Anzi no, ne metto sei di firme.Per D'Alema, per Bersani, per Renzi, per mia mamma, per mia sorella, per il pastore che lavora vicino a casa mia, sì, poi firmo anche per mio cuginetto di tre anni, firmo anche per il panettiere.
Anzi no, ne metto sei di firme.
Cari Democratici, Compagni e Amici,Ero sovrappensiero, cercavo di rincorrere i possibili argomenti da sviluppare, quando mi hanno chiesto se avevo visto nel sito – penso del Comune di Guspini – che il Consiglio Comunale si riunisce per discutere sul registro delle unioni civili. Mi sono chiesto se questi consiglieri di minoranza o di maggioranza, se questa Giunta non abbia percepito forse la necessità di argomentare, discutere su problemi forse più urgenti, forse più drammatici, forse più vicini al bene comune e al comune sentire: siamo tornati ai gruppetti, gruppi e gruppettari, siamo tornati ai collettivi, all'intelligenza, ai radical chic? Oppure siamo all'ottusità che discerneva ieri sul sesso degli angeli ed oggi, per risolvere i problemi, discerne per smantellare il costume generale, il comune sentire, nel nostro caso, della famiglia relegandola come grumo di relazioni in nome dei nuovi diritti. Tra i nuovi diritti c’è quello del registro delle unioni civili. Perché il Consiglio Comunale si occupa di un qualcosa che nessuno o pochissimi useranno e che scardina, lo ripeto la famiglia?Guspini vuole forse essere avanguardia? Perché non lo è nel perseguire il bene comune? Cosa fa per diminuire la disoccupazione? Cosa fa per diminuire i suicidi? Il non lavoro,l’emigrare dei giovani, la dispersione scolastica? Cosa fa per venire incontro all’onda lunga della povertà delle famiglie, degli anziani, dei malati? Cosa fa per l’edilizia, la viabilità, l’ambiente? Cosa fa per il tessuto commerciale e di servizio per la comunità paesana? Cosa fa per favorire e incentivare gli insediamenti che danno lavoro?Si occupa di registro dell’Unioni Civili. Guspini vuole imitare la nuova sinistra quella di Vendola, del sindaco di Milano e di Cagliari?A noi interessano la giustizia sociale, il bene comune, l’onesto amministrare, la capacità di progettare il futuro, l’apertura ai valori della vita (la persona, famiglia, sicurezza, lavoro, cultura, universalità, pace). Il relativismo, l’individualismo esasperato, l’egoismo, la falsità, lo sradicamento, il non senso non fanno buona amministrazione.Per essere più semplici vorremo un Comune che si interessa di chi non ha acqua in casa o non può pagare la bolletta, di chi non ha luce e gas, di chi non ha i soldi per pagare le medicine, di chi non ha un reddito per sopravvivere di chi non può comprare i libri di testo, di chi è solo in casa e non sa autogestirsi e muore solo. Un Comune che si interessa delle buche delle strade, della loro pulizia, del decoro del verde, delle case da dare a chi non può pagare un affitto…Un Comune come Guspini che pensa al registro Unioni Civili ci sembra un arrampicarsi per avere forse un po’ più di voce in un PD che orfano di Berlusconi non ha più veri obiettivi. Con Pajetta mangia preti si stava meglio, che con questi catto-sinistri.Prima di stampare il foglietto apprendo che nel Consiglio Comunale è passata la delibera del registro delle Unioni Civili: ha votato a favore tutta la maggioranza; hanno votato contro solo tre consiglieri della minoranza.Don Angelo Pittau
La composizione del cosiddetto listino Crocetta mi lascia attonita. La rivoluzione annunciata si arena su un assemblaggio di nomi utili solo a garantire equilibri tra pezzi di un potere che non riesce a rinnovarsi. Avevo creduto nella possibilità che il progetto Crocetta potesse rappresentare un cambiamento e una speranza di governo della regione. Grandi ci sembrano le responsabilità anche del Partito Democratico, la cui dirigenza ancora una volta appare lontana dai suoi stessi iscritti e male interpreta il ruolo di guida che dovrebbe assumere in ogni coalizione. Quindi con la stessa sincerità con il quale avevo aderito, oggi mi ritrovo a dovere dire chiaro che questa non può essere la mia battaglia. Non si legga questo come un addio al partito al quale continuo, al contrario, a credere. Noi, che conosciamo e rispettiamo quei militanti ai quali ci onoriamo di appartenere, restiamo per costruire un partito democratico davvero.