25/06/13

In un qualsiasi Paese moderno Boccia si dovrebbe dimettere.

Precisazione: gli aerei hanno le ali e gli elicotteri hanno l'elica.
Il lettiano più lettiano di Letta oggi su Twitter risponde così a Cristiana Alicata:


Per precisazione Boccia oltre ad essere parlamentare è anche presidente della Commissione Bilancio. Per una dichiarazione del genere dove un Parlamentare della Repubblica confonde un cacciabombardiere per un elicottero per il soccorso e il trasporto dei malati misto elicottero per lo spegnimento degli incendi. 

Non si tratta neanche di un debuttante visto che Boccia è alla seconda legislatura. Per questo, con molta più urgenza rispetto a quella di Josefa Idem, l'Onorevole Boccia si deve dimettere per manifesta incapacità. In un qualsiasi Paese civile e moderno, come nei Paesi anglosassoni, si sarebbe già dimesso. 

Dimissioni, subito! E #NoF35




Il boom delle larghe intese a Ragusa. #ModelloRagusa

Ieri è stata senz'altro la giornata più grigia per il governo Letta. Tre importanti avvenimenti che modificheranno senza dubbio il proseguo di questo governo.

Alle dimissioni del Ministro Josefa Idem e alla condanna di Silvio Berlusconi, ai continui rinvii e alla mancanza di provvedimenti urgenti per il Paese, si aggiunge la sconfitta delle larghe intese.

Enrico Letta disse qualche settimana fa che la vittoria del PD alle amministrative era un rafforzamento delle larghe intese. Gli contestai subito questa convinzione, e con me tanti altri, soprattutto perché non c'è stato un candidato sindaco che avesse il sostegno sia del PD che del PDL. I due partiti erano alternativi in tutte i comuni in cui si andava al voto e a preoccupare Letta doveva essere il forte astensionismo.

Ieri a Ragusa si è celebrata la sconfitta delle larghe intese. Il candidato è Giovanni Cosentini, uomo vicinissimo a Totò Cuffaro a cui lo stesso Cosentini, per stessa ammissione, gli scrive una lettera ogni mese indirizzata al carcere di Rebibbia dove l'ex presidente della regione sta scontando una condanna di 7 anni per favoreggiamento a "Cosa Nostra".

Lo stesso Cosentini è stato il vicesindaco di Ragusa sino a qualche mese fa e il sindaco era un uomo di Forza Italia, oggi consigliere regionale passato alla corte di Rosario Crocetta. Ho detto già abbastanza di questi personaggi politici. Cosentini era sostenuto dall'Udc, dal PD e dal PDL che sono anche i partiti di maggioranza in parlamento.
Ha vinto il grillino Federico Piccitto con il 70%! Per la felicità anche di molti democratici come Valentina Spata, a cui sono giunte le solite minacce di espulsione. Questa è la vittoria di Valentina e di tanti altri democratici contrari agli inciuci.

Però Enrico Letta non commenta questo risultato, eppure questo è l'unico caso nelle amministrative 2013 dove PD e PDL non sono alternativi ma alleati. Magari sarebbe anche il caso che qualche giornalista lo incalzasse su questa sciagura delle larghe intese.
Forse il caro Enrico è preoccupato della tenuta del governo dopo la condanna inflitta a Silvio Berlusconi, forse dovrebbe preoccuparsi di essere sostenuto da chi votò in aula che Ruby era minorenne.

I problemi sono tutti politici, un ministro che si dimette, il più grande alleato condannato, molti alleati che votarono per Ruby nipote di Mubarak e la sconfitta a Ragusa delle larghe intese. Questo governo ha le ore contate e Letta lo sa già.


24/06/13

Per Scalfari Crozza sarebbe il premier ideale?

Sono cosciente che questo post porterà dietro una serie di insulti al sottoscritto, ma ho sempre provato ad essere obiettivo e lo sarò anche stavolta.
Nel consueto appuntamento domenicale, Scalfari da' il peggio di sé. E questa volta difenderò persino Matteo Renzi (l'ho fatto anche altre volte, non è il male assoluto).

Ieri Scalfari dice che ha conosciuto Matteo e gli è simpatico, poi ne parla bene. Questo sta a dimostrare che nei mesi scorsi, sino a ieri, Scalfari ha parlato male di Renzi solo perché gli era antipatico. Qualche editoriale fa, lo soprannominò Bettino Renzi paragonandolo a Craxi!

Come può un giornalista, uno dei più amati e seguiti, giudicare l'operato e il politico solo dalla simpatia? Perché di questo parliamo, il succo del discorso è tutto qui. A me, ad esempio, Renzi è molto simpatico ma condivido poco delle sue idee. Per Scalfari un Crozza sarebbe il premier ideale. Con tutto il rispetto per Crozza, che mi è simpaticissimo anche lui, non penso sia la persona più adatta a ricoprire quel ruolo.

Perché d'ora in poi anziché fare le primarie possiamo fare le Zeligarie o Lasaiultimarie. E se Renzi è stato giudicato il quel modo per tutti quei mesi solo perché antipatico dovrebbe pretendere delle scuse pubbliche. In realtà è Scalfari che dovrebbe chiedere scusa all'intero Paese. Già, ma Scalfari è un dio del giornalismo. Nessuno si è mai permesso di pressare il Padre Eterno affinché chiedesse scusa per i peli nelle gambe delle donne.


23/06/13

La tesina in lingua sarda.

Sono arrivati a dargli dell'esibizionista perché ha portato la tesina di terza media in lingua sarda. Nel mio paese i radical chic danno del "grezzo" a chi parla in sardo, per dire.

Io invece ho applaudito il giovane che ha dato prova di quanto sia necessario l'insegnamento della lingua sarda nelle nostre scuole. Ha chiarito che il sardo è una lingua come l'italiano e l'inglese. Quella lingua è una nostra specialità e i sardi che la parlano sono sempre meno. Può la Sardegna rinunciare alla lingua sarda? Stiamo perdendo le nostre specialità e nemmeno ce ne accorgiamo. Non è il costume sardo che ci contraddistingue, che ci rende speciali. Abbiamo una storia e una cultura che va oltre e che stiamo smarrendo, soprattutto tra i giovani.

C'è ovviamente un però, non ci rendiamo conto che questa è una notizia. Non dovrebbe essere una notizia, non in Sardegna.
Nella speranza che questo sia solo il primo di una lunga serie, sarebbe opportuno che la Regione Sardegna, ma anche i partiti (soprattutto quelli autonomisti e indipendentisti), finanziasse queste eccellenze con delle borse di studio. Anziché spendere risorse in pubblicità inutili sui quotidiani degli amici.


#OpenPd, quando la politica è roba per pochi

"Open" in casa mia vuol dire "aperto". Come le primarie che volevano i renziani che chiedevano di non pretendere i due euro per votare. Gli stessi renziani che si sono riuniti a Torino per l'#OpenPD dove si chiedeva un contributo di 55 euro. Leggasi cinquantacinque euro.

55 euro è per chi lavora, non per uno studente (a meno che non ci sia papà o mamma che finanziano l'hobby politica del figlio), non è per chi vive in una famiglia monoreddito. Insomma, in tanti non si possono permettere 55 euro per un'iniziativa politica.

Quello che è nella mente dei renziani è #ClosePD, ossia la politica attiva per pochi, per chi se la può permettere. Ecco perché l'idea di Renzi e dei renziani di partito e di politica non mi piace. Io vorrei che chiunque possa permettersi di fare politica. Certo, qualche euro ci vuole ma cinquantacinque euro solo d'ingresso è da folli lontani dalla realtà.


22/06/13

Perché la Ministra Idem non si deve dimettere.

Semplicemente perché non esiste reato e anche il Comune di Ravenna lo ha accertato. C'è stato semplicemente un ravvedimento operoso pagato entro la scadenza prevista del 28 Febbraio scorso per sanare un'irregolarità.

Fine della storia, davvero si possono chiedere le dimissioni a una donna che ha delegato a persone competenti (geometri o commercialisti) le sue questioni fiscali e contributive? Questa è una chiara responsabilità indiretta che non ha portato nessun reato.

Al contrario, nel recente passato ci sono stati politici anche di centrosinistra che per essere stati indagati per qualche reato (mi limito a reato e la differenza è già tanta con il caso Idem) non si sono dimessi. Anzi, hanno fatto carriera politica e sono ritenuti tutt'oggi persone su cui puntare per il futuro.

Prendiamo il caso del consigliere regionale ed ex Presidente della Regione Renato Soru, indagato per evasione fiscale. Ha risolto la questione con il fisco patteggiando. Ora deve risolvere la situazione con la Giustizia. E sembra che anche Renato Soru non abbia responsabilità dirette in quanto era assente dalla sua azienda quando ricopriva il ruolo di Presidente della Regione. Ancora oggi nessuno né ha chiesto le dimissioni, ma alcuni che hanno attaccato la Idem sarebbero pronti a sostenere Soru alle prossime primarie.

Per quanto non è stato condannato, Soru così come la Idem, deve rimanere al suo posto. Il garantismo non può essere a fasi alterne come tanti altri valori messi in discussione ingenuamente.

Nella politica e nella vita serve coerenza e soprattutto uguaglianza del pensiero, che è un valore tutto di sinistra e che ci differenzia da quelli di destra. Ecco dove non siamo tutti uguali.


21/06/13

Ragione Anonima della mezza Sardegna.

La vergogna tutta sarda arriva dalla peggiore assemblea regionale di tutta la storia autonomistica. Premetto che non è normale che un Paese democratico come il nostro si debba attrezzare della doppia preferenza di genere per garantire un minimo di equilibrio di genere.
E di questo siamo tutti responsabili, a partire dalle candidature, sempre a maggioranza maschile, sino ad arrivare all'auto-convincimento che non siamo un Paese per donne.
E non siamo un Paese per giovani, e non sappiamo valorizzare e includere le minoranze. C'è un lavoro culturale da fare. Un lavoro che il resto d'Europa e dei Paesi civilizzati ha affrontato anni fa, ma noi siamo lenti e non raggiungiamo mai risultati migliori.
Siamo quel Paese dove quando c'è una riunione politica le donne non vi partecipano, vuoi perché l'orario è solitamente indecente per chi tiene famiglia, vuoi perché siamo quelli che la donna deve cucinare e stirare mentre l'uomo si preoccupa dell'altro. E non ci sta scritto da nessuna parte che l'uomo deve trovare il pranzo pronto e la camicia stirata quando rientra dal lavoro, ma siamo abituati male. Così.

Queste sono le verità. Ci saranno anche famiglie che funzionano diversamente, ma i partiti devono innanzi tutto pensare a come agevolare la partecipazione politica delle donne. Penso, per esempio, a Tempo di Svolte (per chi non lo sapesse, è un incontro autogestito da persone di centrosinistra qualche domenica fa) dove ci siamo attrezzati di un'animatrice che si è occupata dei bambini mentre le mamme facevano politica.

Quindi dobbiamo fare un lavoro culturale sul concetto nuovo di famiglia, agevolare la partecipazione delle donne nella politica (perché se arrivano al 10% rispetto agli uomini in una qualsiasi riunione di partito è già tanto) e candidare le donne. Dicono che dietro a un grande uomo c'è sempre una grande donna. Dietro a una grande donna c'è sempre un uomo che sappia cucinare una pastasciutta e sappia stirare una camicia, aggiungo io.

Ma tornando alla votazione di ieri, i consiglieri regionali non hanno saputo guardare in faccia le tante donne sarde. Perché siamo giunti a questo livello, creare una riserva indiana per le donne. E nemmeno questo siamo riusciti a fare. Ma cosa vi aspettavate da partiti che, se andava bene, hanno candidato alle scorse regionali due donne su sette per circoscrizione? Questa è la verità. Quest'assemblea regionale non è lo specchio della società sarda ma dei partiti, dove le donne - come detto prima - se raggiungono il 10% rispetto agli uomini è già tanto.

Un voto segreto per uno scandalo mezzo annunciato. E lo dico senza peli sulla lingua, Mario Diana è stato il promotore dell'intero consiglio regionale. E' stato lui a chiedere il voto segreto ma penso che non lo chiedesse per lui, bensì per l'intera assemblea. Perché nessun partito si poteva spaccare su questo, perché sapevano benissimo che i favorevoli e i contrari (chi più e chi meno) stavano in tutti i gruppi.

Non mi interessa trovare i nomi dei contrari. Non cambierebbe nulla e soprattutto nessuno può dimostrare nulla. Nessuna caccia all'uomo, semmai caccia alla donna ma come una caccia al tesoro. Trovare le donne da candidare e sensibilizzare la società e i partiti per raccontare una società e una politica diversa e moderna. Dove le donne non hanno legittimi impedimenti per fare politica, dove dietro grandi donne ci siano uomini in grado di cucinare una pastasciutta. Perché la parità di genere prima di tutto deve essere nella quotidianità.

Nel mentre lavoriamo anche sull'abolizione del voto segreto visto che i consiglieri non hanno una vera e propria maschera quando entrano in consiglio regionale. E soprattutto perché dobbiamo tornare a essere Regione Autonoma della Sardegna, visto che da ieri siamo Ragione Anonima della mezza Sardegna (visto che le donne che sono più della metà della popolazione non ci sono).



20/06/13

Il ministro Idem si deve dimettere?

Con la trasparenza e la semplicità che mi caratterizzano, sento il bisogno di chiarire anche con voi che mi seguite qui le vicende che riguardano la mia abitazione di Ravenna. Come sapete, durante la mia carriera da atleta sono stata per lunghi periodi lontana da casa.
Per questo ho affidato la gestione dei miei interessi a persone e tecnici di mia fiducia.
Non appena ho appreso dei problemi relativi alla mia casa, ho deciso di affidare al mio legale il compito di verificare la situazione e lo stato dell'arte.
Dalle prime verifiche fatte dal mio avvocato, sembrano emergere alcuni profili di irregolarità di cui ero totalmente all'oscuro.
Come ogni cittadina, se dovessero essere confermate dagli accertamenti disposti delle irregolarità di tipo amministrativo (per quanto riguarda il pagamento dell'ICI), o edilizio e urbanistico (per quanto riguarda il cambio di destinazione d'uso della palestra che occupa parte dell'immobile dove risiedo) mi assumerò ogni responsabilità, versando le eventuali sanzioni amministrative conseguenti.
Anche in questo frangente, continuerò ad ispirarmi a un principio fondamentale del mio percorso di vita, che è il rispetto delle regole e l'assunzione di responsabilità in caso di loro violazione.

Josefa Idem.

Questo è il comunicato rilasciato oggi dal Ministro Idem dove dichiara di assumersi ogni responsabilità in caso di violazione delle regole.
Potrebbe nascere un caso senza precedenti, ossia le dimissioni per inadempienze nella vita privata. Casi meno gravi di questo hanno portato le dimissioni di ministri di tutta Europa.
Ma se la Idem è davvero all'oscuro di quanto successo è giusto che si dimetta? Deve un Ministro dimettersi per aver dato fiducia, sbagliando, a persone che hanno violato le regole?
Quando il Ministro parla di responsabilità, intende anche le dimissioni da Ministro?

E' bene che il Ministro non cada nella trappola del confronto con alcuni ministri del passato che hanno violato regole più importanti (sempre regole sono) e in prima persona.
L'ideale sarebbe ispirarsi ai ministri dei Paesi europei che per una prova d'esame copiata ai tempi del liceo abbandonano il loro ruolo.

Ma la questione sta tutta qua: è giustissimo che un ministro si dimetta per responsabilità dirette, ma per responsabilità indirette è giusto che si dimetta comunque?


19/06/13

L'astensionismo delle espulsionarie.

Rendiamoci conto quanto siamo messi male noi di centro sinistra se un nostro ex elettore ha preferito il MoVimento a noi. Lo dico con amarezza, oggi dovrei esultare per l'ennesimo abbandono al MoVimento. E invece c'è poco da esultare perché la tenuta democratica è a forte rischio ed è stata repressa la libertà di espressione.

Oddio, non è che con le nomine di Monti prima e Letta poi la democrazia fosse al sicuro. O se pensiamo al continuo aumentare degli astensionisti. Ma qui si parla di democrazia e di libertà, la libertà di pensiero e di espressione.

Non pensavo che il M5S arrivasse a tanto, a espellere una senatrice della Repubblica perché ha espresso un parere contrario alla strategia politica di Grillo. Perché è tornato il centralismo democratico, in salsa grillina. Se il Partito Democratico adottasse queste regole non resterebbe più nessuno e io sicuramente sarei tra i primi a essere cacciato.

Quindi è stato diagnosticato che nel MoVimento Cinque Stelle è vietato pensare ed è soprattutto vietato esprimere critiche verso Grillo, a cui comunque va gran parte del merito per il risultato elettorale di Febbraio. Sappiamo tutti che con le preferenze difficilmente il MoVimento avrebbe eletto tutti quei parlamentari.

C'è una questione trascurato dai media, c'è chi ha potuto fare campagna elettorale contro la Gambaro perché d'accordo con quanto affermava Grillo e quindi ha potuto esprimere il proprio parere e c'è chi si è permesso di difendere la Gambaro e ora rischia lo stesso processo interno. E' come se quando c'è stato il referendum sul nucleare solo i favorevoli hanno potuto fare campagna elettorale. Questo ha influito decisamente sul risultato delle espulsionarie.

L'espulsione della Gambaro decisa dal gruppo parlamentare aveva una maggioranza relativa. E anche questo dato è molto grave. Non si decideva se usare i cotton fioc per pulirsi il naso, ma l'espulsione di una senatrice della Repubblica.

Peggio ancora quanto accaduto con le espulsionarie dove i favorevoli sono il 27% degli aventi diritto, i contrari il 14% e gli astenuti il 59%.
Si può cacciare una persona da un gruppo con una maggioranza relativa senza raggiungere il 50%+1 degli aventi diritto? A parer mio assolutamente no!
Niente viene deciso nei partiti, nelle associazioni o in qualsiasi ente se non si ha un quorum del 50%+1.

Ma la domanda che si dovrebbero fare i grillini è la seguente: ma se sei su dieci si sono astenuti non pensate che agli iscritti al blog non gliene frega nulla di queste cazzate e che vi hanno sostenuto per altri motivi come cambiare in meglio l'Italia?



«Se la scelta fosse tra Grillo e 
la Gambaro per me sarebbe una 
scelta tra schiavitù e libertà. 
Io scelgo la libertà». 
On. Pinna (M5S)



14/06/13

Le polemiche sulla Concia non hanno ragione d'esistere.

La mia amica Anna Paola Concia (un'amicizia di cui vado molto fiero) ha debuttato in televisione come giurata di Jump.
Jump è un programma televisivo dove alcuni vips si sfidano in gare di tuffi. Ovviamente tutto spettacolarizzato in quanto è sempre televisione.

Sul web ho letto qualche polemica su Paola Concia che fa la giurata. E' bene ricordare che Paola, oltre ad essere sposata con una donna e un'ex parlamentare, è un preparatore atletico e ha sempre vissuto e praticato lo sport. In base alla sua professione, che non è né quella di politico né di lesbica, è stata scelta per far parte di questa giuria che giudica, appunto, la prestazione sportiva.
Queste polemiche, però, non sono state fatte per Giorgio Cagnotto (miglior atleta italiano di tutti i tempi nel tuffo) e Alessia Filippi (ex campionessa mondiale di nuoto).

L'altra polemica avanzata sulla Concia riguarda la partecipazione a un programma televisivo dell'azienda di Silvio Berlusconi che la stessa Paola ha contestato più volte. E' la stessa polemica più o meno avanzata su Renzi quando partecipò ad Amici di Maria De Filippi, e sono gli stessi convinti che l'Italia non guarda Mediaset. O che chi è di sinistra non guarda i canali Mediaset. Senza dimenticare tutti i bravi scrittori snobbati dalla sinistra perché i loro libri sono stati editi dalla Mondadori di Berlusconi.

Forse in tanti dovrebbero rivedere le loro posizioni e capire che essere lesbiche o politici non è (e non deve essere) una professione. Preparatori atletici sì. E che se una persona va in un programma Mediaset non lo fa' per fare un favore a Berlusconi ma semplicemente perché Mediaset è parte integrante dell'Italia, che piaccia o no.