14/05/12

La risposta di Martin Schulz alla nostra lettera.



Come ricorderete abbiamo scritto tempo fa al Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, eravamo in 1014, a proposito delle dichiarazioni rilasciate da Mario Borghezio su Rossella Urru e il volontariato.

Oggi ci ha risposto:

Egregio Signor Sindaco (Emiliano Deiana, primo firmatario della lettera)

 La ringrazio sentitamente per il messaggio elettronico da lei trasmesso, anche a nome di altre 1012 persone, con il quale sottopone alla mia attenzione le dichiarazioni rilasciate dall'On. Borghezio su Rossella Urru, rapita in Algeria nell'ottobre scorso e tuttora detenuta.

Insieme con la famiglia e con il popolo italiano condivido le preoccupazioni per la sorte di Rossella che, come i due colleghi sequestrati con lei, possono essere considerati portatori dei valori dell'Europa.

Ritengo che l'aiuto allo sviluppo sia un'attività fondamentale per il ruolo strategico dell'Europa nel mondo e sono pertanto molto dispiaciuto per le dichiarazioni dell'On. Borghezio.

Desidero inoltre far notare come queste e altre precedenti dichiarazioni non abbiano avuto alcun eco al Parlamento europeo.

Nello stesso tempo ricordo che fa parte delle mie funzioni garantire la libertà di espressione nell'ambito del pluralismo rappresentato nell'Istituzione, anche quando personalmente disapprovo completamente certi punti di vista.

Con l'augurio che Rossella Urru sia rilasciata al più presto, voglio esprimere la mia simpatia e gratitudine alla famiglia e a tutte le persone che si attivano per farle ritrovare la libertà.


14 Maggio 2012
Martin Schulz



05/05/12

Referendum 2013. Domani si inizia la raccolta firme

Sulla falsa riga del referendum 2012 ho organizzato il referendum 2013 e da domani raccolgo le firme. Ovviamente a me 10 non bastano e quindi ne propongo 20.


1. Volete voi abolire tutti i comuni?
2. Volete voi non pagare più tasse?
3. Volete voi che i politici non percepiscano più indennità?
4. Volete voi che vengano vietati i partiti politici?
5. Volete voi che la Sardegna diventi indipendente? (Se sì rispondi al quesito 9)
6. Volete voi che Sant'Antioco diventi indipendente?
7. Volete voi tornare alla monarchia?
8. Volete voi che venga abolita la Regione?
9. Volete voi Cagliari capitale della nazione Sardegna?
10. Volete voi aprire i campi di concentramento per tutti i politici?
11. Volete voi Nuoro e Sanluri bagnate dal mare?
12. Volete voi un lavoro a tempo indeterminato e ben retribuito?
13. Volete voi la neve tutto l'anno nel Gennargentu, nel Linas e nel Sette Fratelli?
14. Volete voi la nazionale sarda di calcio?
15. Volete voi eliminare qualsiasi tipo di elezione per risparmiare?
16. Volete voi i trasporti gratis?
17. Volete voi importare il modello universitario di Tirana?
18. Volete voi la moneta sarda?
19. Volete voi più pilu per tutti?
20. Vuoi tu abolire questo referendum

Ecco, facile vero?
A cavalcare l'onda dell'antipolitica siamo bravi tutti.
A legiferare in pochi, e sono pure pagati profumatamente.

Referendum. Decisione definitiva.


Ultimo atto prima del referendum.
Questo è l’ultimo post dove parlo del referendum e non sono un Soru o una Murgia che deve dare indicazione di voto.
Forse sono un po’ tuttologo, penserà giustamente qualcuno. Però sono da Febbraio che ascolto tutti. Ho ascoltato i presidenti di provincia, ho ascoltato parlamentari e consiglieri regionali, ho ascoltato i sindaci, ho ascoltato i militanti di ogni partito, ho ascoltato i liberi cittadini. Ognuno di voi ha le sue buone ragioni e a maggior ragione ribadisco che questo referendum non farà altro che complicare tutto.
Ho scritto tanto, soprattutto nell’ultima settimana, appunto per accendere discussioni interessanti sul merito del referendum. Sono sincero, è stato bello discuterne, è stato bello “litigare” su questioni politiche, finalmente. E dopo tutte queste chiacchierate sono giunto a una sintesi.

Referendum 1. "Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e modificazioni recante disposizioni in materia di "Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l'istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?" 
Referendum 2. "Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di "Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?".
Referendum 3. "Volete voi che sia abrogata la deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999 (pubblicata sul BURAS n. 11 del 9 aprile 1999) contenente "La previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi dell'art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?".
Referendum 4. "Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di "Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio?".

Voterò NO. Perché:
1. Vivo nel Medio Campidano e ho visto i vantaggi che ci ha portato la nuova provincia. Penso alla messa in sicurezza di molte strade, penso alla sicurezza nelle spiagge, penso al progetto Vivere la Campagna. Ma anche alla minor lentezza della burocrazia rispetto a quando si stava nella provincia di Cagliari. L’aumento dei servizi sociali. La valorizzazione del territorio.
2. Non c’è equità. Da lunedì potremo ritrovarci nella provincia di Cagliari e ci sono conseguenze soprattutto dal punto di vista burocratico. Tutti gli indirizzi dovranno essere cambiati da VS a CA. Questo obbligherà soprattutto aziende, partite iva e tanti altri a cambiare registratori di cassa e timbri. Chi fa parte delle nuove province dovrà effettuare spese, ulteriori spese in un momento di crisi. Sarà la Regione ad assumersi questi oneri di spesa?
3. Inoltre non viene rispettato il voto del 2010 dove i cittadini delle nuove province hanno dato mandato, per esempio, a Fulvio Tocco e non a Angela Quaquero. Non avremo nessun rappresentante nel consiglio provinciale di Cagliari, così come i cittadini delle altre nuove province.

Referendum 5. "Siete voi favorevoli all'abolizione delle quattro province "storiche" della Sardegna: Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?".
Voterò NO. Perché:
Non è specificato che è consultivo. Potrei essere d’accordo nell’eliminare il sistema provincia, purché mi venga proposta un’alternativa. Un’alternativa, però, che vada verso i comuni e non  verso la regione. Un federalismo più federato. Inoltre vorrei capire dove vengono destinate le risorse e i poteri delle province. Dopo i tagli dei consigli comunali non mi pare che la direzione sia quella di un super federalismo. Si parla di Unioni dei Comuni, ossia ottanta provincette anziché otto ben istituite. Anche perché i nostri comuni sono diversissimi, ci sono quelli montani e quelli costieri, ci sono quelli piccoli vicino a quelli grandi, ci sono quelli che vivono di agricoltura e quelli che vivono di turismo. Poi ci sono quelli isolati. La demografia sarda non permette l’importazioni di modelli toscani o tedeschi. 

Referendum 6. "Siete voi favorevoli alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di un' Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini sardi?".
Voterò NO, perché:
C’è già una legge della giunta Soru che sarebbe abbastanza rappresentativa di tutti i sardi e che eviterebbe il costo di un’elezione. (Qui la legge). A mio parere va benissimo così anche se è sempre migliorabile.

Referendum 7. "Siete voi favorevoli all'elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto attraverso elezioni primarie normate per legge?".
Questa non la voto perché non l’ho proprio capita. Innanzi tutto quale sarebbe la norma? Chi la fa? Cosa si intende per elezione diretta attraverso elezioni primarie? Spiegatemela, per favore.

Referendum 8. "Volete voi che sia abrogato l'art. 1 della legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante "Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna" e successive modificazioni?".
Non so cosa voterò perché si vuole colpire il tetto massimo di indennità. Infatti la legge recita così: L’indennità spettante ai membri del Consiglio regionale della Sardegna e il rimborso delle spese di segreteria e rappresentanza sono stabiliti dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Sardegna in misura non superiore all’ottanta per cento di quella fissata dalla legge 31 ottobre 1965, n. 1261.Non parla di nessuna riduzione dell’indennità. Abolirei, semmai, i fondi di gruppo di cui non sono giustificate le spese.

Referendum 9. "Siete voi favorevoli all'abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione Autonoma della Sardegna?".
I consigli di amministrazione sono strumenti di gestione e democrazia interna agli enti garantendo pluralità di vedute e maggiore consapevolezza nell'amministrazione dell'ente. L'abolizione dei cda farà sorgere una gestione monocratica in tutti gli enti regionali, tanto potere nelle mani di una singola persona non è sinonimo di democrazia e di buona gestione, anzi oggi gli enti, le agenzie, le aziende pubbliche prive di cda sono quelle con un'ampia discrezione della loro gestione. (Vedi Azienda Ospedaliera Brotzu).

Referendum 10. "Siete voi favorevoli alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna?".
Voterò NO, perché:
Il Pd ha presentato in consiglio regionale una riforma per diminuire a 50 il numero dei consiglieri regionali. La proposta è stata bocciata e l’accordo si è trovato a 60. Così il PD grazie ai suoi senatori ha portato la riforma in senato dove è già passata e ora è all’esame della Camera. 

Questa è la mia scelta definitiva sui quesiti. Non sarà il mio voto a rendere la verginità a questi politici che hanno distrutto la Sardegna e che prendono oltre dieci mila euro al mese per legiferare e non lo fanno. Non sarà il mio voto a implementare l'antipolitica e l'anticasta in cambio del caos negli enti locali. No.
Ringrazio tutti coloro si sono cimentati nelle discussioni in quest'ultimo periodo. Ognuno di noi ha un po' di verità nella sua scelta.
Penso che sono in disaccordo totale con molti esponenti del mio partito. Da Lai a Soru.
Lo strumento del referendum è stato denigrato, questa volta.
A proposito, a chi va il rimborso referendario?

02/05/12

L'innovazione politica che da oggi farà la differenza.

Certo che in Italia ne vediamo ogni giorno di tutti i colori.
Ma che i tecnici subappaltassero il lavoro che dovrebbero svolgere loro ad altri tecnici ha dell'incredibile. L'amico Emiliano ha scritto un bel pezzo, come sempre. E come sempre, condivisibile.

Però Enrico Bondi (parte svantaggiato per il cognome) prende una decisione innovativa. Una decisione che aprirà una nuova stagione politica. Semplicemente ha chiesto ai cittadini di segnalare gli sprechi dello Stato, ma anche degli enti regionali e locali.
Non che ci volesse un tecnico per fare ciò, e nemmeno un subtecnico. Ma è l'unico che ha capito che strada deve prendere la politica.
Quindi da oggi potete segnalare al governo le minchiate locali. Fantastico. Finalmente.

Quindi da oggi, oltre a continuare a chiedere lo scontrino, possiamo segnalare le minchiate locali. 
E non serve nemmeno una Bmx come Brumotti. 

Ora se ne aprissero un altro di sito dove poter proporre dove investire e intervenire potremo rendere quest'Italia leggermente migliore.

Comunque caro Bondi, chapeu. 

Cagliari, città kilometropolitana?

La proposta di tre consiglieri regionali del Partito Democratico, Marco Espa, Chicco Porcu e Marco Meloni: Cagliari città metropolitana.
La proposta prevede una città metropolitana che comprende Cagliari, Quartu Sant'Elena, Selargius, Assemini, Capoterra, Sestu, Monserrato, Sinnai, Quartucciu, Elmas, Selargius, Settimo San Pietro, Maracalagonis e Decimomannu.
La proposta potrebbe essere buona, o forse no.
Ciò che reputo completamente sbagliato è il metodo e il percorso della proposta.
Quindi pongo i miei dubbi.

Cosa ne pensano i sindaci delle 13 città coinvolte?
Sono state interpellate le amministrazioni?
E i cittadini sono stati coinvolti?
Il Partito Democratico cosa ne pensa?

Insomma, siamo di punto e a capo. La vecchia politica. La non condivisione delle idee, che anche se buone senza un percorso condiviso diventano pessime.

Quartu più Sestu fa Decimo, ma per arrivare a Tredici (il numero dei comuni che verrebbero aggregati a Cagliari) serve anche la Trexenta, destinata a un prossimo futuro da solitaria. A meno che non si decida di fare la provincia di Senorbì, e con tutto il rispetto per i trexentesi questa roba pare molto strana.

01/05/12

Primo.


Oggi è la festa del lavoro. E se c'è una festa c'è il festeggiato. E se c'è il festeggiato si fanno gli auguri.

I miei auguri li faccio a tutti i calciatori, che ogni giorno devono presentarsi al campo e prendere a calci il pallone per qualche migliaio di euro.
Auguri anche a tutti i manager delle società spa che prendono solo almeno dieci volte lo stipendio di un dipendente.
Auguri anche a tutti i politici che non fanno nulla. Perché il non fare nulla deve essere premiato.
Auguri anche a tutto il mondo dello spettacolo che ricevono dieci mila euro per una puntata televisiva. 
I migliori auguri a quel dieci per cento di italiani che detengono il cinquanta per cento della ricchezza italiana.
Auguri anche a tutti coloro che i soldi non li lasciano in Italia.
Auguri a tutti coloro che portano le loro fabbriche nell'Est Europa e in Cina.

Buon Primo Aprile a tutti.
Per il Primo Maggio aspettiamo, non vorrei che anche quest'anno ci siano solo il concerto a Roma e Sant'Efisio a Cagliari.

30/04/12

La mafia è una montagna di merda, a cinque stelle.



Ricordo quando sono andato a Malta a studiare inglese (ma anche a divertirmi). Un giorno dopo la lezione sono andato in giro con i colleghi di corso, ho visto una bella camicia in vetrina e sono entrato in negozio per capire se potevo comprarla. Chiedo in inglese il prezzo e la taglia. Mi spara un prezzo altissimo e rispondo con un classico "minchia". La commessa, ma anche la padrona del negozio, ride e mi dice che anche lei è italiana, siciliana catanese per la precisione.
Così iniziamo a chiacchierare. Ovviamente abbiamo parlato del perché ha deciso di aprire un negozio a Malta. E lei mi risponde "caro mio, non so se da te in Sardegna è così, ma a Catania la mafia decide tutto. Non potevo più stare lì, ogni mese un ragazzo entra con una pistola e mi chiede il pizzo. Chi sono loro per chiedermi questo? Qui sto meglio, ogni week end con mio marito torniamo in Sicilia in catamarano, ma il resto della settimana stiamo qui a Malta. Non mi interessano i soldi, ma non posso avere una pistola puntata in testa."
Quella chiacchierata mi rimarrà impressa per sempre. Il sollievo di essere scappata dalla sua città. La serenità per non avere più una pistola puntata in testa.

Solitamente dedico una riga, massimo due, alle sparate di Beppe Grillo. Ieri l'ha detta grossa, grossissima, e non sono riuscito a trattenermi dal scrivere anche io un mio pezzo. 
"La mafia non ha mai strangolato il proprio cliente, al massimo gli chiede il 10%". Ho sperato che quest'affermazione rimanesse nascosta, che Sonia Alfano, Rita Borsellino e Giuseppe Impastato (come tanti altri famigliari di vittime innocenti della mafia) non avessero sentito queste schifose parole. 
Non capisco come un uomo del genere (per non usare la terminologia di Peppino Impastato quando descrisse la mafia) possa avere un seguito del genere. La politica, caro Beppe, ogni giorno lotta contro la mafia. I tanti amministratori che ogni giorno lottano e subiscono. Quante vittime della mafia, troppe. 
Uomini e donne che hanno dato la loro vita per questa battaglia. 

Un elenco interminabile di vittime. Falcone, Borsellino, Alfano, Impastato. Tanti, troppi. I loro corpi disintegrati, irriconoscibili. Spesso mai trovati. Vittime che attendono giustizia. 
Il male più grande del Paese difeso dall'uomo che vuole cambiare il Paese andando contro tutto e tutti. No, questo non lo accetto. 

E i fans di Beppe che dicono? 
Io non sono un suo fan ma un messaggio glielo lascio volentieri:
LA MAFIA E' UNA MONTAGNA DI MERDA, A CINQUE STELLE.


Mirko Solinas

29/04/12

#Dirittamente. Tutto il materiale online.


#Dirittamente è andata benissimo. Una prova superlativa verso un argomento delicatissimo che lo stesso Partito Democratico ha paura di affrontare. Dicono che hanno paura di spaccarsi su questo argomento. Però si spaccano sulle candidature, mah.
Intanto qui c'è il mio intervento.
I ringraziamenti di Alessandra Pili.
Mentre il video completo è qui. Ancora grazie a Bruno per la rapidità nel postare il video.
Poi c'è la cronotwittata divertentissima raccolta da Matteo.
Le foto di Stefano e Cristiano, quelle di Alessandra e quelle di Bruno.

#Dirittamente. Ciò che non vi ho mai detto.



Riconoscere i propri limiti e provare e riprovare a superarli. Se l'intero genere umano avesse questa mentalità sicuramente saremo un mondo migliore.Anche io ho il mio più grande limite: parlare in pubblico. Lo so, avrei dovuto seguire il corso di Antonella Casula, purtroppo vivo a sessanta chilometri da Cagliari e mi era quasi impossibile seguire questo importante corso.
Scriverò qui l'intervento che avrei voluto fare a proposito di diritti. Perché l'argomento è delicatissimo e si inciampa facilmente. 



Buonasera a tutti.
E' stato un piacere aver condiviso questo ennesimo percorso politico e umano con Alessandra, Federico e Laura. Un percorso con qualche difficoltà superato con la fiducia e l'onestà. Un'organizzazione nata qualche settimana fa mentre si tornava dal congresso nazionale dei GD a Siena. 
Grazie a Paola Concia per aver accettato il nostro invito. 
Vorrei iniziare il mio intervento citando il più grande rivoluzionario di sempre, Gesù, che disse "ama il prossimo tuo come te stesso". Questa frase, semplice e complicata, deve diventare il comandamento di una società sana.
Una società che pian piano, o forse no, sta perdendo tutti i valori. Una società vittima delle etichette. Io sono eterosessuale e non mi sento migliore di un gay, anzi. Non mi sento nemmeno normale rispetto a loro. E non capisco in questa società dove sta la normalità e dove sta la diversità. Non capisco dove è il limite. Perché è normale essere innamorati, e l'amore non è diverso tra due soggetti di sesso diverso e due soggetti dello stesso sesso. La diversità qui sta nei diritti. Una coppia eterosessuale ha più diritti di una coppia omosessuale. E una coppia sposata ha più diritti di una coppia, anche eterosessuale, non sposata.
L'ennesima classe di cittadini di serie b. Come gli immigrati, come i figli di immigrati nati e cresciuti in Italia, che conoscono perfettamente la nostra lingua, che cantano l'inno di Italia e che hanno la propria vita in Italia. Sono di serie b rispetto anche al giocatore milionario che ha il trisavolo italiano.
Questa è l'Italia. Un Paese conservatore e poco laico che non apre le porte ai mutamenti della società.
E trovo difficile capire che a decidere i diritti degli omosessuali siano gli eterosessuali. Un italiano su dieci è omosessuale, sicuramente o ovviamente sono una minoranza, ma i loro diritti non vanno a discapito di nessun eterosessuale. Trovo inacettabile che una maggioranza decida i diritti (i non diritti) di una minoranza. Ho sentito troppi luoghi comuni. Ne cito qualcuno.
"A me non disturbano. L'importante è che non mi scoccino.." 
"Guarda che io ne conosco tanti di gay, però.. "
"Se adottassero un bambino diventerebbe come loro.. " 
L'ultimo pensiero, sentito spesso e volentieri, lo trovo alquanto ridicolo. Innanzi tutto ognuno deve vivere la propria sessualità come vuole, e non è una cosa negativa essere gay, lo dico dalla prima riga in poi. Inoltre tutti gli omosessuali sono figli di altri omosessuali? No. Uno su dieci è omosessuale, e questo non dipende dai genitori. Omosessuale si nasce. E solo un figlio di omosessuali su dieci diventerà omosessuale, gli altri nove saranno eterosessuali. Ciò che serve a un bambino è una famiglia, una famiglia piena di amore, che lo sappia educare e far sorridere. E tanto altro ancora che qualsiasi famiglia omosessuale è in grado di garantire.
Io voglio che il mio partito si faccia carico di questo problema. Il problema dei diritti delle persone. Nella Sardegna che Vogliamo noi giovani vogliamo pari diritti a tutti, nessuno escluso.
Grazie.  

Volevo dire solo questo. E mi dispiace, e mi scuso con tutti voi, perché non sono riuscito a farmi capire. Nel complesso è stata un'iniziativa fantastica che abbiamo integrato con la tecnologia. E anche fare un'iniziativa 2.0 ha bisogno di tanto lavoro. E preparare un discorso ha bisogno del suo tempo.
Mirko. 

22/03/12

La libertà non è un regalo. #BuonCompleannoRossella


Oggi è 22 marzo. Per tanti è un giorno come un altro, per altri si festeggia un anniversario, per altri è un giorno felice e per altri ancora un giorno triste. Per alcuni è il compleanno.

Gli iscritti su Facebook si ritrovano centinaia messaggi di auguri sulla propria bacheca. Poi sms, telefonate, i parenti che vengono a trovarti a casa.
Magari la tua famiglia ti prepara la torta. I tuoi amici organizzano una festa a sorpresa. Arriva anche qualche regalo.

La normalità di un compleanno, a meno che non ti trovi in Africa, prigioniera di qualche organizzazione terroristica che chiede un riscatto in cambio della tua liberazione.

È il caso di Rossella Urru. Rossella oggi compie trent’anni. I suoi rapitori non sapranno nemmeno che è il suo compleanno, nessuno le farà gli auguri. Nessuna candelina da soffiare, nessun sorriso. Nessun regalo. Un compleanno da incatenata, forse  imbavagliata. Mamma e papà non potranno farle gli auguri, nemmeno con una telefonata.

Il regalo più bello che possa ricevere, la liberazione. Ma la libertà non è un regalo, è un diritto. Non può essere un regalo di compleanno. Troppo immenso per essere chiamato regalo, troppo normale per essere chiamato regalo. 

Rossella deve essere libera, ai regali penseremo al suo ritorno. Sperando che al suo rientro di candeline in più da soffiare non ce ne siano due, un altro anno senza di lei la Sardegna e il popolo Saharawi non possono più stare.

#BuonCompleannoRossella