13/01/13

Il Segretario del PD di Esterzili sbaglia.

Oggi ho ricevuto questa lettera dove il segretario del circolo di Esterzili chiede al segretario regionale del PD Silvio Lai di non dare ascolto alla protesta chiesta da Paolo Fadda e in parte iniziata nei giorni scorsi da parte di militanti e dirigenti del partito.

La richiesta può essere ritenuta anche legittima, è sempre un'opinione nei confronti della lista (accettabile o meno) e dei tempi strettissimi per la campagna elettorale.

Ciò che non è accettabile è che Pietro Occhipinti mette in risalto la produttività dell'onorevole Paolo Fadda, arrivato terzo alle primarie del collegio cagliaritano e con ogni probabilità primo dei non eletti dei senatori. Occhipinti fa notare che il "compagno" Fadda risulta tra i parlamentari meno produttivi, addirittura superato da Scilipoti. Questo ragionamento sarebbe valido al momento in cui si presentavano le candidature, non dopo il voto delle primarie che legittima Paolo Fadda.

Nonostante non abbia vinto le primarie, Paolo Fadda risulta il terzo eletto nel collegio di Cagliari e se non ci fossero i paracadutati da Roma, secondo criteri di aree e non di competenze, Paolo Fadda sarebbe in posizione favorevole per l'elezione al Senato.

Invito Occhipinti a rivedere la propria posizione e vorrei chiedergli, ma se al posto di Paolo Fadda ci fosse lui come reagirebbe a questa bocciatura da Roma dopo una legittimazione degli elettori?

La lettera di un segretario di circolo a Lai.

Ricevo e pubblico:

Lettera al Segretario Regionale del PD della Sardegna

Paolo Fadda attraverso il megafono de L’Unione Sarda di oggi 13.01.13 sollecita il Segretario Regionale
Silvio Lai a mobilitare “le truppe cammellate” del PD sardo contro l’approvazione (deliberata peraltro all'unanimità !) della Direzione Nazionale del PD delle liste elettorali , in sostanza a far fuoco contro Bersani Il deputato sardo uscente qualcosa avrebbe e dovrebbe dire sul bilancio della propria attività parlamentare che egli ha svolto in difesa del popolo italiano ed in particolare di quello sardo… spiegarci il suo 419° posto / 630 (molto dietro allo stesso Scilipoti 126° ), il suo indice di produttività parlamentare (127,2! a fronte del 360 di Amalia Schirru o del 307 di F.Sanna o del 299,4 dello stesso Scilipoti!) , spiegarci come mai non appare come primo firmatario di nessun disegno di legge , di nessuna mozione , interpellanza , interrogazione orale. Molto reticente sul bilancio della propria attività parlamentare con la base elettorale e con il popolo delle primarie, molto loquace con quella stampa che va a nozze con tutto ciò che può impedire, o comunque azzoppare la vittoria del PD di Bersani.
Una considerazione su chi non ha rispettato il mandato delle primarie : Paolo Fadda risulta 8° a Cagliari città ed il terzo in classifica generale. Se per un deputato uscente è da considerarsi un gran successo ! o un segnale a farsi da parte? Per non parlare poi di Sanna, nel qual caso l’invito è stato più esplicito. In conclusione: se questi avessero davvero seguito il mandato delle primarie saremmo oggi a questa rottura? E noi ce la dobbiamo prendere con il partito nazionale ? e non con noi stessi? Il Nazionale non può fare nulla , secondo me , ormai che il mosaico è quello che è , la soluzione è nel passo indietro di qualcuno che abbia la forza di staccarsi dalla poltrona parlamentare, dal momento che ne ha avuto l’invito esplicito dal popolo delle primarie, e gloria gliene verrà per aver tolto il partito dalla confusione e dallo smarrimento attuale che tanto danno ci sta facendo, ritardando rovinosamente l’inizio della campagna elettorale. Torniamo alla “P” di “Politica” e cestiniamo quella di “poltrona”. Saluti militanti
Esterzili 13.01.2013  

Il Segretario del Circolo PD di Esterzili Pietro Occhipinti

12/01/13

Io oggi ho votato alle Primarie.

Essì, cari amici e care amiche, ho votato alle primarie oggi. Sì, oggi dodici Gennaio duemilaetredici.
Sono le primarie del FAI, le primarie della cultura. Ci sono quindici temi importantissimi per la cultura e l'ambiente e i cittadini sono chiamati al voto sino al 28 Gennaio per scegliere quali sono i tre temi che devono avere altissima priorità e devono essere presentati al prossimo governo.

Così mi sono precipitato a votare qui, mi sono registrato e ho votato gratis.

Ho dato priorità a tre temi:
1. Quota minima 1% soldi pubblici alla cultura
2. Stop al consumo di paesaggio e suolo
3. Diritto allo studio, dovere di finanziarlo 

Una bellissima idea quella del FAI, perché finalmente con le primarie si possono votare le idee, oltre alle persone. E di questo voto sono veramente felice.


Volete giocare a chi ce l'ha più lungo? Giochiamo.

Comunque sia il PD presenterà il listino con l'80% dei parlamentari scelti dagli elettori.

Il Movimento 5 Stelle li sceglie con una consultazione di trenta mila persone e solo dopo aver superato l'esame Grillo, ossia la qualità del curriculum dei candidati.

Il PDL e la Lega li scelgono a tavolino, in due, Maroni e Berlusconi.

La Rivoluzione Civile di Ingroia idem come sopra, a tavolino.

Monti e alleati idem come sopra e sopra ancora, a tavolino. 

Ora ci potrebbe stare che gli elettori del Partito Democratico si incazzino, anzi giustissimo, sono in prima linea in questa battaglia. Ma gli altri per favore stiano zitti, perché abbiamo dato ancora una volta l'esempio di buona democrazia. 

Io sto con i Rossomori.

All'ultima Direzione regionale del PD hanno votato contro l'apparentamento con i Rossomori e l'Upc. Trovo difficoltà a risolvere l'acronimo Upc, mentre i Rossomori li conosco. Sono un'ala del Psd'az che alle ultime elezioni regionali ha deciso di fondare un nuovo partito autonomista e di sinistra dopo che lo stesso Psd'az ha deciso di allearsi con Cappellacci. Un partito che è rimasto fedele al PD in tutte le elezioni amministrative svoltesi nell'isola, anche se c'è un mancato rispetto di un patto nel Medio Campidano alle ultime provinciali.

Soru non mi è piaciuto tanto nei suoi due interventi quando ha parlato delle trattative con il nazionale per quanto riguarda il listino, ma sui Rossomori ha ragione, non possiamo usare con loro bilancino e calcolatrice. Sono i nostri alleati naturali.

Chiamerei una mozione congressuale che parli di autonomia e di Sardegna e che preveda il PD Sardo federato con il nazionale "Rossomori". Diciamo che per alcuni aspetti questo partito reincarna ciò che molti democratici sardi vorrebbero. Appunto, autonomisti e di sinistra.

Ritengo che questo partito deve diventare parte integrante del Partito Democratico. E ritengo che al prossimo congresso devono confluire nel nostro partito in una mozione che prevede il partito federato e che metta al centro di tutto l'autonomia della Sardegna.

Siamo riusciti ad avere nello stesso partito, il PD, culture portate avanti da Moro e Berlinguer e non capisco perché una cultura lussiana non possa essere parte integrante di un partito sempre più aperto e inclusivo.

E vorrei capire anche cosa ha in più il PSI in comune con il PD rispetto i Rossomori con il PD.

Non ho diritto di voto in Direzione, nemmeno di parola, ma lo voglio scrivere qui: i Rossomori, di sinistra e autonomisti, sono i nostri alleati naturali e al prossimo congresso regionale vorrei che loro scrivessero una mozione insieme a tanti democratici, di centrosinistra e molto autonomisti.

11/01/13

Hammamet non est Sardinia.

Vabbè il Partito Democratico vuole perdere le elezioni, o almeno equilibrare la partita. Si fanno sempre più insistenti le voci che vogliono Bobbo Craxi candidato nel collegio sardo nella lista del Partito Democratico in quota Partito Socialista.

Abbiamo già detto no a qualsiasi candidatura non scaturita dalle primarie, esclusa quella del segretario regionale. E su questo non ci smuoviamo.

E non riesco a trovare un collegamento logico tra Bobbo Craxi e la Sardegna se non la vicinanza ad Hammamet.

Però, caro Partito Democratico nazionale. Roma no est Sardinia, ma nimancu Hammamet est Sardinia. Perciò rimandatelo da dove è venuto che qui di spazzatura ne avete mandata già troppa.

un dubbio.

Se Bianca Berlinguer rinuncia candidiamo il marito, Luigi Manconi.
Se Achille Passoni perde le primarie candidiamo la moglie.
Ma se perde Luca Zingaretti, che facciamo? Candidiamo Montalbano?

09/01/13

MI AUTOSOSPENDO

In base alle decisioni prese dalla direzione nazionale del Partito Democratico sulle liste dei candidati alla Camera e al Senato che non rispetta il voto dei sardi delle primarie dei parlamentari, comunico a voi tutti il mio piccolo gesto e significativo di sospendermi dall'incarico dei Giovani Democratici nella segreteria provinciale.

Con questo atto voglio dar forza alla presa di posizione del capogruppo del consiglio regionale Giampaolo Diana e del Segretario regionale dei Giovani Democratici Mauro Usai.

Sono perfettamente conscio del fatto che una piccolo incarico come il mio non cambia le sorti della politica sarda, ma ritengo che questa battaglia è da fare con tutte le nostre forze per vincere le politiche e le regionali tra qualche mese.

La Sardegna si ritrova ogni giorno a dover affrontare problematiche non indifferenti e che, appunto, riguardano solo questa terra. Trovo inaccettabile che non venga rispettato l'elettorato sardo che ha scelto chi deve rappresentarli alla Camera e al Senato. Nessuno contesta i candidati, le persone, scelti da Roma, si contesta il metodo: l'imposizione.

Invito tutti coloro che hanno anche il più piccolo incarico come il mio di seguire questa onda di indignazione e di protesta.

Mirko Solinas.

Dulcis in fundo, Sulcis in primis.

Di Latino non ci capisco nulla, sarà perché il liceo l'ho visto solo durante le vele. Di politica qualcosa in più, della galassia del partito democratico conosco anche i piccoli satelliti.

Abbiamo fatto le primarie per i parlamentari, un po' alla cazzo di cane ma le abbiamo fatte. Qualcosa è cambiato, tipo otto giovani democratici eletti in tutta Italia, tipo tante donne vincenti. Avevamo fatto anche quelle per il candidato premier e Bersani è stato legittimato dagli elettori e non da una conta interna. Di conseguenza Bersani si sarebbe dovuto slegare dagli accordi interni con i capi bastone. E invece ci è ricascato, come un tossicodipendente dopo il recupero in una comunità che esce e trova al bar amici di tante strisce.

Lo sfidante era quel giovine di Matteo Renzi, che prende il 40% alle primarie e elegge pochissimi dei suoi con le primarie dei parlamentari. Ma anche Renzi di politica è esperto e non si tira indietro quando ci sono da mettere diciassette fedelissimi nel listino bloccato. Ma lui voleva le primarie, il rinnovamento, trasparenza e tante altre belle parole che tali sono rimaste.

E ci sono anche i Giovani Turchi e Prossima Italia che le primarie per i parlamentari le hanno vinte e che, nonostante tante vedute politiche diverse, si ribellano a quel listino.

Tornando al discorso iniziale, i capi bastone piazzano i loro uomini e le loro donne in giro per l'Italia, dal Friuli alla Sicilia facendo scalare chi le primarie le ha vinte negli ultimi posti o in posti di non eletti. Accade che quel listino che doveva portare competenze ha portato competenze politiche dei capi bastone. E quindi gli -ani vengono piazzati in posti eleggibili ovunque.

In Sardegna i lettiani (sono sempre in quattro o cinque ma ottengono sempre ciò che vogliono, tipo Casini, la scuola è la stessa) ripescano Francesco Sanna, sconfitto alle primarie nel Sulcis. Non penso che le competenze di Francesco Sanna siano da mettere in dubbio, la delusione è il metodo. Il ripescaggio di uno sconfitto in una competizione interna come quella delle primarie è un atto politico, e soprattutto civile, sbagliato. Sanna entra in quota Letta, ma se Sanna non avesse avuto Letta capo bastone sarebbe mai entrato in parlamento? Ecco perché è importante che chi vuole fare politica si deve cercare un padrino, anche se la cresima non si fa'.

C'è anche tale Luigi Manconi, marito di Bianca Berlinguer e nato a Sassari. Le competenze sono fuori discussione, il problema è che il legame con l'isola esiste solo per le vacanze estive. Comunque rispetta i criteri chiesti dalla direzione regionale e del regolamento nazionale.

Il quarto posto alla Camera andrà a una socialista, e così il renziano Gavino Manca si ritrova ottavo e per discorso di aree che hanno fatto, a rischiare di rimanere fuori è l'unico renziano eletto in Sardegna. Insomma, i socialisti contano quanto i milanisti nello stadio della Juventus nel derby con il Torino mentre i renziani contano un buon ventisette percento in Sardegna. E non fatemi il discorso della rappresentanza territoriale perché se il discorso non vale per il renziano, a maggior ragione non vale per la socialista.

Altra questione, che metto per ultima ma di prima importanza, è che in Sardegna non si rispetta la parità di genere. Su dodici che ne eleggiamo, solo tre sono donne, il 25%. A meno che non arrivi una socialista, come scritto sopra, e si arriva al 33%, ci voleva una socialista per raggiungere la parità di genere.

Errore gravissimo del PD sardo, che in parte è riuscita a porre rimedio sbattendo i pugni sul tavolo, è stato la dimenticanza di federare il Partito Democratico Sardo. Le regionali sono alle porte, così come il congresso, aspettiamo ancora qualche mese o lo facciamo subito?

Altro dato che ha dell'incredibile, il Sulcis mette lo stesso tanto di onorevoli di Cagliari e se Manca non ce la dovesse fare a entrare ne metterebbe anche uno in più di Sassari, Dulcis in fundo e Sulcis in Primis.

07/01/13

L'area RomDem

Il vero problema del Partito Democratico sono gli ani, non intesi come deretani, e non ho nemmeno sbagliato la doppia enne, anche se la questione anagrafica un po' di problemi ce li pone. Parlo dei dirigenti e dei militanti che devono rispondere sissignore a qualcuno. Riprendendo il discorso di questi giorni, nel listino preconfezionato del Segretario ci saranno poche competenze e molti ani, bersaniani, renziani, lettiani, bindiani, franceschiniani..

Ci sono tanti parlamentari uscenti che hanno lavorato benissimo su temi specifici, che hanno girato l'Italia e non hanno curato il proprio territorio anche perché sono diventati un po' Rom. Quei parlamentari, se non hanno un capo bastone e non si sono candidati alle primarie per il motivo citato due righe fa, possono scordarsi di tornare in parlamento. Ecco, io formerei una nuova area del partito, i Parlamentari Rom, i RomDem, ci butterei dentro tutti quei parlamentari uscenti senza capo bastone e che hanno dedicato la loro attività parlamentare a delle tematiche specifiche di caratura nazionale e non regionali o provinciale. Perché va bene rappresentare i territori, ma la questione dei diritti non riguarda solo la Puglia come la questione del Ius Soli non riguarda solo Roma.

Perché se prendete il caso Sarubbi e la sua storia, un po' come la storia di Pirlo con il Milan, viene la pelle d'oca.
Questa volta il Partito Democratico non può sbagliare, siete avvertiti.