05/03/12

Antonietta si incazza. Giustamente.

Ciao Mirko, ho letto e sottoscritto la nota relativa alle terribili parole di Borghezio su Rossella
Mi sento in dovere di ringraziarti non solo per lei ma in qualche modo anche per mio fratello Tore. 
Tore era missionario in Amazzonia ed è stato ucciso in un attentato. L'attentato era diretto al vescovo che, insieme a mio fratello si recava a portare sostegno a dei contadini che occupavano una sede governativa brasiliana. Aveva solo 31 anni e gli stessi ideali di Rossella e pensare che un povero imbecille come Borghezio li definisce radical-chic mi fa incazzare maledettamente


Scusa se ho invaso la tua posta ma sentivo veramente il bisogno di dirti GRAZIE, anche a Emiliano Deiana
Ti saluto con grande stima. Antonietta.

Rossella Urru: Lettera aperta al Presidente dell'Europarlamento Martin Schulz sulle dichiarazioni di Borghezio


Gent.mo Martin Schulz Presidente dell’Europarlamento,
le scriviamo per sottoporre alla sua attenzione un fatto increscioso che vede protagonista l'Europarlamentare Mario Borghezio della Lega Nord.

L'Eurodeputato - abbiamo delle difficoltà a chiamarlo Onorevole, ma con l'andare avanti nella lettura capirà meglio il motivo - non è nuovo a prese di posizione pubbliche di stampo razzista e fascista. Ricordiamo con vergogna la sua condanna per un episodio risalente al 2000 quando con alcuni attivisti della Lega, a seguito di una manifestazione antidroga, concorse ad appiccare un incendio nel pagliereccio dove dormivano alcuni migranti sotto il ponte della Principessa Clotilde a Torino. La Cassazione, nel 2005, ha condannato Borghezio in via definitiva a due mesi e venti giorni di galera.

Questo le serva, Presidente, per inquadrare il personaggio che, purtroppo, frequenta l'Assemblea che Lei presiede con imparzialità e senso di giustizia.

Qualche giorno fa Borghezio, durante un'intervista radiofonica al giornalista Klaus David, si è reso protagonista di affermazioni gravissime su una nostra conterranea, Rossella Urru, che si trova nelle mani di rapitori appartenenti al terrorismo islamico.


Rossella Urru è una giovane donna sarda di Samugheo, rappresentante Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (CISP) che nella notte fra il 22 e il 23 ottobre del 2011 è stata rapita in Algeria insieme a due colleghi spagnoli Ainhoa Fernandez de Rincon ed Enric Gonyalons.

Al momento del rapimento Rossella si trovava nel campo profughi Saharawi per svolgere la sua missione umanitaria a servizio delle popolazioni.


Nei giorni scorsi si sono rincorse voci, non confermate dal Governo italiano, di una sua possibile liberazione nel Mali. La famiglia, la comunità di Samugheo, il popolo sardo e quello italiano vivono ore d’angoscia per la mancanza di certezze sulla sorte di Rossella. In questo contesto si inseriscono le offensive dichiarazioni di Borghezio, allegate alla presente, che accusa il mondo del volontariato di spassarsela in giro per il mondo – quindi anche Rossella - invece di aiutare le vecchiette che vivono da sole nelle valli del Nord che Borghezio, evidentemente, ama più della Sardegna.

L’Europarlamentare parla di "moda Radical Chic" inventata da un certo "catto-comunismo" italiano e da un certo cattolicesimo "che ama autoflaggellarsi sulle colpe dell’Occidente" nei confronti dei Paesi del Terzo Mondo.

Colpisce, ma se ha avuto modo di ascoltare all’Europarlamento il delirio dei suoi interventi sa cosa intendiamo, oltre a un’ignoranza crassa sulle ragioni del colonialismo e sugli strascichi lasciati l’assoluta insensibilità umana verso una giovane donna in mano, ancora oggi e speriamo per poco, a dei rapitori che conducono, loro per davvero, una lotta contro l’Occidente.

Dichiarazioni che noi riteniamo non solo offensive, ma anche pericolose in un momento di trattativa coi rapitori che possono condurre alla liberazione di Rossella.

In concorso col giornalista Borghezio afferma che Rossella "quel che faceva lì poteva farlo in Italia" senza peraltro mettere a repentaglio la propria incolumità. Ancora una volta Borghezio dimostra tutta la sua ignoranza sul mondo della Cooperazione internazionale che si avvale del lavoro delle tante, tantissime Rossella sparse per il mondo.

In un momento di profonda angoscia, per i familiari innanzitutto, ma per l’intera Sardegna, noi le chiediamo con assoluta deferenza, di utilizzare il suo alto incarico per censurare le parole dell’Eurodeputato Mario Borghezio e per esaltare il ruolo della Cooperazione Internazionale a favore delle popolazioni del Terzo Mondo e in particolare il ruolo di Rossella Urru.

Per noi è un vanto che Rossella, che viene da una terra povera e con tanti problemi, sia andata in Algeria ad aiutare un’intera popolazione a migliorare la propria condizione di vita. Noi pensiamo che solo con l’umanità dimostrata da Rossella i popoli possano cooperare al fine di abbattere le disuguaglianze presenti nel mondo.

Quel che solleva muri e steccati sono le dichiarazioni di Borghezio e la sua ideologia razzista e fascista, steccati che noi vorremmo abbattere col dialogo, la fratellanza e la cooperazione.

Rossella, per la Sardegna, per l’Italia e per l’Europa, è un esempio di umanità ed è per questo che, insieme all’insostituibile lavoro delle autorità italiane e dell’Unità di Crisi del Ministero degli

Esteri, vorremmo Rossella a casa, sana e salva, libera per continuare ad aiutare i poveri di questo Pianeta.

Certo che Lei saprà trovare i giusti modi per censurare le parole dell’Europarlamentare Mario Borghezio e per esaltare il ruolo della cooperazione internazionale e di Rossella Urru le porgiamo i più Distinti Saluti.

Emiliano Deiana - Mirko Solinas

Qui l'elenco dei firmatari.

I commenti un po strani sulle Primarie, Rosanere.

Il giorno dopo il risultato delle primarie è il giorno dove, nel caso perde il candidato del Pd, le primarie diventano lo strumento di distruzione democratica.
Oggi ne ho lette troppe, talmente tante che sono riusciti a provocarmi la brutta voglia di partito. Va bene, vi riporto qualche commento.

"a ridateci il centralismo democraticoooo..."
"basta primarie sono un suicidio"
"a questo punto direi basta ai partiti, evviva la democrazia diretta: si candida chi vuole, quando vuole, come vuole! ormai i partiti non hanno più il ruolo di far crescere e selezionare la classe dirigente: ci pensano le tanto belle primarie in una domencia qualunque."
"Ma come possiamo pensare che la gente si innamori del fatto che gli diciamo «Non sappiamo chi candidare, decidete voi?». (D'Alema 2009)" 
"sono queste primarie di coalizione che non convincono e ancor meno funzionano. Stanno ancor più lacerando un partito che ancora non ha costruito neppure le fondamenta."
"ASTA PUBBLICA PER LA CANDIDATURA A SINDACO, LE OFFERTE DEVONO ARRIVARE ENTRO LE ORE 12, PER I POSSESSORI DI TESSERA "FAIDA INTERNA" E' CONCESSO IL BONUS SPUTTANAMENTO, PER GLI ALTRI NON SARANN AMMESSE DEROGHE ALLA DECENZA...
"Comunque se fossi in Bersani e la sua segreteria, convocherei una riunione con gli alleati e candiderei la Borsellino a sindaco di Palermo indipendentemente dal risultato delle primarie. Furbizia per furbizia, mi imporrei perchè il centro sinistra non può permettersi a Palermo di non candidare un simbolo dell'antimafia.
"A me l’idea che uno sconosciuto raccattato per strada che voti un candidato valga nella selezione delle candidature quanto il mio voto che faccio militanza politica lo trovo dannosissimo. Per quale motivo uno dovrebbe fare politica in un partito se non è in grado di avere un quid in più, si badi bene, non nel voto normale, ma nella selezione della candidature? Non è, appunto il modello primarie aperte il principale avversario della politica con la P maiuscola ed al servizio del capitalismo e della finanza? Quel modello di Partito in cui i dirigenti vengono scelti da tutti e non dagli iscritti e un modello oggettivamente antipolitico che uccide la politica e rende i partiti meri comitati elettorali (come vuole Emiliano che almeno non le manda a dire) Veltroni lo ha dichiarato da tempo ed in questo concorda pienamente con l’analisi Vendoliana sino a ieri. Resta da capire, infatti, i motivi che hanno spinto SEL ad appoggiare Veltroni contro Bersani nel referendum Parisi, ma pazienza. Oggi, oggi una sola cosa è urgente in Italia: la riforma della Politica, dei Partiti a partire dalla sinistra. L’Italia è l’unica nazione in Europa in cui manca un partito chiaramente aderente alla Socialdemocrazia europea che con mille difetti è l’unico strumento (da cambiare profondamente) capace di affrontare sulla scala giusta le questioni della crisi e del debito. Alternative personalistiche (e prepolitiche) non solo sono inutili ma sono dannose. Nel Pd è aperta questa discussione in modo evidente. SEL dovrebbe proporre al PD di fare assieme in Italia una moderna forza politica che abbia nel Socialismo e nella Socialdemocrazia (che per definizione non è personalistica) e rapporto con mondo del lavoroil fine portandosi dentro tutti i filoni propri della tradizione italiana da cui non può essere rimossa la Storia del PCI. L’altra sera nella stessa aula in cui il giovane dirigente di SEL lanciava sentenze sui “partiti” e sulle sorti magnifiche e progressive dei modelli personalistici durante la presentazione di un libro “nostalgia canaglia” altri protagonisti della stessa area politica riallacciavano le fila di un discorso a partire dalla famiglia comune che ancora oggi tiene insieme tanti di noi. Come coniugare la necessità di un moderno partito laburista alle sfide nuove posteci dall’ambiente e dal pensiero di genere è l’unica cosa su cui vale la pena lavorare a venti anni dallo scioglimento del PCI. Il resto sono spin doctors e apparati di propaganda. C’erano anche prima ed in genere propagandavano la linea del partito, oggi, invece, la danno. Perché? Semplice come tutte le burocrazie anche loro devono sopravvivere e lo possono fare, a differenza di chi deve portare solo avanti una idea, solo se vincono: la sconfitta in nome di un ideale non è prevista. Se perdono non mangiano più, anzi non hanno più commesse da parte dei Comitati Elettorali (i partiti secondo questi). Da questo punto di vista sono più pericolosi di qualunque burocrazia di Partito essendo portatori di una ideologia assoluta: i loro interessi economici, appunto che vengono sempre prima di tutto. Se questo è il nuovo….
 Questi sono estrapolati da una discussione tra dirigenti del Partito Democratico Sardo. Meno male che oltre  il Tirreno ci sono Nicodemo e Raffa che la vedono da altre prospettive.

03/03/12

Voglio bene a Rossella.

Rossella è libera.
In tanti brindano.
Altri pensano che Al Qaeda ha avuto paura dei gonnesi.
Lo striscione è durato meno di 24 ore, è già libera. Va bene così.
Rossella figlia e sorella d'Italia.
Gioia.
Felicità.
Commozione.
Io ho imparato a volerle bene, le voglio bene.
La voglio conoscere.
La devo conoscere.
Mille pensieri, tante parole da dire bloccate da un senso di gioia e felicità.
Rossella esempio di umanità.
Viva Rossella, viva la solidarietà, viva la libertà.

02/03/12

Gonnosfanadiga è viva. #FreeRossellaUrru

A Gonnosfanadiga non è morta, né in coma. Grazie ad un'iniziativa su Facebook, tramutata poi  nella raccolta per strada dei fondi, abbiamo comprato e affisso lo striscione "Liberate Rossella".
Nonostante la crisi economica che investe anche la nostra cittadina, nessuno si è rifiutato di donare un euro. C'è stato il caso di un sessantenne che mi ha risposto che non era del posto e che era di passaggio, sicuramente non mi ha riconosciuto con gli occhiali da sole, io sì.
Certo è che ci sono due fatti rilevanti, i gonnesi hanno voglia di partecipare e questo deve essere permesso, la solidarietà vince sempre. Ha vinto anche stavolta. Euro per euro siamo arrivati a cento. Tore ci ha autorizzato a esporre lo striscione nella sua casa, addirittura si è occupato personalmente di montarlo e fissarlo trapanando la sua grondaia. Andrea invece ha raccolto gli ultimi quindici euro. Carmela ci ha concesso di usare la sua corrente per trapanare. Emiliano mi ha portato lo striscione sino a Oristano. Tante piccole storie che insieme hanno costruito questa meraviglia.
Domani recatevi nel vostro posto di lavoro, entrate in classe, prendete il pullman e raccontate cosa ha fatto Gonnosfanadiga. Dobbiamo essere orgogliosi di noi e di ciò che abbiamo fatto.
Lo dico senza mezzi termini, lo dico convinto: SONO FIERO DI ESSERE GONNESE. Lo sono perché anche stavolta ci siamo uniti, con un piccolo gesto abbiamo espresso la nostra solidarietà alla famiglia di Rossella Urru. Questo paese ha tante potenzialità. Sta a noi  fare di più, oltre tutto e tutti.

Ora aspettiamo il ritorno di Rossella. Speriamo di poterla accoglierla anche a Gonnosfanadiga, magari regalarle la cittadinanza onoraria. Tornerà sana e salva. Ne sono certissimo.
Grazie a tutti.

01/03/12

Petizione popolare "Registro Unioni Civili" a Gonnosfanadiga


COMUNE DI GONNOSFANADIGA
PROPOSTA DI DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARERICONOSCIMENTO DELLE UNIONI CIVILI E SOSTEGNO ALLE NUOVE FORME FAMILIARIAPPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO

Premesso che
  • crescono in Europa ed in Italia, le forme di legami affettivi e familiari che, per scelta o per obbligo, si creano al di fuori del matrimonio e che si connotano come convivenze stabili e durature. I dati italiani dicono che in queste nuove forme familiari vivono 12 milioni di persone, ovvero il 20 % della popolazione, dato quasi raddoppiato rispetto al 1998; 
  • pur mancando organiche riforme del diritto di famiglia che accolgano e regolamentino queste realtà, è diffuso, nel mondo del diritto e nella società, il bisogno di offrire tutela e sostegno, con particolare riferimento ai figli ed alle persone anziane che fanno parte di questi nuclei familiari;
  • tra le diverse forme familiari esistenti quella delle convivenze per “vincolo affettivo” rappresentano una specifica realtà, oltre che prevista dalla Legge anagrafica, esistente nella società; 
  • ai sensi dell’art. 2 della Costituzione italiana “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità” in cui sono ricomprese pacificamente le unioni civili e le forme familiari non matrimoniali come forme meritevoli di tutela; 
  • ai sensi dell’art. 3 della Costituzione “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" ed altresì “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”;
  • l’art. 30 della Costituzione prevede il diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio e l’art. 31 della Costituzione prevede che la Repubblica tutela la maternità e l’infanzia favorendo gli istituti necessari a tale scopo; 
  • l'art. 21 della “Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea” vieta “qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o l’orientamento sessuali”;
Atteso:
  • che già da tempo è stato ritenuto che l'ambito di operatività e quindi di riconoscimento e tutela costituzionale dell'articolo 2 della Costituzione si estende sicuramente alla fattispecie della famiglia di fatto dal momento che, come nella sua giurisprudenza costante ha rilevato la Corte Costituzionale, un consolidato rapporto, ancorché di fatto, non appare costituzionalmente irrilevante quando si abbia riguardo al rilievo offerto al riconoscimento delle formazioni sociali;
  • che, ancorché la creazione di un nuovo status personale non può certamente che spettare al legislatore statale, deve riconoscersi al Comune, in proposito, la possibilità di operare in materia, nell'ambito dei principi e delle regole fissate dalla legislazione statale e per le finalità ad esso assegnate dall'ordinamento; 
  • che in particolare il principio di non discriminazione ed il principio di pari opportunità deve poter essere applicato non solo nei confronti dei singoli ma anche nei confronti delle formazioni sociali, quindi delle forme familiari non matrimoniali, come diretta conseguenza della carta costituzionale dei Trattati dell’Unione Europea;
  • che il calcolo dell’ Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate, di cui al Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 109 e ss.mm.ii., prende a riferimento il nucleo familiare anche secondo le risultanze anagrafiche;
  • il ruolo rivestito dal Comune, con pienezza di poteri, per il perseguimento dei compiti afferenti alla comunità locale ai sensi del Decreto Legislativo 267/2000; 
  • che il Comune, quindi, può operare nell'ambito delle proprie competenze per promuovere pari opportunità e prevenzione e contrasto di ogni forma di discriminazione, alle unioni civili, favorendone l'integrazione sociale e prevenendo forme di disagio, con particolare riferimento alle persone anziane, ai figli minori ed al tema dell’omogenitorialità;
  • che per raggiungere questo obiettivo è necessario stabilire forme di identificazione delle unioni civili basate su vincolo affettivo, così come la stessa legge anagrafica e il relativo regolamento attuativo prevedono;
  • è parimenti necessario modificare ed integrare le politiche e gli interventi del Comune al fine di rendere visibile e concreta l’assenza di condizioni di disparità e discriminatorie nei confronti delle forme familiari non matrimoniali ed in particolare nei confronti delle unioni civili sopra citate;
Ritenuta pertanto, l'opportunità per i motivi innanzi espressi di organizzare il rilascio da parte dell'anagrafe di una attestazione di costituzione di famiglia anagrafica basata su di un "vincolo di natura affettiva" ai sensi dell'articolo 4 del D.P.R. 223/1989 (Regolamento anagrafico); 
Tutto ciò premesso,
IL CONSIGLIO COMUNALE
Visti l’art. 42 dello Statuto del Comune di Gonnosfanadiga e il Regolamento per gli Istituti di partecipazione e di iniziativa popolare
D E L I B E R A
  1. di approvare, per le motivazioni sopra esposte, la proposta di "Regolamento per il riconoscimento delle unioni civili", il cui testo è allegato alla presente deliberazione (all. 1 ) di cui costituisce parte integrante e sostanziale.
  2. di chiedere al Sindaco, ed agli Assessori competenti, di presentare una relazione in Consiglio comunale che illustri gli indirizzi dell’amministrazione ed il programma di attività previsto sulle materie richiamate nella presente deliberazione, con particolare riferimento al tema della lotta contro ogni forma di diseguaglianza e discriminazione nei confronti delle forme familiari non basate su matrimonio. 
REGOLAMENTO PER IL RICONOSCIMENTO DELLE UNIONI CIVILI
Articolo 1 - Attività di sostegno delle unioni civili
  1. Ai fini della presente deliberazione si intende per unioni civili “un insieme di persone legate da vincoli affettivi coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune” (articolo 4 comma 1 ai sensi D.P.R. 223/1989, Nuovo Regolamento anagrafico della popolazione residente).
  2. Il Comune provvede, attraverso singoli atti e disposizioni degli Assessorati e degli Uffici competenti, a tutelare e sostenere le unioni civili, al fine di superare situazioni di discriminazione, favorire pari opportunità, integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio.
  3. Le aree tematiche entro le quali gli interventi sono da considerarsi prioritari sono:
    1. casa;
    2. sanità e servizi sociali;
    3. giovani, genitori e anziani;
    4. sport e tempo libero;
    5. formazione, scuola e servizi educativi;
    6. diritti e partecipazione.
  4. Gli atti dell'Amministrazione devono prevedere per le unioni civili pari condizioni di accesso ai servizi ed alle attività promosse in ciascuna delle aree tematiche sopra indicate, con particolare attenzione alle condizioni di svantaggio economico e sociale.
Articolo 2 - Rilascio di attestato di famiglia anagrafica alle unioni civili basate su vincolo affettivo
  1. L'ufficiale di anagrafe rilascia, su richiesta degli interessati, attestato di "famiglia anagrafica basata su vincolo affettivo" inteso come reciproca assistenza morale e materiale, ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento anagrafico, in relazione a quanto documentato dall'Anagrafe della popolazione residente (D.P.R. 223/1989).
  2. L'attestato è rilasciato per i soli usi necessari al riconoscimento di diritti e benefici previsti da Atti e Disposizioni dell'Amministrazione comunale.
  3. L'ufficio competente può verificare l'effettiva convivenza delle persone che richiedono l'attestato.
  4. L’attestato può essere sostituito dalla dichiarazione dell’interessato ai sensi degli artt. 46 e ss. del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.
Grazie a Cristiana Alicata.

29/02/12

#FreeRossellaUrru

Da Ottobre con tanti amici su Facebook abbiamo provato a sensibilizzare l'opinione pubblica. In parte ci siamo riusciti. Ancora oggi Rossella non è tornata a casa.
Nel mentre tante iniziative, fiaccolate, striscioni, appelli a Sanremo e su Twitter.
A Gonnosfanadiga la giunta comunale non ha ancora fatto un consiglio comunale con Odg un'iniziativa per Rossella Urru Libera. Così ho deciso di mettere in stampa lo striscione (come quello nella foto) e raccogliere un euro dai cittadini. Ce l'abbiamo quasi fatta ad arrivare a quota cento euro.
Nessuno si è tirato indietro, c'è chi addirittura voleva donare cinque euro. Li ho rifiutati, altrimenti altri quattro cittadini non avrebbero potuto contribuire alla causa.

Nella speranza di concludere oggi la raccolta fondi (ci vediamo tra un'ora al mercato) e di ottenere l'autorizzazione per appendere lo striscione nella via principale del paese, pensiamo a cosa fare l'8 Marzo. La festa della donna la dedichiamo a Rossella, sperando che per l'8 marzo sia già a casa.

P.s.: entrate su twitter e usate l'hashtag #FreeRossellaUrru

22/02/12

Bersaniani D'OC(casione)


Dopo la tempesta splende il sole”, nel Partito Democratico questo non vale. Ogni giorno è tempesta. E quando la tempesta non c’è ci pensano gli altri a farti credere che ci sia. Ogni giorno una storia nuova, mai positiva. 

Ieri le dichiarazioni del responsabile economico del PD Fassinaandrò a manifestare con la Fiom..”, oggi fa un passo indietro ma c’è Matteo Orfini, responsabile della cultura del PD, ad annunciare la propria presenza alla manifestazione Fiom.
Per coscienza individuale ognuno è libero di partecipare e manifestare. Ma qui non si parla di diritti e libertà. Si parla di incoerenza del Partito Democratico. La politica non si fa con i sillogismi, ma ogni azione ha una causa e una conseguenza. Spiego perché.

Qualche giorno fa l’ex segretario del Partito Democratico Walter Veltroni rilasciava un’intervista a Repubblica dove dichiara che l’articolo 18 non è un tabù e che lasciare Mario Monti al centro destra porterebbe il Partito Democratico a una netta sconfitta alle prossime elezioni del 2013.
Stefano Fassina qualche ora dopo scriveva a L’Unità dichiarando che il Partito Democratico ha una linea solida sull’articolo 18, non si tocca. E invita Veltroni a non rilasciare dichiarazioni “diverse” da quelle della maggioranza del partito. Veltroni sull’articolo 18 ha ripetuto le stesse parole del segretario Bersani di qualche giorno prima alla trasmissione Otto e mezzo.

Ritengo che Fassina deve limitare la sua arroganza. È vero che la maggioranza del PD non vuole che venga minimamente modificato l’articolo 18, ma questo non deve limitare la libertà di pensiero e opinione di un dirigente che la pensa in maniera diversa. Anche se ha il sostegno della maggioranza del partito sulla linea economica, non significa che la sua parola è sacra. Inoltre come non dare ragione a Veltroni riguardo le prossime politiche? Bastano due dati: la fiducia nei partiti è del 4%, la fiducia nel governo Monti è del 60%.

Ieri Fassina annuncia la propria presenza alla manifestazione Fiom (oggi rimette la scelta della sua partecipazione). Il manifesto della Fiom, dove si spiegano i motivi della manifestazione, dice “La manovra del governo Monti per il suo carattere recessivo, l’allungamento dell’età pensionabile, per la cancellazione delle pensioni di anzianità, per un aumento dei prezzi e delle tariffe che riduce al limite il potere di acquisto dei salari e delle pensioni è inaccettabile..”.
Quanto dice la Fiom è condivisibile o non condivisibile. Il fatto è che il PD ha condiviso con il voto alla Camera e al Senato la manovra Monti. 

E allora Fassina sarebbe andato, e Orfini va, a manifestare contro il Partito Democratico? Sì. Essendo il Partito Democratico partito di sostegno, che senso ha scendere in piazza a manifestare contro un governo che si sostiene?
Quindi il Partito Democratico in Parlamento ha una linea (Montiana? Liberal? Veltroniana? Lettiana?) mentre all’interno del PD e nei giornali un’altra (Bersaniana? Dalemiana? Fassiniana?).

Se il governo Monti mettesse al voto le modifiche all’articolo 18 come voterà il Partito Democratico? Seguendo la linea del responsabile economico? E se verrà posta la fiducia? Il Partito Democratico si assumerebbe la responsabilità di far cadere il governo per salvaguardare l’articolo 18?

Agli elettori la confusa sentenza.

20/02/12

FAQ Nuovi metodi della partecipazione.

Perché a Oristano?
Oristano è equidistante per tutti i sardi. Cerchiamo di favorire la partecipazione anche da queste piccole - grandi cose.

Perché al mattino?
Perché nel pomeriggio l'agenda regionale è occupata da altri eventi, oltre al laboratorio di partecipazione di Cagliari dalle 16 alle 20. Oltre alle sfilate del carnevale.

Perché coordina Thomas Castangia?
Thomas è un conoscitore degli argomenti che tratteremo.

Perché è importante portare un dispositivo elettronico con connessione wifi?
Perché Marcello Verona e Alessandro Plaisant ci presenteranno un'innovativa tecnica di partecipazione che prevede, appunto, l'utilizzo di dispositivi elettronici con connessione wifi.

Di cosa parlerà Giovanni Battista Gallus? 
Parlerà di software libero e i vantaggi che porta alle PMI. Il Software libero e l'Open Source sono forme di partecipazione degli appassionati di informatica.

E' vero che ci sarà un video intervento?
Sì, ci sarà l'intervento di Flavia Marzano. Flavia è una massima esperta di software libero. E' docente all'università di Pisa.

Di cosa parlerà Stefano Sotgiu?
Stefano ci parlerà di partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche e proporrà una legge regionale sulla partecipazione.


Di cosa parlerà Andrea Zedda?
Andrea Zedda è il presidente di Sardina Open Data. L'associazione di cui Andrea è presidente si occupa della divulgazione della filosofia di condivisione dei dati.

A chi è rivolta questa tappa della Conferenza Programmatica?
Ovviamente a tutti. Chiediamo, però, che gli amministratori e i giovani facciano uno sforzo ancora più grande per partecipare.

Chiediamo a chi non ha la possibilità di spostarsi causa trasporto di scrivere una mail a mirko.solinas@hotmail.it
Stessa cosa vale per chi avrà posti liberi in macchina.

Per qualsiasi informazione:
Mirko Solinas 3482414826
mirko.solinas@hotmail.it

Lara Zuncheddu Croft. Tomb Raider made in Sardinia

Avevate per caso bisogno di un'eroina made in Sardinia? Non potevate chiedere di meglio. Claudia Zuncheddu, medico sardista di 60 anni, partirà per l'Africa alla ricerca di Rossella Urru.
Lara Zuncheddu Croft partirà con il suo kit composto da pugnale, pistola, corde e star light. Treccia, divisa militare con i 4 mori sulla schiena.

Ma la Zuncheddu è una donna super impegnata a difendere la propria terra. In consiglio regionale, la settimana scorsa, insieme a tutto il consiglio regionale ha votato la riforma per la diminuzione dei consiglieri regionali. Un risparmio di 37 mila euro, quanto due stipendi e mezzo di un qualsiasi onorevole sardo. Lei sì che difende le specialità della Sardegna.

La Farnesina, i servizi segreti e tutti coloro che stanno lavorando per riportare Rossella a casa, non sono in grado di condurre questa lunga operazione.
No, qui serve una donna che può fare la differenza come Lara Croft in Tomb Raider. Insomma, Lara Zuncheddu Croft pensa di andare a cercare asparagi. Una cazzata questa missione.

Eh già, ecco un caso dove la demagogia può fare danni, seri danni.
Zuncheddu, stia a casa, cazzo!