passa al pubblico dove Tore Aresti racconta che anche lui anni fa’ è emigrato a Roma con la sua famiglia e che anche se un pallone da calcio può unire comunque si sentiva gli occhi addosso dei romani. Il razzismo andrebbe prima sconfitto all’interno tra nord e sud, isole e continente.
Mirko Solinas racconta la favola di Omar Sarr, senegalese clandestino che da vucumprà nelle spiagge di Olbia è diventato tecnico turistico e oggi anche laureando. Sempre da Baradili dalla Conferenza Programmatica parla dell’idea di chiedere agli stranieri extracomunitari di popolare le zone interne sarde in via di spopolamento che aiuterebbe anche loro nell’integrazione con la società.
Chiude il capogruppo in consiglio comunale di Villamar, ma anche Giovane Democratico, Mauro Lilliu che spiega come gli immigrati a Villamar siano uomini invisibili. Villamar, grazie all’amministrazione comunale, farà il possibile per facilitare l’integrazione degli immigrati con i villamaresi.
Prossimo appuntamento a Guspini Venerdì 9 Dicembre alle 17.30
Sindaco? No, grazie Mario Bruno rinuncia alla candidatura
Mai giorno poteva essere più azzeccato dal Vice Presidente del Consiglio
Regionale Mario Bruno per smentire una sua eventuale candidatura a
sindaco di Alghero in vista delle prossime amministrative algheresi.
Il consigliere del Partito Democratico durante il suo classico incontro settimanale con i cittadini algheresi ha smentito una sua eventuale candidatura. L’attenzione sarebbe dovuta essere sui 1000 giorni di opposizione, ma le dimissioni nella stessa giornata di Tedde hanno spostato l’ascolto su un’eventuale candidatura di Mario Bruno. “Alghero non ha bisogno di un leader carismatico, ha bisogno di risvegliare le forze, le intelligenze e le risorse umane dell’intera cittadinanza. Il mio cuore appartiene ad Alghero, ma in questo momento penso di essere ancora d’aiuto a tutta la Sardegna” rivela Bruno dal palco del chiostro di San Francesco.
Una sala gremita di concittadini, democratici ma non solo. In prima fila anche i colleghi di area soriana Francesca Barracciu e Marco Espa. Non manca infatti l’elogio del vice segretario del Partito Democratico a Bruno e la frecciata al Capogruppo Giampaolo Diana “Mario ha affrontato in questi due anni e mezzo mille difficoltà per tenere unito il gruppo Pd, come sapete il Partito Democratico è un partito plurale e alcuni di noi ammorbidivano spesso l’opposizione ferrea che ci siamo posti da inizio mandato. Non se questa dura opposizione sarebbe stata possibile senza Mario, e io lo ringrazio per questo”. Poi ribadisce quanto già detto alla stampa “c’è una sostanziale differenza tra il governo Monti e quello Cappellacci. Monti si è assunto la responsabilità di guidare un nuovo governo, Cappellacci avrebbe fatto bene a seguire Berlusconi. L’opposizione non può cambiare atteggiamento in quanto il governo sardo non ha cambiato atteggiamento.”
Anche Marco Espa si unisce alla Barracciu nelle lodi all’operato di Mario Bruno in veste di Capogruppo.
Sul palco poi si alternano lavoratori della Vinyls e del petrochimico di Porto Torres oltre agli indomiti algheresi che chiedono a gran voce la candidatura di Mario Bruno.
Il consigliere del Partito Democratico durante il suo classico incontro settimanale con i cittadini algheresi ha smentito una sua eventuale candidatura. L’attenzione sarebbe dovuta essere sui 1000 giorni di opposizione, ma le dimissioni nella stessa giornata di Tedde hanno spostato l’ascolto su un’eventuale candidatura di Mario Bruno. “Alghero non ha bisogno di un leader carismatico, ha bisogno di risvegliare le forze, le intelligenze e le risorse umane dell’intera cittadinanza. Il mio cuore appartiene ad Alghero, ma in questo momento penso di essere ancora d’aiuto a tutta la Sardegna” rivela Bruno dal palco del chiostro di San Francesco.
Una sala gremita di concittadini, democratici ma non solo. In prima fila anche i colleghi di area soriana Francesca Barracciu e Marco Espa. Non manca infatti l’elogio del vice segretario del Partito Democratico a Bruno e la frecciata al Capogruppo Giampaolo Diana “Mario ha affrontato in questi due anni e mezzo mille difficoltà per tenere unito il gruppo Pd, come sapete il Partito Democratico è un partito plurale e alcuni di noi ammorbidivano spesso l’opposizione ferrea che ci siamo posti da inizio mandato. Non se questa dura opposizione sarebbe stata possibile senza Mario, e io lo ringrazio per questo”. Poi ribadisce quanto già detto alla stampa “c’è una sostanziale differenza tra il governo Monti e quello Cappellacci. Monti si è assunto la responsabilità di guidare un nuovo governo, Cappellacci avrebbe fatto bene a seguire Berlusconi. L’opposizione non può cambiare atteggiamento in quanto il governo sardo non ha cambiato atteggiamento.”
Anche Marco Espa si unisce alla Barracciu nelle lodi all’operato di Mario Bruno in veste di Capogruppo.
Sul palco poi si alternano lavoratori della Vinyls e del petrochimico di Porto Torres oltre agli indomiti algheresi che chiedono a gran voce la candidatura di Mario Bruno.
23/11/11
I soliti noti
Dicono che la colazione sia il pasto più importante della giornata,
aggiungo io: se davanti ad un buon cappuccino e una pasta calda non
affianchi l’Unione Sarda e leggi certe rassegne stampa come quella del
21 Novembre.I soliti noti, i soliti che non hanno molte parole produttive a disposizione e preferiscono ripetere le stesse, una parola, una sola, congresso.
In un momento di responsabilità nazionale dove Popolo delle Libertà e Partito Democratico si ritrovano nella stessa zona del Parlamento, una parte minoritaria del Partito Democratico Sardo dimentica la parola responsabilità e vira su una parola mai letta ne sentita: congresso.
Siamo alle solite. La maggioranza del partito sostiene il Segretario Silvio Lai e l’esecutivo, il settantacinque percento per l’esattezza e loro, sempre in minoranza, ripropongono la propria posizione. Non hanno argomentazioni per confrontarsi con i civilissimi e con i militanti, vogliono imporre le loro poche idee. Non basta che direzione e assemblea appoggiano il segretario, fanno un blitz a Roma. In tre si presentano da Bersani qualche settimana fa’ chiedendo il congresso al Segretario Nazionale sfiduciando, di fatto, gli organismi dirigenti del partito eletti con le primarie. E lo fanno dopo che hanno apposto la loro firma nel documento di Marzo dove si chiedeva la Conferenza Programmatica (non assemblea come scrivono a Cagliari) e il federamento del Partito Democratico Sardo da quello nazionale.
Nel momento migliore e più prolifico della storia del Partito Democratico dove, finalmente per non dire era ora, si apre la discussione sui temi e sulle idee ai civilissimi e a tutti i militanti. S’include e non si esclude, ci si confronta su che modello di Sardegna vogliamo. E non lo fanno i soliti noti, ma anche i soliti noti. Vedi Milis, dove a confrontarsi c’erano coloro che hanno sempre presenziato in convegni, dibattiti e simili. Non hanno capito che il senso della Conferenza Programmatica è l’apertura alla società, come li chiama Pippo Civati, ai civilissimi.
E’ giunto il momento di fare una tregua nella guerra tra bande, una guerra che ha portato l’immobilismo totale del partito da quando è stato costituito. Senza escludere nessuno da questa responsabilità. È giunta l’ora non di gettare le armi ma di usarle per uno scopo unico a tutti e non a pochi. A forza di congressi abbiamo avuto la media di un segretario l’anno e anche un commissario. Peggio di Cellino con gli allenatori.
Per avere due righe di visibilità in un giornale notevolmente di destra si è disposti anche a gettare fango sul proprio partito e chiedere ciò che si può ottenere in un modo semplice: portare settantotto firme. Forse potrebbe dare fastidio che il regolamento per le Primarie dei Parlamentari è quasi terminato e che sarà discusso e approvato.
E allora vi faccio un appello, la Conferenza Programmatica non esclude nessuno e saremo lieti di confrontarci e discutere con tutti, altrimenti proseguite il vostro percorso, istituzionale e non, e dateci la serenità per portare al termine questo percorso democratico.
20/11/11
Riflessioni del giorno dopo
19 Nov. 2011 - Vedere Berlusconi tra i banchi dei deputati è stata una goduria
pazzesca. Vedere la poltrona da Ministro senza cuscino dove sedeva
Brunetta, anche. E' piacevole anche vedere altre donne tra i banchi dei
ministri.
Monti non racconta una barzelletta, che una. Serio, composto, sembra tenere una lezione universitaria. Un discorso degno di un leader politico e non tecnico.
Fini che richiama il silenzio in aula non perché si deve fare silenzio, perché il Presidente del Consiglio Senatore Professor Dottor Monti deve prendere appunti. Scene mai viste in tre anni.
Il bello finisce. Alcuni interventi erano senza un senso. La parola a Di Pietro. A quel punto ci siamo chiesti se la Fiducia fosse per il Governo Monti o per la Grammatica dei Valori.
L'uomo ombra di Berlusconi, l'uomo che è diventato politico perché c'è Berlusconi. Un discorso lento, confuso, disordinato. Incomprensibile tranne quando ricorda che c'è stato un Referendum dove il popolo ha deciso che non si torna al Nucleare. E' bene ricordarlo, è meglio farsi capire.
Di IDV mi hanno colpito altre due cose: Pancho Pardi che si alza dalla panchina e vota la fiducia al nuovo Governo al Senato trascinando con sé i deputati della Camera. Di Pietro non poteva tirarsi indietro.
Donadi che da Crozza dichiara che la prima volta che ha visto Scilipoti è stata in Parlamento. Questo mi fa' pensare a quanto sia debole l'organizzazione interna del partito.
Ve la dico tutta, a me ha colpito Italo Bocchino, capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera. Già il giorno prima una senatrice di FLI ha fatto un'affermazione e, sinceramente, mi ha lasciato allibito. Ha detto che gli immigrati non sono un peso ma una risorsa.
Bocchino, invece, fa' un discorso di sinistra. Oltre ad essersi dimenticato che il Ministero di Coesione nazionale esisteva già, parla di ricchezza non distribuita, chiede di togliere la ricchezza a chi l'ha tenuta nascosta, la riforma delle pensioni, la riforma del mercato del lavoro, dismissioni e privatizzazioni e chiede a chi è diventato molto ricco un contributo per garantire equità, riequilibrio e riduzione del debito. Pieno appoggio a questo Governo. Ma non solo, occupazione giovanile e femminile. Agevolazioni per il lavoro giovanile, una proposta chiara: detassazione alle Partite Iva che assumono un Under 30. Lo stipendio al netto.
A un certo punto ho pensato che FLI fosse un'area del PD.
Reguzzoni non voglio nemmeno citarlo, ops, l'ho citato.
Il Segretario Bersani replica subito, si altera, giustamente. "I figli degli immigrati non sanno chi sono, eppure parlano italiano, vanno a scuola e pagano le tasse. Questa è una vergogna." Dice Bersani che non ha niente da replicare a Bocchino. Anzi, capisce che ha letto le proposte del Partito Democratico. Dopo gli chiede di pagargli il copyleft.
E non voglio citare nemmeno Scilipoti. Ops, ci sono cascato di nuovo.
Mi sbalordisce come la solidarietà e la difesa dei ceti medio-bassi siano un valore anche di destra. E ancor di più mi sbalordisce come l'essere liberali non è più una cosa di destra ma anche di sinistra.
Certo, questo governo ha degli obiettivi che devono essere portati a termine. Questo è un momento anche, non solo per le alleanze, ma anche per rivedere i propri valori e le proprie idee. Ben venga il confronto sano che c'è stato ieri tra Bocchino e Bersani, che moderati non sono ma che in comune qualcosa ce l'hanno.
Monti non racconta una barzelletta, che una. Serio, composto, sembra tenere una lezione universitaria. Un discorso degno di un leader politico e non tecnico.
Fini che richiama il silenzio in aula non perché si deve fare silenzio, perché il Presidente del Consiglio Senatore Professor Dottor Monti deve prendere appunti. Scene mai viste in tre anni.
Il bello finisce. Alcuni interventi erano senza un senso. La parola a Di Pietro. A quel punto ci siamo chiesti se la Fiducia fosse per il Governo Monti o per la Grammatica dei Valori.
L'uomo ombra di Berlusconi, l'uomo che è diventato politico perché c'è Berlusconi. Un discorso lento, confuso, disordinato. Incomprensibile tranne quando ricorda che c'è stato un Referendum dove il popolo ha deciso che non si torna al Nucleare. E' bene ricordarlo, è meglio farsi capire.
Di IDV mi hanno colpito altre due cose: Pancho Pardi che si alza dalla panchina e vota la fiducia al nuovo Governo al Senato trascinando con sé i deputati della Camera. Di Pietro non poteva tirarsi indietro.
Donadi che da Crozza dichiara che la prima volta che ha visto Scilipoti è stata in Parlamento. Questo mi fa' pensare a quanto sia debole l'organizzazione interna del partito.
Ve la dico tutta, a me ha colpito Italo Bocchino, capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera. Già il giorno prima una senatrice di FLI ha fatto un'affermazione e, sinceramente, mi ha lasciato allibito. Ha detto che gli immigrati non sono un peso ma una risorsa.
Bocchino, invece, fa' un discorso di sinistra. Oltre ad essersi dimenticato che il Ministero di Coesione nazionale esisteva già, parla di ricchezza non distribuita, chiede di togliere la ricchezza a chi l'ha tenuta nascosta, la riforma delle pensioni, la riforma del mercato del lavoro, dismissioni e privatizzazioni e chiede a chi è diventato molto ricco un contributo per garantire equità, riequilibrio e riduzione del debito. Pieno appoggio a questo Governo. Ma non solo, occupazione giovanile e femminile. Agevolazioni per il lavoro giovanile, una proposta chiara: detassazione alle Partite Iva che assumono un Under 30. Lo stipendio al netto.
A un certo punto ho pensato che FLI fosse un'area del PD.
Reguzzoni non voglio nemmeno citarlo, ops, l'ho citato.
Il Segretario Bersani replica subito, si altera, giustamente. "I figli degli immigrati non sanno chi sono, eppure parlano italiano, vanno a scuola e pagano le tasse. Questa è una vergogna." Dice Bersani che non ha niente da replicare a Bocchino. Anzi, capisce che ha letto le proposte del Partito Democratico. Dopo gli chiede di pagargli il copyleft.
E non voglio citare nemmeno Scilipoti. Ops, ci sono cascato di nuovo.
Mi sbalordisce come la solidarietà e la difesa dei ceti medio-bassi siano un valore anche di destra. E ancor di più mi sbalordisce come l'essere liberali non è più una cosa di destra ma anche di sinistra.
Certo, questo governo ha degli obiettivi che devono essere portati a termine. Questo è un momento anche, non solo per le alleanze, ma anche per rivedere i propri valori e le proprie idee. Ben venga il confronto sano che c'è stato ieri tra Bocchino e Bersani, che moderati non sono ma che in comune qualcosa ce l'hanno.
16/11/11
Differenze tra Militante2.0, Militante-Blogger2.0 e Militante.
E' nata una nuova polemica sui blogger. Qualche mese fa'
l'onorevole del Partito Democratico Gian Valerio Sanna criticò i Blogger in
modo poco costruttivo e molto denigratorio. Ieri un episodio analogo.
C'è chi pensa che i blogger non siano militanti, sbagliato. Non tutti i militanti sono blogger e/o utenti di social network.
Ci sono militanti che chiedono il rinnovamento e l'innovazione. I tempi cambiano, il linguaggio politico cambia, i luoghi dove fare politica cambiano.
C'è chi pensa che i blogger non siano militanti, sbagliato. Non tutti i militanti sono blogger e/o utenti di social network.
Ci sono militanti che chiedono il rinnovamento e l'innovazione. I tempi cambiano, il linguaggio politico cambia, i luoghi dove fare politica cambiano.
Identifichiamo subito due categorie per chiarezza, i blogger
sono coloro che hanno e gestiscono un blog. Gli utenti di Facebook e/o
Twitter non sono blogger, ma frequentatori
di Social Network.
Un’altra sostanziale differenza è che i Social Network non
sono gli antagonisti dei circoli e dei faccia a faccia, ma una valida
alternativa che è bene usare nel miglior modo possibile.
Pensate che Obama ha vinto le elezioni grazie a Facebook, e che Soru durante la campagna elettorale crea una pagina su Facebook dove in pochi giorni diventa il politico di centro sinistra più amato nel social network, tanto che il Corriere.it lo candida tra i possibili leader di un'alleanza di centro sinistra a livello nazionale e nel sondaggio raggiunge il 75%.
Ma i blogger del Pd Sardo sono militanti, alcuni con incarichi istituzionali e all'interno del partito. Niente di più, niente di meno.
La differenza tra un militante, un militante 2.0 e un militante-blogger 2.0 è che il terzo tiene un blog, il secondo è un frequentatore dell’Web e, più precisamente, tiene un profilo Facebook e/o Twitter. Cosa c'è di sbagliato ad avere un blog o un profilo in un social network dove parlare di politica?
Il problema è un altro, che molti "anziani" del partito sono poco capaci di innovarsi e di far parte della Politica 2.0, e meglio del PD 2.0. Ma anche i meno anziani non sono capaci.
Scrivere in rete significa scrivere a gratis, scrivere per tutti, rischiando anche. E' un nuovo mezzo di comunicazione.
E non è un gioco, no. E' un impegno quotidiano, è raccogliere i militanti in un luogo virtuale come in una nota o in una foto su Facebook e dialogare, discutere, approfondire, scambiare idee. E’ aprire una discussione in un blog. Ciò che andrebbe fatto nei circoli o nelle piazze lo si fa' anche qui a costo zero, visibile a tutti. E' il mezzo che ha avvicinato la classe politica e dirigente ai militanti e al popolo.
E allora spiegate agli arretrati che i blogger sono persone fisiche, esistono, partecipano e contribuiscono. E spiegate a loro anche che prima di blogger siamo democratici, siamo uomini e donne, giovani e meno giovani, siamo persone indipendenti che hanno una testa propria con cui pensare.
E il Partito Democratico a tutti i livelli ha apprezzato questo. E da qui che nasce il forum Nuovi Linguaggi, coordinato da Pippo Civati al nazionale e da Egildo Tagliareni al regionale.
Mi auguro che sia l'ultima volta che devo affrontare un discorso del genere, al mondo non frega niente se non ti metti al passo dei tempi, o sei 2.0 o sei fuori dal mondo.
E il Partito Democratico 2.0 esiste.
Mirko Solinas.
30/10/11
A Baradili più idee e passione che vernaccia.
Chi è partito con qualche minuto di ritardo convinto di trovare
subito il locale che ci avrebbe ospitato? In quanti hanno perso la loro
convinzione girando a vuoto per minuti senza trovare la location? Quasi
tutti! E pensare che al momento che sono entrato a Baradili lo stereo
nella macchina intonava Welcome to the Jungle dei Guns ‘n Roses. Che
silenzio e pace a Baradili. Nel non vedere bambini in strada a giocare
per un momento ho pensato di essere in un paesino bolscevico. Poi mi
sono ricordato che ci vivono solo novantaquattro anime. Beati loro.
All’arrivo in sala succede qualcosa.. Silvio Lai aiuta nelle geometrie dei posti a sedere, Laura Pisano corre da una parte all’altra sfidando Gianluigi Piras, Franco Marras si occupa dell’accoglienza dei democratici. Pietro Morittu si mette in posa per le foto, il Gabriel Garko del PD.
I democratici arrivano e non se ne vanno.
Il sindaco di Baradili ci da’ il suo benvenuto ricordando la conterranea Rossella Urru. La sala si alza in piedi per applaudire.
Il vice segretario Francesca Barracciu porta i saluti del gruppo regionale. Voleva stare tutto il giorno con noi. Ma Ugo vuole il piano casa 3.0 e la cara Francesca deve tornare in Viale Trento.
Diciamola tutta, dopo che il Segretario Silvio Lai prende un applauso di qualche minuto che lo commuove allora la 2D si poteva solo che mettere nei binari giusti. Una relazione degna di un leader, che poi ha lasciato il ruolo di leader e si è mimetizzato tra la gente.
Iniziano gli interventi. Una vita da precaria sulle note di Una vita da mediano di Ligabue cantata dalla cara Gianfranca Marrosu. Il solito Emiliano Zapata Deiana che è sempre un piacere leggere e ascoltare. Alessandra Pili che intreccia le metafore di Bersani con tanti punti emersi dalla 2D di Bologna. Il giovane sindaco Alessio Mandis che chiede formazione politica per i giovani e che evidenzia un dato importante: tagliando assessori e consiglieri del mio piccolo comune si risparmia 270 euro annui, lo 0,55% dello stipendio mensile di un Parlamentare. Caterina Pes che ringrazia Lai per aver portato avanti questo processo democratico. Omar Sarr, il senegalese clandestino che vive la sua personale favola, da vucumprà nelle spiagge di Olbia a Laureando. Luca Pirisi che definisce Baradili come l’anno zero della Pd Sardo. Il tutto coordinato da Roberto Deriu.
Questa è la parte in primo piano, quella che è piaciuta.. ma cosa è successo fuori all’aperto?
Partiamo dal presupposto che se c’è Franco Marras si ride. Quindi chi è vicino a Franco Marras sta cazzeggiando e ridendo sicuramente. Francesco Piludu ha conversato al massimo con cinque persone, ha fatto il liveblogging sul gruppo La Sardegna che Vogliamo, grazie. Gianfranca Marrosu ha fumato dieci camel light di seguito nell’attesa di intervenire. Nel volto di Franca Brotzu si leggeva la felicità di non avere una macchina fotografica a rullino. Claudio Cabua conosce finalmente il capo bastone che gli è stato assegnato qualche mese fa’: Sir Siro Marroccu. Nel mentre si conferma quanto dichiarato due giorni fa’: a Baradili non fanno la vernaccia. La famosa vernaccia è di Baratili S. Pietro.
La fame si fa’ sentire, Franco Marras chiede di sospendere i lavori.
Dopo una pizza a Ussaramanna dove, come detto ieri, Franca Brotzu parla del bene che vuole a Roberto Deriu. La mozione viene respinta con 9 voti contrari e 1 favorevole. Quello sborone di Thomas Castangia ordina la pizza gigante portata su due piatti. Immaginate Schiavone se avesse visto nello stesso tavolo il sottoscritto, Deiana, Luca Mereu, Thomas e Cristiano Castangia, la Brotzu.. Oggi Liberi a Sinistra avrebbe titolato così: “Mentre l’Africa muore per la fame Thomas Castangia non mangia metà pizza.” Uno scoop degno del peggior Signorini.
A Isili una piacevole serata con i Castangia’s Brothers sino a quando Luca Mereu si addormenta ricevendo gli insulti dell’albergo per quanto e come russa.
E’ mattina, Mereu in doccia canta Tiziano Ferro. Deiana deve mettere assolutamente in carica il suo Black Berry. Arrivano i Castangia sotto l’albergo. Thomas non ascolta il consiglio che gli servirebbero un paio di occhiali da sole. Nella Hall dell’albergo gli amici (in senso civile e non politico) Deiana e Mereu si sganasciano dalle risate vedendo la mia foto della carta d’identità.. un incrocio tra Indios e Metallaro albanese.
Il viaggio della speranza da Isili a Baradili convinti di incontrare Pina Coinu, Marco Matta, Sandro Marotto, Stefano Sotgiu e Massimo Marini. Gira voce nel piazzale dell’Hotel del Borgo che Marini sia alla Leopolda dall’amico (in senso politico e non civile) Renzi. Mentre Sotgiu e Marotto hanno assistito anche ai lavori del mattino, Coinu e Matta si presentano per il pranzo e il “megama” pomeridiano.
Ma la mattina accade un fenomeno ancora inspiegabile, secondo L’Unione Ladu da l’ok alla linea, secondo La Nuova Sardegna Ladu vuole il congresso. Nel mentre sei mani scrivono un aggiornamento dal Texas Baradili.
Si tenta uno spuntino alle 12 con le compagne di Sestu. Impresa quasi impossibile, nel bar snack pervenute solo merendine con la ciliegia. Il segretario di Sestu soprende tutti, scarta la merendina e si getta sul pane guttiau. Stima.
Mentre i media focalizzano l’attenzione della 2D sulle alleanze e non sui contenuti, i democratici si dividono in gruppi di lavoro con la supervisione della Cabras.
Arriva il gruppo regionale. Chi aveva una minima idea di intervenire può stare tranquillamente seduto.
Quando interviene Soru, la diretta di Sky di Roma-Milan perde uno share del 10%.
Intanto Selma Bellomo è in pensiero per il suo capitano Del Piero. Mentre Cristiano Castangia pensa già alla scusa da usare per un’eventuale sconfitta della sua Roma contro il Milan.
Due giorni intensi che hanno mostrato l’anima del partito. Un’iniziativa che ha portato sul palco tutti, anche gli scettici. Belli interventi dei giovani. Una classe di trenta e quarantenni è pronta. Due giorni di democrazia e partecipazione. Un amore per tanti ritrovato. Abbiamo messo in crisi i media che hanno sempre criticato il partito. E se questo è solo l’inizio.. immaginate come andrà a finire.
Si è scherzato, si è ascoltato e si è applaudito.
Il mio applauso più sincero va’ a tutta la Segreteria, ma soprattutto a quella super donna di Laura Pisano.
Alla prossima fermata.
All’arrivo in sala succede qualcosa.. Silvio Lai aiuta nelle geometrie dei posti a sedere, Laura Pisano corre da una parte all’altra sfidando Gianluigi Piras, Franco Marras si occupa dell’accoglienza dei democratici. Pietro Morittu si mette in posa per le foto, il Gabriel Garko del PD.
I democratici arrivano e non se ne vanno.
Il sindaco di Baradili ci da’ il suo benvenuto ricordando la conterranea Rossella Urru. La sala si alza in piedi per applaudire.
Il vice segretario Francesca Barracciu porta i saluti del gruppo regionale. Voleva stare tutto il giorno con noi. Ma Ugo vuole il piano casa 3.0 e la cara Francesca deve tornare in Viale Trento.
Diciamola tutta, dopo che il Segretario Silvio Lai prende un applauso di qualche minuto che lo commuove allora la 2D si poteva solo che mettere nei binari giusti. Una relazione degna di un leader, che poi ha lasciato il ruolo di leader e si è mimetizzato tra la gente.
Iniziano gli interventi. Una vita da precaria sulle note di Una vita da mediano di Ligabue cantata dalla cara Gianfranca Marrosu. Il solito Emiliano Zapata Deiana che è sempre un piacere leggere e ascoltare. Alessandra Pili che intreccia le metafore di Bersani con tanti punti emersi dalla 2D di Bologna. Il giovane sindaco Alessio Mandis che chiede formazione politica per i giovani e che evidenzia un dato importante: tagliando assessori e consiglieri del mio piccolo comune si risparmia 270 euro annui, lo 0,55% dello stipendio mensile di un Parlamentare. Caterina Pes che ringrazia Lai per aver portato avanti questo processo democratico. Omar Sarr, il senegalese clandestino che vive la sua personale favola, da vucumprà nelle spiagge di Olbia a Laureando. Luca Pirisi che definisce Baradili come l’anno zero della Pd Sardo. Il tutto coordinato da Roberto Deriu.
Questa è la parte in primo piano, quella che è piaciuta.. ma cosa è successo fuori all’aperto?
Partiamo dal presupposto che se c’è Franco Marras si ride. Quindi chi è vicino a Franco Marras sta cazzeggiando e ridendo sicuramente. Francesco Piludu ha conversato al massimo con cinque persone, ha fatto il liveblogging sul gruppo La Sardegna che Vogliamo, grazie. Gianfranca Marrosu ha fumato dieci camel light di seguito nell’attesa di intervenire. Nel volto di Franca Brotzu si leggeva la felicità di non avere una macchina fotografica a rullino. Claudio Cabua conosce finalmente il capo bastone che gli è stato assegnato qualche mese fa’: Sir Siro Marroccu. Nel mentre si conferma quanto dichiarato due giorni fa’: a Baradili non fanno la vernaccia. La famosa vernaccia è di Baratili S. Pietro.
La fame si fa’ sentire, Franco Marras chiede di sospendere i lavori.
Dopo una pizza a Ussaramanna dove, come detto ieri, Franca Brotzu parla del bene che vuole a Roberto Deriu. La mozione viene respinta con 9 voti contrari e 1 favorevole. Quello sborone di Thomas Castangia ordina la pizza gigante portata su due piatti. Immaginate Schiavone se avesse visto nello stesso tavolo il sottoscritto, Deiana, Luca Mereu, Thomas e Cristiano Castangia, la Brotzu.. Oggi Liberi a Sinistra avrebbe titolato così: “Mentre l’Africa muore per la fame Thomas Castangia non mangia metà pizza.” Uno scoop degno del peggior Signorini.
A Isili una piacevole serata con i Castangia’s Brothers sino a quando Luca Mereu si addormenta ricevendo gli insulti dell’albergo per quanto e come russa.
E’ mattina, Mereu in doccia canta Tiziano Ferro. Deiana deve mettere assolutamente in carica il suo Black Berry. Arrivano i Castangia sotto l’albergo. Thomas non ascolta il consiglio che gli servirebbero un paio di occhiali da sole. Nella Hall dell’albergo gli amici (in senso civile e non politico) Deiana e Mereu si sganasciano dalle risate vedendo la mia foto della carta d’identità.. un incrocio tra Indios e Metallaro albanese.
Il viaggio della speranza da Isili a Baradili convinti di incontrare Pina Coinu, Marco Matta, Sandro Marotto, Stefano Sotgiu e Massimo Marini. Gira voce nel piazzale dell’Hotel del Borgo che Marini sia alla Leopolda dall’amico (in senso politico e non civile) Renzi. Mentre Sotgiu e Marotto hanno assistito anche ai lavori del mattino, Coinu e Matta si presentano per il pranzo e il “megama” pomeridiano.
Ma la mattina accade un fenomeno ancora inspiegabile, secondo L’Unione Ladu da l’ok alla linea, secondo La Nuova Sardegna Ladu vuole il congresso. Nel mentre sei mani scrivono un aggiornamento dal Texas Baradili.
Si tenta uno spuntino alle 12 con le compagne di Sestu. Impresa quasi impossibile, nel bar snack pervenute solo merendine con la ciliegia. Il segretario di Sestu soprende tutti, scarta la merendina e si getta sul pane guttiau. Stima.
Mentre i media focalizzano l’attenzione della 2D sulle alleanze e non sui contenuti, i democratici si dividono in gruppi di lavoro con la supervisione della Cabras.
Arriva il gruppo regionale. Chi aveva una minima idea di intervenire può stare tranquillamente seduto.
Quando interviene Soru, la diretta di Sky di Roma-Milan perde uno share del 10%.
Intanto Selma Bellomo è in pensiero per il suo capitano Del Piero. Mentre Cristiano Castangia pensa già alla scusa da usare per un’eventuale sconfitta della sua Roma contro il Milan.
Due giorni intensi che hanno mostrato l’anima del partito. Un’iniziativa che ha portato sul palco tutti, anche gli scettici. Belli interventi dei giovani. Una classe di trenta e quarantenni è pronta. Due giorni di democrazia e partecipazione. Un amore per tanti ritrovato. Abbiamo messo in crisi i media che hanno sempre criticato il partito. E se questo è solo l’inizio.. immaginate come andrà a finire.
Si è scherzato, si è ascoltato e si è applaudito.
Il mio applauso più sincero va’ a tutta la Segreteria, ma soprattutto a quella super donna di Laura Pisano.
Alla prossima fermata.
29/09/11
Ci sono compleanni e compleanni..
C’è chi stanotte inviterà i suoi amici in villa e chiederà di portare come regalo un centinaio di ragazze, escort, donne dello spettacolo e qualche miss. Qualcuno ci scherza su e comunica che è possibile seguire la diretta live di Arcore dalle 21 su Youporn (è un sito porno, comunicazione per i non frequentatori).C’è chi non avrà il tempo di festeggiare. Dovrà risolvere qualche piccolo problema interno, roba da niente: votare per l’espulsione dei radicali, dovrà rispondere alla lettera di Adinolfi.
Un pacco grande e incartato con una carta regalo color bianco, un fiocco rosso e tanto di auguri firmato Radicali e Adinolfi per il Segretario Bersani.
Il caso liberal ha dell’incredibile. Mentre si accusa Lega e Pdl di voti di scambio come una fiducia per un ministero, nel Pd accade che “se voglia che voti la sfiducia di Romano in Senato dovevate preferire l’amnistia per le carceri”.
Come dice l’On. Guido Melis in una sua lettera aperta al gruppo radicale, se hai la cancrena ad una gamba non ti fai operare perché hai un tumore in qualche altra parte del corpo.
Gli stessi radicali che votarono contro l’accorpamento del Referendum con le amministrative.
Non penso che gli elettori Liberali abbiano letto il no-voto di ieri come un segno di protesta, penso l’abbiano visto come un voto per la mafia. Non si sono degnati nemmeno di avvertire il capogruppo. E allora spieghiamo ai Liberali che liberale non significa libero di fare il cazzo che vuoi.
Lo Scilipotismo si diffonde nei palazzi romani.
Altra storia invece è quella dell’addio del popolare Adinolfi al PD. Lo fa’ un uomo che comunque dal 2007 ha lavorato per il partito. Certo, per ovvie ragioni molte idee sono in contrasto, ma non lo possiamo definire un ottuso che ha voluto la ragione a priori. E’ contro le coppie di fatto, non ha chiesto al Pd di essere contro ma di chiedere un referendum.
In un concetto espresso nella lettera, mi sono trovato totalmente d’accordo, quanto sono indipendenti i giovani? Solo Renzi e qualche altro hanno attirato anche le antipatie dei capi bastone. Nonostante mi trovo spesso in disaccordo col pensiero di Renzi, spero che Renzi continui a fare politica attiva in questo modo. Non solo Renzi, ma qualche altro, non tanti. Giovani Democratici Docet.
E poi scrive che non capisce come un partito di sinistra non combatte le disuguaglianze tra le generazioni. Secondo lui il Pd è riuscito a escludere i cattolici, siamo tornati a essere il PDS (lingua tua santa!). Qui non sono d’accordo, il partito ha assunto una mentalità cattolica anche troppo forte che sta virando in modo sconsiderato il partito verso il centro.
Anche lui ha capito, il Pd in quattro anni non si è ancora unito. E questo non l’aveva capito ancora nessuno.
Questa serie di voti ad personam, questa gestione delle poltrone extra parlamentari, questa disobbedienza a zig-zag, il trattare prima di qualsiasi decisione e/o voto con le anime del partito, secondo me tutto questo porterà a una scissione del Pd. Facciamolo subito, perché non mi va’ di vedere sciolte le camere a Settembre 2013 o 2012.
Ragioniamo sui problemi evidenziati da Adinolfi: giovani indipendenti dai capi bastone, disuguaglianze tra generazioni, un partito spaccato, le idee sul lavoro, il peso dei cattolici nel partito.
Buon compleanno Segretario.
30/07/11
Quando i conti con i fascistelli si regolavano così. Di Marco Ortu
"Era il nostro festival de l’unità a Guspini a metà degli anni settanta, uno dei momenti topici dell’attività e dell’iniziativa del PCI di allora, si svolgeva con la partecipazione di migliaia di persone ed una sera al tramonto, quando incominciava a farsi buio, apparvero un gruppo di fascistelli locali, per la verità era uno in compagnia di qualche malcapitato, che con fare un po’ provocatorio ( la provocazione constava solo nel fatto della loro presenza) ordinarono da bere BASTO’ SOLO UNO SGUARDO PER FARE CAPIRE A TUTTI I COMPAGNI CHE DOVEVAMO EVITARE QUALSIASI INCIDENTE E PROVOCAZIONE, fu loro servito da bere e cortesemente accompagnati all’uscita del festival, quando all’improvviso mancò la luce e in quei minuti avvenne il miracolo, i fascisti sparirono e furono ritrovati,dopo alcune ore, in una siepe di fichi d’india malconci e maleodoranti senza che nessuno si fosse accorto di niente e senza colpo ferire. ERANO I MIRACOLI DELL’ENEL"
L'uomo qualunque.
E' successo a sei chilometri da casa mia, un pomeriggio qualunque poco estivo.. i classici lavoretti pomeridiani.. e invece un muro di blocchi in cemento lo sotterra.. aveva solo 46 anni, non aveva nessun grado e nessuna missione di pace.
Era solo un padre, era solo un marito, era solo un uomo che umilmente lavorava per la sua famiglia.
Ma per lo Stato è un muratore o un operaio che muore, non un militare. E' ancora l'Italia che cataloga le morti.
Era un uomo che ha lasciato la sua famiglia per il lavoro. Per quei 800 o 1000 euro al mese che dovevano bastare a dar da mangiare, a far studiare i figli, a vestirsi e a pagare le tante tasse. Un uomo qualsiasi per lo Stato, un produttore di Pil forse. Un uomo che, per loro, non è fuori Italia a difendere la democrazia. Forse solo il fatto che non abbia mai partecipato ad una rivoluzione insieme a tanti altri operai, cassintegrati e precari è già un uomo che della democrazia se ne fottuto.
Domani non ci saranno funerali di Stato, nessuna medaglia, nessuna diretta televisiva. L'uomo qualunque verrà pianto solo da un paese e non da un Paese.
Era solo un padre, era solo un marito, era solo un uomo che umilmente lavorava per la sua famiglia.
Ma per lo Stato è un muratore o un operaio che muore, non un militare. E' ancora l'Italia che cataloga le morti.
Era un uomo che ha lasciato la sua famiglia per il lavoro. Per quei 800 o 1000 euro al mese che dovevano bastare a dar da mangiare, a far studiare i figli, a vestirsi e a pagare le tante tasse. Un uomo qualsiasi per lo Stato, un produttore di Pil forse. Un uomo che, per loro, non è fuori Italia a difendere la democrazia. Forse solo il fatto che non abbia mai partecipato ad una rivoluzione insieme a tanti altri operai, cassintegrati e precari è già un uomo che della democrazia se ne fottuto.
Domani non ci saranno funerali di Stato, nessuna medaglia, nessuna diretta televisiva. L'uomo qualunque verrà pianto solo da un paese e non da un Paese.
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