22/11/12

L'Omofobia uccide.


Chissà che insulti avrà ricevuto, e per quanto tempo, per portarlo a un gesto simile. Un gesto che ha tolto una vita di una persona, di un giovane prima che omosessuale.
Era solo omosessuale, aveva capito che mai avrebbe potuto amare una donna. Lui amava gli uomini. O il fidanzato, chissà se ne ha mai avuto uno.
Amava vestirsi di rosa, come le ragazze. Eppure nella sua vita ha incontrato coetanei malati, omofobi. Loro, quelli malati, pensano di essere superiori, perfetti. Pensano, no, non pensano.
Hanno emarginato un altro ragazzo, l'hanno insultato, picchiato e violentato verbalmente. 
Oggi un ragazzo è morto di omofobia. Oggi un altro italiano senza diritti è morto. 
E ognuno di noi deve farsi un'esame di coscienza. Andare a casa del deputato che ha votato contro la legge Concia e dirglielo che è un coglione. Scrivere a quella insegnante che lo aveva ripreso perché aveva lo smalto sulle unghie e ringraziarla per averlo aiutato e difeso. Andare dai suoi compagni e spiegare a loro cosa è l'omosessualità e che cosa è l'omofobia e spiegare anche perché hanno istigato un loro coetaneo al suicidio. 
Andare anche dai loro genitori e stringere la mano e congratularsi per l'educazione che hanno dato ai figli. 
Infine, ma non per ultima, andare dai candidati alle primarie e spiegare che riconoscere i matrimoni gay e portare avanti la legge Concia è lottare contro l'omofobia e salvare qualche vita perché di omofobia non si può più morire.

21/11/12

Parlamentarie.

Sì, chiamiamole così: parlamentarie. Che il nome non è male e almeno rottamiamo per un bel po' la parola "primarie" che la leggiamo e sentiamo ovunque.
Parlamentarie per i parlamentari. Ecco ci sta bene. E che si facciano subito, come vorrebbero sia Renzi che Bersani e la maggior parte degli elettori democratici.
In Sardegna e in Emilia l'hanno già approvato in assemblea e si faranno, non si sa ancora come visto il nodo della legge elettorale.

Il problema serio è scegliere se rappresentare i territori o ottenere la parità di genere. Secondo molti l'una esclude l'altra. Io la penso come Emiliano Deiana, si può ottenere tutte e due abbinandoli.
L'ideale sarebbe fare le parlamentarie a coppie, dove la coppia è composta da un uomo di un territorio e la donna da un altro territorio della stessa regione.
Ad esempio, Zia Furicca della Gallura parteciperebbe alle primarie con Vincenzo di Cagliari, il famoso barista di Bar Sport Democratico.
A sfidarli ci sarebbero Ziu Antoni di Sassari e Giovanna la dottoressa dell'Ogliastra.

Ma non si possono smentire i professori, nemmeno se non stanno al Governo.

10/11/12

#PB2013.


Sono di sinistra ed essere di sinistra è una malattia strana. Mio bis nonno prima di andare via disse ai figli e alle figlie che non aveva nulla da lasciare in eredità se non il voto ai comunisti. Mio nonno era un minatore e proprio la miniera gli ha portato via la vita.

Ho ereditato quel voto. Sono di sinistra non perché lo disse il mio bis nonno ma perché stanno sempre tra gli ultimi si capiscono le difficoltà dei cittadini. Sono di sinistra perché gli ultimi li ho sempre aiutati. Ne ho conosciuto di situazioni tristi.

E come me, penso che anche il mio segretario che tra la gente, prima e ultima, ci è sempre stato. E come me, anche Pierluigi Bersani i problemi della gente li conosce.

E penso che Bersani ci possa far vivere un sogno. Un sogno chiamato Italia. No, nulla camice bianche, niente scritte rosse e blu, niente effetti da palcoscenico e nessuna lampada. Bersani è fatto così, sta nelle piazze tra la gente a prendersi anche qualche insulto.

Io voglio Bersani perché è convinto che chi paga di più deve dare di più. E' semplice.
E voglio Bersani non perché lo vogliono anche Rosi e Massimo, ma perché l'ho attaccato e sostenuto, criticato e consigliato. 

E voglio dirgliene ancora tante a Bersani. Glielo voglio dire che i matrimoni gay si devono fare e a fanculo il Vaticano. Glielo voglio dire che gli F35 non li vogliamo e che anche il computer si è fermato all'F11. Glielo voglio dire che è tempo di legalizzare la marijuana, che male non fa e che se vogliamo dircela tutta l'aspirina e la caffeina fanno più male.

E gli voglio dire che è il momento di basare il welfare sul singolo e non sulla famiglia. Che il singolo va tutelato. Che i disoccupati si contano singolarmente e non a gruppi almeno di due. Che gli studenti che tali non possono essere si contano uno a uno e non due a due o tre a tre. 

Glielo voglio raccontare delle ore in attesa al pronto soccorso e dell'amianto che pavimenta il mio ospedale.
E gli voglio anche raccontare di come è difficile essere giovani e di come sia complicato diventare adulti. 
E le voglio raccontare a Bersani queste cose perché lui ascolta. E voglio che gliele racconti tutta l'Italia e non solo io. 

E voglio bene a Bersani, perché come mio nonno a cui ero molto affezionato, mi parla alla testa e non alla pancia. Ecco perché abbiamo bisogno di Bersani, un uomo che non è solo al comando, che non riempie la pancia della gente di cazzate, che non illude, che non sfrutta il malessere dell'Italia per avere voti in più. 

Bersani non verrà nel Sulcis a dire che chiamerà a Putin o a Obama. Sarà finito questo modo di fare politica.

Io sostengo Bersani perché è 2.0 ma è ancora anche 1.0, e le piazze ringrazieranno.

02/11/12

Anziana voleva vendere la fede nuziale per pagare le bollette.

Da una settimana guardavo un vestito in una vetrina di un negozio di Oristano. Lavoro tutto il giorno tutti i giorni, ma conti alla mano per me è troppo caro. La mia fantasia non mi e' affatto d'aiuto in questi casi, già me lo immaginavo indosso. Poi questa mattina mi è venuta in mente una scatolina piena di chincaglierie d'argento che tengo in casa, pezzi di nessun valore né artistico né affettivo, ma conservo sempre queste cose, che non si sa' mai, è comunque un materiale prezioso. L'ho aperta, perché non andare in uno di questi negozi "compro oro"?Trasformerà il mucchietto in gruzzolo, entrerò nel negozio di abbigliamento, indicherò con il dito la vetrina alla commessa, dirò "quello" e da lì in poi conquisterò il mondo. 

Vi ho già parlato del potere della mia fantasia? Ci sono andata, tutta beata e felice, il migliore dei miei sorrisi stampato in faccia. 
Entro, "buongiorno" dice la ragazza dietro una sorta di vetro di sicurezza. "Ciao" rispondo io, non per maleducazione, ma ero così di buon umore che avrei trattato in maniera amichevole anche il mio peggior nemico, se lo avessi, ma non credo di averne, sono troppo amabile. C'è una signora anziana prima di me, già al banco. L'unica cosa che mi ha colpito inizialmente è stata la gonna, chiaramente di un costume sardo, nera lunga e con le pieghe, mi sono soffermata un'attimo su di lei, ma poco davvero, poi l'occhio mi è caduto sulla macchinetta del caffè. Sì, quasi quasi sessanta centesimi e un minuto dopo ero ancora seduta sorseggiando un thè caldo e mi davo già un tono pensando al dopo. Le gambe accavallate, inizio a dondolare il piede, è un vizio che ho ereditato da mia mamma, un segnale di inizio noia, io nemmeno me ne rendo conto ormai. Butto il bicchiere vuoto e riguardo la gonna nera, poi alzo lo sguardo, ha anche il fazzoletto in testa, che carine le donne che ancora vestono in costume, e sorrido. Nella gonna ha una tasca, afferra un fazzoletto, si asciuga gli occhi, ed a me si congela il sorriso. Troppo intenta a pensare ad un vestito per guardare meglio la scena. Piangeva senza fare rumore, davanti a quel bancone mentre la ragazza testava con un reagente l'autenticità dell'oro. E anche la commessa non si era resa conto di nulla, perché quando la ragazza le dice il valore dell'oggetto (settanta euro) aggiunge subito "signora,tutto a posto? Vuole pensarci un po'?" 

Non credo fosse assunta da tanto, si sentiva chiaramente che era ancora sensibile, troppo. La signora piange più forte, ma senza lamenti, sempre quasi in silenzio, si soffia il naso e poi dice con voce chiara "me la passa un'attimo che le do' un bacio prima?", gliela passa, la gamba mi si blocca, passata la noia, passato il sorriso, bloccata la fantasia. Avvicina alle labbra una fede nuziale, adesso il pianto e' rumoroso, ma come promesso da' il bacio e restituisce l'oggetto. Contemporaneamente la ragazza esce fuori da una porticina ed io mi avvicino alla signora. Nello stesso momento infrante privacy e sicurezza, che persone scorrette. Nessuna dice nulla, la signora tira di nuovo fuori il fazzoletto, la ragazza ha gli occhi lucidi, ed io ferma "signora si calmi, si sieda..gliela rido', torna a casa e ci pensa". Singhiozzi. "No,no, la vendo, mi scusi, mi servono davvero, non ce la faccio con la pensione, è arrivata una bolletta e dicono che se non pago danno all'avvocato, ed io ho sempre pagato tutto, ma adesso non ne ho più, e non vogliono aspettare alla prossima pensione.."
Ecco, dopo lo sfogo il pianto diventa rumoroso "io ho sempre pagato tutto, ma adesso non ne ho, e questi mi basterebbero." 
Ancora più rumoroso, e poi si aggiunge quello della ragazza. Davvero, troppo giovane e con un cuore per lavorare lì, ma e' un lavoro, e deve farlo. Io sono sempre in silenzio, gelata, razionalizzo "puoi valutare il mio argento mentre la signora si calma un po'?" La ragazza credo mi abbia guardato con odio pensando. "Ma guarda questa, tutta questa fretta??". "Va bene", risponde.

Ha fatto sedere la signora, le ha detto un attimo, "sbrigo la (stronza) signorina e torno".
Fatto le analisi, appurato che è argento, pesato e centosette euro. Che bello, viva la saggezza del conservare. Certo che mi vanno bene, "dia dia". Il vestito ne costa novanta, vestito? Quale vestito?? Non mi farebbe mica tornare il sorriso quella cosa addosso. Non ora, non oggi. Prendo i soldi, ne tolgo settanta, vado dalla signora seduta e mi piego sulle ginocchia "signora, guardi, ecco i settanta euro, non pianga pero'." Li prende, mi guarda, la ragazza riesce dalla porticina, mi guarda, dai pero', basta fissarmi che mi imbarazzo. 

Mi alzo verso di lei, e un po' sottovoce le dico "Asco', ti spiace se restituiamo la fede alla signora? So' che per te è un mancato guadagno, però non lo diciamo a nessuno" mi riguarda, fa' un sorriso enorme, "certo (santa subito) signorina" torna dietro, prende la fede e la rida' alla signora. Lei si alza, la prende, le da' di nuovo un bacio "grazie" e me la porge. Ecco,adesso i miei occhi diventano lucidi. Lo ammetto, mi scendono anche un po' di lacrime, un po' tante. "No signora, questa è sua, non gliela sto' comprando io, è sua (spero per tanto, ma in cuor mio non so', le bollette sono mensili), prenda tutto e vada a casa. Mi fissa di nuovo." 
"Grazie. lei e' un'angelo, come si chiama??"
"Angela" 
E sorridiamo.
"Visto?? Lei e' un angelo" e mi afferra la mano e mi da' un bacio.
Inizio a trovarmi a disagio però, quindi saluto veloce, devo correre al lavoro. Prima di uscire però una curiosità "ma tu da quanto lavori qui?"
"Un mese circa"
Avevo ragione, ma io ho sempre ragione. Troppo poco.
Ho scritto qui questa mia esperienza mattutina non per avere applausi, non perché qualcuno clicchi mi piace, ho scritto qui perché si sappia a che punto siamo, perché si sappia che ci sono persone in giro costrette a vendere i ricordi, ho scritto qui perché io oggi, grazie ad una rinuncia, sono vestita del migliore dei miei sorrisi...
e mo' vado da papa' a vedere se me lo compra lui..

Una vera storia raccontata da Angela Zuccheddu.

Voleva vendere la sua fede nuziale. A Oristano una brutta storia finita, forse, bene.

Da una settimana guardavo un vestito in una vetrina di un negozio di Oristano. Lavoro tutto il giorno tutti i giorni, ma conti alla mano per me è troppo caro. La mia fantasia non mi e' affatto d'aiuto in questi casi, già me lo immaginavo indosso. Poi questa mattina mi è venuta in mente una scatolina piena di chincaglierie d'argento che tengo in casa, pezzi di nessun valore né artistico né affettivo, ma conservo sempre queste cose, che non si sa' mai, è comunque un materiale prezioso. L'ho aperta, perché non andare in uno di questi negozi "compro oro"?Trasformerà il mucchietto in gruzzolo, entrerò nel negozio di abbigliamento, indicherò con il dito la vetrina alla commessa, dirò "quello" e da lì in poi conquisterò il mondo. 

Vi ho già parlato del potere della mia fantasia? Ci sono andata, tutta beata e felice, il migliore dei miei sorrisi stampato in faccia. 
Entro, "buongiorno" dice la ragazza dietro una sorta di vetro di sicurezza. "Ciao" rispondo io, non per maleducazione, ma ero così di buon umore che avrei trattato in maniera amichevole anche il mio peggior nemico, se lo avessi, ma non credo di averne, sono troppo amabile. C'è una signora anziana prima di me, già al banco. L'unica cosa che mi ha colpito inizialmente è stata la gonna, chiaramente di un costume sardo, nera lunga e con le pieghe, mi sono soffermata un'attimo su di lei, ma poco davvero, poi l'occhio mi è caduto sulla macchinetta del caffè. Sì, quasi quasi sessanta centesimi e un minuto dopo ero ancora seduta sorseggiando un thè caldo e mi davo già un tono pensando al dopo. Le gambe accavallate, inizio a dondolare il piede, è un vizio che ho ereditato da mia mamma, un segnale di inizio noia, io nemmeno me ne rendo conto ormai. Butto il bicchiere vuoto e riguardo la gonna nera, poi alzo lo sguardo, ha anche il fazzoletto in testa, che carine le donne che ancora vestono in costume, e sorrido. Nella gonna ha una tasca, afferra un fazzoletto, si asciuga gli occhi, ed a me si congela il sorriso. Troppo intenta a pensare ad un vestito per guardare meglio la scena. Piangeva senza fare rumore, davanti a quel bancone mentre la ragazza testava con un reagente l'autenticità dell'oro. E anche la commessa non si era resa conto di nulla, perché quando la ragazza le dice il valore dell'oggetto (settanta euro) aggiunge subito "signora,tutto a posto? Vuole pensarci un po'?" 

Non credo fosse assunta da tanto, si sentiva chiaramente che era ancora sensibile, troppo. La signora piange più forte, ma senza lamenti, sempre quasi in silenzio, si soffia il naso e poi dice con voce chiara "me la passa un'attimo che le do' un bacio prima?", gliela passa, la gamba mi si blocca, passata la noia, passato il sorriso, bloccata la fantasia. Avvicina alle labbra una fede nuziale, adesso il pianto e' rumoroso, ma come promesso da' il bacio e restituisce l'oggetto. Contemporaneamente la ragazza esce fuori da una porticina ed io mi avvicino alla signora. Nello stesso momento infrante privacy e sicurezza, che persone scorrette. Nessuna dice nulla, la signora tira di nuovo fuori il fazzoletto, la ragazza ha gli occhi lucidi, ed io ferma "signora si calmi, si sieda..gliela rido', torna a casa e ci pensa". Singhiozzi. "No,no, la vendo, mi scusi, mi servono davvero, non ce la faccio con la pensione, è arrivata una bolletta e dicono che se non pago danno all'avvocato, ed io ho sempre pagato tutto, ma adesso non ne ho più, e non vogliono aspettare alla prossima pensione.."
Ecco, dopo lo sfogo il pianto diventa rumoroso "io ho sempre pagato tutto, ma adesso non ne ho, e questi mi basterebbero." 
Ancora più rumoroso, e poi si aggiunge quello della ragazza. Davvero, troppo giovane e con un cuore per lavorare lì, ma e' un lavoro, e deve farlo. Io sono sempre in silenzio, gelata, razionalizzo "puoi valutare il mio argento mentre la signora si calma un po'?" La ragazza credo mi abbia guardato con odio pensando. "Ma guarda questa, tutta questa fretta??". "Va bene", risponde.

Ha fatto sedere la signora, le ha detto un attimo, "sbrigo la (stronza) signorina e torno".
Fatto le analisi, appurato che è argento, pesato e centosette euro. Che bello, viva la saggezza del conservare. Certo che mi vanno bene, "dia dia". Il vestito ne costa novanta, vestito? Quale vestito?? Non mi farebbe mica tornare il sorriso quella cosa addosso. Non ora, non oggi. Prendo i soldi, ne tolgo settanta, vado dalla signora seduta e mi piego sulle ginocchia "signora, guardi, ecco i settanta euro, non pianga pero'." Li prende, mi guarda, la ragazza riesce dalla porticina, mi guarda, dai pero', basta fissarmi che mi imbarazzo. 

Mi alzo verso di lei, e un po' sottovoce le dico "Asco', ti spiace se restituiamo la fede alla signora? So' che per te è un mancato guadagno, però non lo diciamo a nessuno" mi riguarda, fa' un sorriso enorme, "certo (santa subito) signorina" torna dietro, prende la fede e la rida' alla signora. Lei si alza, la prende, le da' di nuovo un bacio "grazie" e me la porge. Ecco,adesso i miei occhi diventano lucidi. Lo ammetto, mi scendono anche un po' di lacrime, un po' tante. "No signora, questa è sua, non gliela sto' comprando io, è sua (spero per tanto, ma in cuor mio non so', le bollette sono mensili), prenda tutto e vada a casa. Mi fissa di nuovo." 
"Grazie. lei e' un'angelo, come si chiama??"
"Angela" 
E sorridiamo.
"Visto?? Lei e' un angelo" e mi afferra la mano e mi da' un bacio.
Inizio a trovarmi a disagio però, quindi saluto veloce, devo correre al lavoro. Prima di uscire però una curiosità "ma tu da quanto lavori qui?"
"Un mese circa"
Avevo ragione, ma io ho sempre ragione. Troppo poco.
Ho scritto qui questa mia esperienza mattutina non per avere applausi, non perché qualcuno clicchi mi piace, ho scritto qui perché si sappia a che punto siamo, perché si sappia che ci sono persone in giro costrette a vendere i ricordi, ho scritto qui perché io oggi, grazie ad una rinuncia, sono vestita del migliore dei miei sorrisi...
e mo' vado da papa' a vedere se me lo compra lui..

Una vera storia raccontata da Angela Zuccheddu.

30/10/12

L'astensione sì, ma Grillo e i forconi?

Era tutto in regola, i siciliani potevano votare senza problemi, Il Palermo aveva già giocato sabato e il Catania a mezzogiorno.
Sinistra e destra spaccate. Il dato sorprendente è il numero di astensionisti, più della metà. La prima domanda che mi pongo e vi pongo è: perché il Movimento 5 Stelle e i Forconi non hanno intercettato questi voti?
C'è da capire se il Movimento 5 Stelle viene visto come un movimento che fa antipolitica, demagogia e populismo oppure un partito con delle proposte interessanti.
Io inizierei ad abbandonare la prima teoria, la stessa che ha lanciato il movimento nel palcoscenico politico, e prendere sul serio la seconda teoria, altrimenti non mi spiegherei il perché di tutti questi astenuti.

Capitolo PD. Crocetta sicuramente è un validissimo politico, il fatto che sia gay non basta a qualificarlo come novità.
Nonostante il PD ha candidato un sindaco antimafia come Crocetta, in quattro anni perde 400 mila voti, cioè l'80%. In questo caso faccio due inviti: al PD dico di non festeggiare ma di impegnarsi seriamente a recuperare il proprio elettorato. Il secondo invito lo faccio a chi crede che sia necessaria l'alleanza tra PD e UDC per vincere le politiche, la Sicilia non è l'Italia e se proprio dobbiamo dircela tutta l'UDC negli ultimi due anni l'abbiamo sconfitto spesso e volentieri alleandoci con SEL e a volte IDV.

Capitolo Sel-Idv. Forte della vittoria di Leoluca Orlando, l'Idv (senza Sonia Alfano) pensava di vincere facilmente anche le regionali. Ovviamente l'esperimento è per le politiche, dimostrare al PD quanto valgono IDV e SEL contano. Ennesimo errore, la Sicilia non è l'Italia.

In conclusione, non ci sono vincitori. M5S vince con pochi voti di preferenza (58%) e dimostra che i suoi elettori non si fidano dei suoi candidati ma del vicecapo, Beppe Grillo.

22/10/12

10 Cose che dobbiamo fare in Sardegna. Energia.

Sono stato Sabato a Tortolì per parlare di Sardegna, della sua autonomia, della sue specialità, della sua politica.
Per i prossimi dieci giorni, ogni giorno, pubblicherò un'idea di Sardegna.

La prima riguarda il piano energetico.
Uno dei grandissimi problemi delle aziende sarde è il caro energia.
Serve far ripartire subito il progetto del metanodotto.
Ma soprattutto abbiamo bisogno di un piano energetico che sfrutta l'energia eolica.
I vantaggi sono molteplici: nessuna emissione di gas serra o di altro inquinamento ambientale, tempi di realizzazione dell'impianto inferiore ai 10 anni, è una fonte inesauribile, costi di costruzione dell'impianto modesti, costi di smantellamento dell'impianto inesistenti, danni modestissimi in caso di incidente, pochi problemi di sicurezza e potenza disponibile circa 10 mila volte superiore i consumi energetici attuali. L'unico svantaggio è che si tratta di una fonte energetica intermittente. Se facessimo un impianto fotovoltaico che coprisse 6% del Sahara potremo soddisfare il fabbisogno mondiale.
Come è noto finora quest'energia è stata sfruttata istantaneamente e mai si è pensato al grande problema: l'immagazzinaggio dell'energia nel caso il sole viene oscurato dalle nuvole o nella notte. L'uso di batterie sarebbe costoso e poco efficace.
Quindi la soluzione potrebbe essere l'immagazzinamento di tale energia in potenziale energia dell'acqua (tecnica efficiente e poco costosa, già usata per immagazzinare l'energia in eccesso prodotta dalle centrali idroelettriche).
Tale processo è scorporato in quattro tappe:

  • Creazione di doppi bacini artificiali per immagazzinare (attraverso il pompaggio nella vasca superiore) l'energia elettrica in energia potenziale dellᾼacqua e per produrla (attraverso le turbine) facendo cadere l'acqua nella vasca inferiore
  • Creazione di una rete di distribuzione bidirezionale in grado di assorbire lᾼelettricità dagli utenti per alimentare il pompaggio
  • Incentivare la produzione diffusa da parte dei privati (es.pannelli fotovoltaici sul tetto) pagando con accredito immediato su conto bancario (i contatori sono elettronici) l'energia prodotta e non consumata
  • Costruire impianti di produzione diffusi (fotovoltaici, a solare termodinamico, eolici, etc.) per alimentare le zone ad alta urbanizzazione dove la produzione diffusa in loco risulta impossibile (città, etc.)




Un progetto pilota per la Sardegna. Si pensi che in Sardegna nel 2008 il fabbisogno energetico era di 12000 GWh/anno, corrispondente ad una potenza richiesta di 1.4 GW, che un metro cubo di acqua a 100 metri immagazzina circa 300 Wh, che il consumo di energia elettrica in Sardegna in 10 giorni è circa 300 GWh, che il volume di acqua per immagazzinare questa energia è di un miliardo di metri cubi e che la capacità del lago Omodeo è, appunto, di un miliardo di metri cubi.

Risolto il problema dell'immagazzinaggio, qualcuno penserà a quanti metri quadri di territorio sardo bisognerà  occupare per coprire il fabbisogno energetico. Ma i conti sono presto fatti: la superficie necessaria è 113 km quadri, ovvero 10.6x10.6 Km (i comuni sardi sono 377, quindi 550x550 metri per comune).

Un'idea di Sardegna, investendo per risparmiare.

Un sentito ringraziamento al Professore Luciano Burderi.

18/10/12

La necessità del confronto televisivo.

Ieri ho iniziato un esperimento che coinvolge la rete e che andrà avanti sino alla chiusura della campagna elettorale delle primarie. Si tratta di capire e raccogliere i commenti su una dichiarazione o un tweet dei protagonisti delle primarie.

Non poteva mancare ieri il "CommentMassimo" dopo le dichiarazioni di Massimo D'Alema a Otto e Mezzo.

Ho osservato con attenzione i commenti su Facebook e Twitter. I commentatori si sono divisi in tre gruppi:
I fedeli. "D'Alema è un dio. Lo stile, le sue enormi capacità e la sua dialettica. Ha messo in crisi Renzi. Ora i rottamatori, per non avere D'Alema ancora in Parlamento, devono votare Bersani".
I rottamatori. "Ancora D'Alema? Dovrebbe tornare a casa, non ci frega così.. io voto comunque Renzi e se i dalemiani vogliono ancora D'Alema in Parlamento devono votare Renzi".
Gli #occupyprimarie. "Le primarie sono un grande strumento e non possiamo usarlo per parlare di D'Alema sì o D'Alema no"

E' incredibile come i Media gestiscono le primarie. Non si parla mai di temi. Nel caso se ne parlasse poi subito dopo salta fuori la domanda "ma Lei (Renzi, Bersani, Vendola, Puppato) candiderà D'Alema, Veltroni o la Bindi?"
E tutta l'intervista sui temi va a farsi benedire. I Media riportano in prima pagina la risposta alla domanda sulla rottamazione.

Ecco perché penso sia necessario un confronto televisivo tra i candidati. Parlare di Welfare, Lavoro, Europa, Diritti, Istruzione, Enti Locali e Legalità. E' necessario raccontare agli italiani cosa si pensa su questi grandi sette temi e non sulla rottamazione. Anche alcuni dirigenti di partito si sono schierati in base al criterio Veltroni in Africa e D'Alema a casa riconoscendo di essere, poi, lontani per esempio su questi grandi temi.

Inoltre a scegliere i parlamentari non sarà il vincitore delle primarie. L'assemblea nazionale è già costituita in base al congresso 2009 e spero che a scegliere i parlamentari siano gli elettori stessi.

Qui stiamo andando a scegliere il candidato premier della settima potenza economica mondiale, non il CT del Partito Democratico.

16/10/12

Anche io firmo per D'Alema.

Anzi no, ne metto sei di firme.
Per D'Alema, per Bersani, per Renzi, per mia mamma, per mia sorella, per il pastore che lavora vicino a casa mia, sì, poi firmo anche per mio cuginetto di tre anni, firmo anche per il panettiere.

14/10/12

Ha vinto Veltroni.

Veltroni ha annunciato che non si ricandiderà alle prossime politiche. Un gesto nobile e responsabile, che non è sicuramente frutto di un convincimento di Renzi che ne chiede la rottamazione, ma tutto di Walter che conosce il tempo giusto per ogni cosa.

Walter non ha scelto una data a caso, no. Ha scelto il quinto compleanno del partito da lui fondato, quello Democratico. Il 14 Ottobre.
Una vera rivoluzione politica, le primarie e la democrazia interna le principali azioni rivoluzionarie.
Ricordiamoci che con Veltroni Segretario il PD ha toccato il suo apice storico, il 33%. Sì, perse, ma sino a qualche mese prima c'era quel malgoverno di Prodi. Non dimentichiamolo.
Aaah, quella maledetta e bella Vocazione maggioritaria. Chissà se con quella oggi staremo dalla parte dei corteggiatori o dei corteggiati.

Non sarò uno di quelli come Enrico Letta che chiederà a Veltroni di ripensarci. Non gli chiederò neanche di andare in Africa. Gli chiederò di stare nel partito, convincere gli altri plurimandatari di seguirlo e aiutare i giovani nella formazione.
Ancora una volta tocca a lui dare l'esempio.

E' così che l'eterno scontro tra titani, D'Alema e Veltroni, finisce oggi. Finisce il 14 Ottobre con la vittoria di Veltroni per abbandono.