15/07/13

La teoria renziana sulla cosa pubblica, sbagliata.

Non devo star qui a spiegare che non sono un renziano, anche se rimango molto obiettivo nei suoi confronti. Sto ancora ascoltando il suo intervento pubblico alla festa democratica di Carpi. Sorvolo su tutto il resto e mi concentro su una cosa che ribadisce da sempre sui finanziamenti pubblici ai partiti (che poi sono rimborsi elettorali, vabbè).

Matteo insiste sul fatto che siccome i partiti hanno usato male i finanziamenti pubblici (è vero, ma questo qualunquismo usato anche verso chi si fa certificare i bilanci è una roba che non gli fa onore) bisogna abolirli. Che è un po' la teoria che usa e si usa per le province.

Matteo però sta agevolando il radicamento di una teoria sbagliata, abolire uno strumento per uso sbagliato dell'essere umano.
Secondo Matteo, se un infermiere fa troppe pause caffè bisogna chiudere l'ospedale? Oppure se un carabiniere non arresta lo spacciatore bisogna chiudere la caserma? Se la professoressa non riesce a spiegare le derivate, aboliamo l'algebra o chiudiamo la scuola?
E a tutti i comuni in deficit che facciamo?

No caro Renzi, è completamente sbagliata la tua teoria. Se vuoi abolire i finanziamenti (e potrei anche convincermi che sia una cosa giusta) serve una motivazione più profonda e meno qualunquista. Potrei pensare che in periodo di crisi dove si fanno tanti sacrifici anche i partiti devono fare i sacrifici. Ma se poi citi casi di sbagliato uso dei fondi ai gruppi per giustificare la teoria dell'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti allora è anche disonestà intellettuale.





14/07/13

Alla violenza non si risponde con la violenza.

Al forum immigrazione di sabato scorso ricordo la fermezza con cui il ministro Kyenge chiese ai presenti di non usare la violenza per rispondere alla violenza. Ci disse di indignarci come italiani per gli insulti di stampo razzista provenienti dal nord verde perché quelle parole offendevano l'Italia e non il ministro. Ci supplicò di imporre un nuovo linguaggio politico e di iniziare da noi stessi.

Oggi è arrivato un nuovo attacco razzista dal nord e mentre la Cecile risponde in maniera pacata, gli altri hanno usato lo stesso linguaggio di Calderoli.
E sta tutto qui il problema. Rispondere con la violenza alla violenza.

Il razzismo deve essere ripudiato, e la giustificazione della battuta ironica è la forma più pericolosa di razzismo. È il Calderoli che c'è in noi che mi preoccupa. Un razzismo che nasce dai luoghi comuni, il bambino rom fa l'elemosina, il rumeno ruba, l'africano puzza, ci rubano il lavoro e le donne, i rom girano in Ferrari ecc ecc. 
Dobbiamo ripartire da qui, subito. Fermare i luoghi comuni per fermare il razzismo.

E dobbiamo imparare a non essere come loro. Perché la battutina su Brunetta l'abbiamo fatta tutti, perché qualsiasi donna del PDL diventa una puttana per gli uomini e soprattutto le donne di centrosinistra. Perché Calderoli è lo specchio di una società malata che nega di essere tale ma che in fonda sa di essere così.

È ovvio che da Calderoli mi aspettio le dimissioni, ma dal Partito Democratico mi aspetto un'accelerata sullo Ius Soli.

Dobbiamo indignarci ma farci anche l'esame di coscienza. Dobbiamo migliorarci immediatamente perché oggi c'è passata la Kyenge, ma ieri ci sono passate la Bindi e la Carfagna, e anche Brunetta.


13/07/13

Vorrei che Alfano e Bonino si fossero dimenticati di pagare l'ICI.

Che l'Italia fosse una roba strana non vi era alcun dubbio. Prendiamo il caso dell'ex ministro Josefa Idem, portata mediaticamente e politicamente alle dimissioni perché non aveva pagato l'ICI. Un dettaglio emerso soltanto con un ravvedimento operoso, cioè aveva sanato la morosità. E ricordiamo anche che la Idem pagava un libero professionista per queste cose tecniche di cui lei non si occupava in prima persona.

Poi succede che due donne kazake, Alma Shalabayeva e sua figlia Alua di 6 anni, vengono espulse dall'Italia. Si tratta della moglie e della figlia di un rifugiato politico kazako. La donna e la figlia godevano dell'immunità diplomatica. L'Huffington Post spiega bene, nei dettagli, tutta la vicenda.

Un caso diplomatico internazionale e politico gravissimo che come minimo dovrebbe portare le dimissioni dei ministri competenti, ossia il ministro dell'Interno Angelino Alfano e il ministro degli Esteri Emma Bonino. E invece no. Per chiedere le dimissioni a un ministro in Italia bisogna essere morosi con il Comune di appartenenza per un mancato pagamento dell'ICI.

Ecco, il mio sogno è che Alfano e Bonino siano morosi con i loro comuni dove risiedono. Perché questi sono i casi politici dove si chiedono le dimissioni, mica quando si mette a rischio la vita di due donne infrangendo i loro diritti.


12/07/13

Se il PD avesse fatto il PDL, anche se solo per finta.

Ne parlo per l'ultima volta di questa roba, giuro.
Due giorni fa il Parlamento della Repubblica italiana (così fa più gassosa) è stato bloccato per tre ore per via del PDL (con i voti del PD e di Lista Civica) perché aveva la necessità di riunire i gruppi parlamentari, non per parlare di disoccupazione ma del processo in Cassazione del leader Silvio Berlusconi.

Io, personalmente e in grado di intendere e di volere, reputo il voto favorevole di due giorni fa più grave dei vari impallinamenti durante le votazioni del Presidente della Repubblica o Formigoni presidente della commissione Agricoltura.
Questo voto ha un valore simbolico che i capigruppo Speranza e Zanda, in accordo con Franceschini e Epifani, in accordo con i portatori insani di parlamentari del PD, hanno sottovalutato.
Difatti con questo voto il Partito Democratico ha dato pieno sostegno alla battaglia contro la magistratura del Popolo delle Libertà in difesa di Silvio Berlusconi. Venti anni di battaglie andate in fumo con un voto, questo voto.

E hanno voglia Speranza e Zanda di mandare lettere. Nessuno vuole vietare al PDL di prendere qualche ora di riflessione per i loro problemi interni. Il problema è che volevano tre giorni di riflessione, una sorta di #OccupyParlamento. E il problema è soprattutto il motivo della riflessione. Visto che Franceschini ha fatto da pontiere e ha ottenuto tre ore (rimane una grande sconfitta) doveva fare una manovra diversa.

Non lo dico con il senno di poi. Doveva convincere il PDL a trovare un'altra motivazione. Fine. Per esempio, c'era il decreto Ilva. Il Partito Democratico, in accordo segreto con il PDL, poteva proporre una qualsiasi cosa sull'Ilva che mettesse in crisi il PDL stesso e quindi da questa mossa concordata poteva nascere la richiesta di sospensione dei lavori in aula. E nessuno si sarebbe lamentato (nemmeno quelle merde del PD, così come sono stati definiti gli astenuti e gli assenti del PD da altri esponenti dello stesso partito) contro la sospensione in aula. Anzi, il PDL poteva ottenere anche un giorno di sospensione.

È tutto spiegabile così, il PD per un giorno doveva fare il PDL. Anche se solo per finta.


11/07/13

Da Marini alla sospensione dei lavori. Non è cambiato nulla.

Chi pensava che la piramide del Partito Democratico si fosse accorciata e che, quindi, le decisioni venissero condivise almeno dal gruppo parlamentare si è sbagliato di brutto.
La Marini's story non ha insegnato nulla, anzi. Se per la scelta del Presidente della Repubblica almeno c'era il teatro dell'orrore del Capranica, questa volta non c'è stata nemmeno una discussione.

Il modello Bersani è stato ereditato dal giovane Speranza. Finché c'è vita c'è Speranza, finché ci sarà Speranza non ci sarà Partito Democratico.
Qualche mese fa, Bersani riunii i gruppi parlamentari e li mise davanti a una scelta che all'apparenza era democratica, votare Marini o no. Tutto questo dopo che il nome del buon Marini era stato concordato con le altre forze di centrodestra. Poi sapete come andò a finire, che Marini non trovò il sostegno del PD e non perché si trattava di Marini ma perché era l'operazione totalmente sbagliata.

Questa volta il Partito Democratico fa peggio, tratta sui giorni della sospensione con il maggiore alleato e poi invita i parlamentari a recarsi entro 14 minuti in aula per votare la sospensione dei lavori. Nemmeno una discussione interna e quando non si discute i dissidenti ci sono, per natura. Perché è ovvio che in una discussione interna c'era il pericolo che i contrari alla sospensione dei lavori avrebbero potuto convincere anche altri e mettere a rischio l'accordo fatto con la maggioranza.

Quindi è andata così: il PDL chiede la sospensione dei lavori perché deve elaborare una strategia per il suo leader che deve affrontare il processo della Cassazione tra venti giorni. Senza i voti del PD, alla Camera non si decide nulla. Il PD trova l'accordo con il PDL su un solo giorno di sospensione anziché tre. Il PD riunisce il segretario Epifani, il capogruppo Speranza e il ministro ai rapporti con il parlamento Franceschini. Ovviamente i vari portatori sani di parlamentari erano in contatto con uno dei tre mentre si svolgeva la riunione. Si decide di votare direttamente in modo tale che i dissidenti non avessero il tempo per poter convincere altri ad astenersi.

E poi c'è anche chi la chiama normalità e democrazia. Come se i motivi per sospendere i lavori siano validi. Come se trovare l'accordo su un giorno anziché tre sia una vittoria. Sembra un patteggiamento. Roba da far accapponare la pelle anche alla dittatura cinese.

E c'è anche chi parla di dissenso per guadagnare consenso in vista del congresso. Tesi validissima se il fronte dissidente non fosse così plurale, Bindi, Civati, Gentiloni e altri.

No, il Partito Democratico non riesce a imparare dai propri errori, mentre il Popolo delle Libertà ogni giorno li mette in crisi. E poi ci dicono che le larghe intese sono un tema che non deve essere affrontato al congresso, o forse sarà il tema del congresso.


08/07/13

eMozione Civati. W la libertà.

Raccontare questo viaggio e questa esperienza mi vien un po' difficile. In questo post non parlerò dell'esperienza romana del forum immigrazione che merita una serissima riflessione.

Inizio con le scuse a tutti coloro che non ho riconosciuto. Ricordare i vostri volti è difficile, se poi sono io quello che deve ricordare diventa un po' più difficile. Soprattutto a Stefano Catone e Paolo Sinigaglia. 

Sono dalla prima edizione di Albinea che provo ad andarci. Tra problemi a volte economici e a volte di lavoro ad Albinea non ho mai messo piede. Quest'anno, anche se per un solo giorno, ce l'ho fatta. Arrivare alle 22.30 dopo un'intera giornata a Roma e un paio di ore di sonno non è il massimo, ma sapevo che il massimo lo avrei trovato. 

Vedere quelle foto profilo evolversi in persone reali (come quel manga giapponese di Yu Gi Oh), sentire la loro voce, la loro risata, fare su e giù con la testa anziché mettere il mi piace, dialogare anziché commentare.
Ilda, Jacopo, Daniele, Bea, Samu, Valentina, Cal, Elly e tutti gli altri e tutte le altre.  

E poi c'è Pippo. Che vi devo dire? Che ve lo dico a fare? 
Verissimo, la sua notorietà è aumentata dopo la storia dei 101. Ma dio santo, Pippo è da anni che fa buona politica. E che la fa fare anche agli altri. 
Da anni affronta i temi cari e stretti (altro che larghe intese) giusti e non mediatici. Da anni riunisce tanta gente per fare politica. Mentre lo ascoltavo ieri sembrava che leggesse il mio pensiero. Dai cacciabombardieri all'alleanza con SEL, dall'ambiente all'immigrazione.

Quando ascolti Pippo è come guardare una sfida a rigori dove speri che i rigoristi segnino e poi segnano. Sei lì che aspetti che la dica e Pippo la dice.
Ecco perché non esistono i civatiani, perché Civati è semplicemente quell'uomo di sinistra che manca nella politica italiana che esprime il pensiero della gente di sinistra. Esiste la gente di sinistra è c'è Civati.

Caro Pippo, le mozioni non bastano più, qui serve un'eMozione che eMozioni la sinistra. Che la gente torni da noi come hai spiegato in quel bellissimo intervento.

Queste sono eMozioni, anche congressuali.
W la Libertà, W Reggio Emilia, W NOI!


Il mio intervento al Forum Nazionale Immigrazione.

Premetto che preferisco scrivere che parlare. Non sono una persona abituata a parlare al microfono e sono il primo a non piacermi in questo intervento. Mai mi sarei applaudito. Però per trasparenza e per rispetto verso il forum che coordino (e come avevo promesso) metto a disposizione il mio intervento.




Marco Pacciotti e Livia Turco ci augurano buon lavoro.

02/07/13

Frank Custer, l'americano che spiava matteorenzi.

Frank Custer è un americano nato a Birmingham, arrivato in Italia sotto copertura con il nome di Alexi Lalas. Gli amanti del calcio ricordano Lalas, difensore della nazionale rivelazione statunitense che arrivò agli ottavi di finale nei mondiali del 94. 
Lalas prima tentò di immedesimarsi nel mondo del rock tanto che anche la figlia di Clinton comprò alcuni suoi dischi. Ma la sua musica non riuscì a sbarcare in Italia. Ci voleva qualcosa che gli italiani amavano davvero, e così Lalas imparò a giocare a calcio e sotto commissione della Casa Bianca venne portato in nazionale maggiore ai mondiali del 94. 
Lalas disputò un buon mondiale e con le sue buone prestazioni il Padova non poteva fare a meno del difensore rock. 

Era il 1994, casualmente Lalas finì in una squadra del Veneto, feudo della nuova formazione politica della Lega Nord, alleata di un'altra nuova forza politica, Forza Italia del presidente Silvio Berlusconi. Clinton provò, grazie ad alcuni amici americani che trascorrevano le vacanze in Costa Smeralda con Galliani, a convincere Galliani a comprare il promettente difensore rock.

Il Milan non aveva ceduto alla tentazione di portare il primo calciatore italiano, ma la vendetta di Salas non si fece attendere e segnò uno dei suoi due goal italiani al Milan.
Nel mentre Salas iniziò anche la sua attività di spia in Italia girando tra le riunioni leghiste e intercettando le telefonate tra Dell'Utri e Mangano, entrambi di Forza Italia. Agli americani non interessavano le attività mafiose in Italia, piuttosto Clinton era interessato alle critiche che si facevano sugli americani su quali fossero i piani segreti dei partiti. Salas nel 96 tornò negli Stati Uniti sempre come calciatore. Ci rimase qualche anno, poi tornò in Italia e cambiò identità, si chiamò Davide Biondini. 

Il compito dell'agente segreto Biondini è quello di spiare Matteo Renzi. Anche lui calciatore, convinto di poter giocare in Toscana, viene spedito in Sardegna dove, nonostante le pessime prestazioni che lo avrebbero dovuto portare in qualche squadra toscana della serie B, si dovette accontentare di andare a Genova dal lungimirante presidente Preziosi. 

Biondini, nel mentre, invia i primi report alla Casa Bianca. 
Matteo Renzi is a Catholic politician of the Christian Democrats. Near Pistelli, betrays him in the election campaign for the local elections of Florence and blowing the place of mayor.
Dopo qualche anno viene fondato il Partito Democratico e nel 2009 Biondini si ricorda che è anche una spia.
Matteo Renzi announced that it will support his friend Dario Franceschini at the congress of the Democratic Party.
E dopo qualche mese.
Oh my God, Mr. President, is a strange Renzi. After having betrayed Pistelli now want to betray Franceschini saying that it is to be scrapped. What does it mean scrapped? And how the fuck speaks Renzi?
 Nel mentre Biondini continua a giocare a calcio e Renzi a fare il sindaco.
Mr. President, Renzi is crazy, every day shoots against the apparatus. They say he's been to dinner at Arcore by Silvio Berlusconi. In that super villa anything goes. Orgies, sex, Apicella who plays Neapolitan music. The friend of Renzi, Civati​​, sent him to fuck off. Here the press is to discover everything. It will be a big mess.
Così i due si separano ma la Casa Bianca ordina a Biondini di seguire Renzi e non Civati.
Mr. President, Renzi is intent on becoming the prime minister of Italy. It has not yet figured out if instead of Berlusconi in the center or the left. It's happening all over here in Italy. I knew that Europe wants to oust Berlusconi and put Monti and sustain them there will be those of Berlusconi, as well as the Democrats.
Il governo Monti sta per cadere, e Renzi decide di candidarsi...
Mr President, the situation is very complex. Bersani, by statute, is the candidate of the Democratic Party. But Renzi wants to challenge him and try to take his premiership as he had done with Pistelli. Renzi says party secretary and candidate for prime minister must be two different roles and Bersani has accepted the challenge of the mayor of Florence and has suspended a rule of the Statute of PD. Crazy stuff these Italians. Renzi lose almost everything because the party is with the secretary Bersani. 
 Renzi perde le primarie, Bersani perde le elezioni. Ma ora c'è il congresso.
Mr. President, this is my last report on this crazy Matteo Renzi. I do not understand anything. Now go to dinner with D'Alema, Veltroni and all those who wanted to scrap. Maybe Renzi will support the next congress. And if not, Mr. President, you've got to read everything that was said in the newspapers Renzi and D'Alema, and Fassina, and Veltroni, and Bersani.
Then Renzi says now that the roles of secretary and candidate for prime minister may be the same person. You do not understand anything. That is, if Renzi is the secretary, the secretary is the candidate for prime minister. If Renzi is not the secretary, the secretary is not the candidate for prime minister.
I learned to play football, I speak Italian well, and no one doubts about my identity. If you want I can go play in some foreign clubs. But I do not spy Renzi more.

Gli Stati Uniti continueranno  a spiare il mondo intero. Biondini, in passato Lalas e in origine Generale Custer, continuerà a giocare a calcio in Italia sino a quando diventerà dirigente. Matteo Renzi continuerà a cambiare giudizio e idea politica su tutto e tutti fino a quando arriverà il giorno che rinnegherà di essere stato il sindaco di Firenze.


27/06/13

Biolchini, così non va bene.

Caro Vito,
ho molta stima di te e leggo spesso il tuo blog. Ne ho sempre apprezzato la professionalità e l'approfondimento dei temi trattati.
Oggi ho letto il post dove parli dei sondaggi della Sardegna. Della questione dei sondaggi ci tornerò dopo, ma non mi è piaciuto per nulla questa affermazione che è già stata oggetto di strumentalizzazione nel social network Facebook:
“Siamo indietro, siamo sotto il trenta per cento”. Lunedì, nei corridoi del THotel, dopo la riunione del tavolo del centrosinistra, tra i dirigenti del Pd non si parlava d’altro. 
Io c'ero al T Hotel e le ho sentite le discussioni. In prima istanza, se davvero vuoi riportare quanto detto Lunedì, da un giornalista opinionista mi sarei aspettato un report sulle proposte e su quanto detto dagli amministratori e dai dirigenti. Voglio ricordarti che il PD ha dato la parola anche ad un rappresentante del comitato Zona Franca.
Poi, forse qualcuno ha parlato anche dei sondaggi, di sicuro non l'ha fatto al microfono e sicuramente l'ha fatto in via confidenziale, come si può fare davanti ad un caffè. In quel corridoio si è parlato di tutto, dalla Zona Franca alla continuità territoriale, dall'organizzazione dei forum alla sigaretta elettronica, come si fa quando ci si incontra tra persone dello stesso partito o della stessa area politica.
Hai dato l'immagine di un partito che si è riunito per analizzare i sondaggi. E dovresti smentire questo.

Sulla parte più importante del tuo post premetto che concordo perfettamente sul fatto che c'è un partito, il PDL, che è già in campagna elettorale, ma sul post permettimi di dissentire. Non mi sembra che quel sondaggio sia relativo alle prossime regionali perché mancano tutti i partiti autonomisti e indipendentisti.

In secondo luogo non penso sia possibile capire con un sondaggio come quello il voto dei sardi non conoscendo ancora i candidati Presidente e i candidati consiglieri che vengono scelti con le preferenze e che, come ben saprai, con questo sistema elettorale sono in grado di spostare migliaia di voti a favore o contro.
Insomma, è chiaro che si tratta di un sondaggio fatto in Sardegna ma che riguarda una scala nazionale.

Con la stima che ripongo nei tuoi confronti, e aspettando un post più ampio e chiaro su quanto detto al T Hotel, ti saluto.

Mirko.





25/06/13

In un qualsiasi Paese moderno Boccia si dovrebbe dimettere.

Precisazione: gli aerei hanno le ali e gli elicotteri hanno l'elica.
Il lettiano più lettiano di Letta oggi su Twitter risponde così a Cristiana Alicata:


Per precisazione Boccia oltre ad essere parlamentare è anche presidente della Commissione Bilancio. Per una dichiarazione del genere dove un Parlamentare della Repubblica confonde un cacciabombardiere per un elicottero per il soccorso e il trasporto dei malati misto elicottero per lo spegnimento degli incendi. 

Non si tratta neanche di un debuttante visto che Boccia è alla seconda legislatura. Per questo, con molta più urgenza rispetto a quella di Josefa Idem, l'Onorevole Boccia si deve dimettere per manifesta incapacità. In un qualsiasi Paese civile e moderno, come nei Paesi anglosassoni, si sarebbe già dimesso. 

Dimissioni, subito! E #NoF35