02/08/13

Larghe intese e stretta memoria.

Sono sempre stato garantista, anche perché un po' ce lo impone la giustizia italiana nella sua forma. Berlusconi sino a ieri poteva andare a dire in giro che era innocente. Appunto, fino a ieri. Oggi Silvio Berlusconi è un pregiudicato, e non per sottigliezze. Se ne facciano una ragione tutti, compreso Giorgio Napolitano che proprio ieri nella sua nota dal Quirinale con viva e vibrante soddisfazione chiedeva la riforma della giustizia, che per me significa "non sono d'accordo con la sentenza", o qualcosa del genere. Insomma Re Giorgio non l'ha presa bene, per nulla. E qui colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta i famosi centouno.

Il caso è chiuso? Macché.
C'è dell'altro. Eccome se c'è dell'altro. I due fondatori di Forza Italia sono stati Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, anche lui condannato nel 1999 per frode fiscale e nel 2013 è stato condannato a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
L'Italia è stata governata per tantissimi anni, troppi direi, da un partito fondato da due delinquenti di cui uno ne è ancora il leader.

E non raccontate in giro che la politica deve rimanere fuori dai guai giudiziari di Berlusconi perché, sempre per larga memoria, non dimentichiamo i voti in aula come per Ruby, non dimentichiamo le leggi ad personam di Alfano e le firme senza sé e senza ma di Napolitano, non dimentichiamo la richiesta di sospensione dei lavori per tre giorni del parlamento, non dimentichiamo le manifestazioni dei gruppi parlamentari del PDL sotto il tribunale di Milano, non dimentichiamo che i ministri ieri hanno rimesso il mandato non nelle mani del premier Letta ma di Silvio Berlusconi.

Ecco perché la memoria dovrebbe essere molto più larga, come le intese appunto, e si dovrebbe fare subito la legge elettorale e tornare al voto prima del semestre europeo. Perché c'è un'Italia che ha lottato contro il berlusconismo e di cui si sono perse le tracce sentito il silenzio assordante, perché Berlusconi è già stato sconfitto elettoralmente tre volte (Prodi, Prodi, Bersani) e il Partito Democratico si dovrebbe togliere subito dall'imbarazzo.

E adesso il caso può ritenersi chiuso.


30/07/13

Chiedo scusa.

Per aver accusato le larghe intese dopo la nomina di Cirino Pomicino alla società Autostrade Meridionali. Ho saputo, solo dopo aver pubblicato su Facebook uno status contro questa nomina, che la società è gestita da privati.

Comunque sia voglio avvisare i fieri e orgogliosi sostenitori (direi tifosi) di questo governo che ho tanti motivi per rimanere "fighetto". Per esempio, c'è la mozione Giachetti, ci sono sempre i 101, c'è la questione degli F35, c'è la questione Imu contro quella sulle tasse sul lavoro, c'è la modifica dell'art. 138 della Costituzione, c'è la fiducia ad Alfano. Ce ne sono e ce ne saranno. Ma ci vediamo al congresso con la mozione fighetti che vorrebbero le elezioni prima delle elezioni europee. Così ne approfitto anche per ricordare che elezioni politiche e elezioni europee non si possono fare insieme, così le scuse le chiediamo almeno in due.


Che sia il Buonanno.

Anzi, l'anno buono.
L'anno buono, questo, che si approvi la legge contro l'omofobia.
E magari l'anno prossimo (con un governo di strette intese, ma di sinistra) sarà l'anno buonissimo per fare i matrimoni per tutti, tra quelli che si vogliono bene e che si amano.
Perché è ora di finirla con questa ipocrisia, di dare i diritti poco a poco come la pappa a un bambino.
E non se ne può più di fare le unioni strane, civili o alla tedesca.
Facciamo i matrimoni per tutti.
Punto.
Perché ci siamo anche stancati di parlare di questi argomenti, ci siamo stancati di rispondere ai leghisti come Buonanno che oggi ha detto ai colleghi di SEL che sono una lobby di sodomiti.
Ecco, speriamo sia l'anno buono per zittire Buonanno e tutti gli altri omofobi come lui.
P.s. come dice Papa Francesco, chi siete voi per giudicare?


29/07/13

dall'evasione per convenienza all'evasione per sopravvivenza.

Boh boh, sono giorni che penso e rifletto sulle parole del viceministro Fassina. Non ci ho messo ore per elaborare che Fassina l'ha sparata grossa, che se fossi stato in quella sala l'avrei fischiato, altroché.
Poi ho letto i vari commenti sui social, perché il confronto serve sempre, e ho iniziato a riflettere. Ho riflettuto per giorni, anche ieri al mare con Caronte che mi consigliava di buttarmi in acqua e di lasciare a oggi la fase conclusiva della riflessione.

Che Fassina non è un grande comunicatore lo sappiamo tutti, non lo sono nemmeno io e capisco le difficoltà che incontra. Ma porca miseria, si rende conto delle parole che ha usato? Un viceministro non può constatare, deve dare soluzioni. Oppure constatare e dare soluzioni. Oppure dare soluzioni constatando. È veramente grave, gravissimo.

Per esempio, poteva dire che ci sono problemi di liquidità, che esistono metodi di pagamento che vengono incontro al pagatore come i ravvedimenti e le rateizzazioni. Poteva dire che lo Stato fa ben poco per far sopravvivere e che bisognerebbe iniziare a ridurre le tasse sul lavoro anziché l'Imu per tutti, che è una cosa talmente di sinistra che Fassina stesso sarebbe stato orgoglioso di dirlo. Oppure poteva dire che zia Peppina, che ha una piccola bottega, se davvero vuole bene ai nipotini deve fare gli scontrini tutti.

Se siamo oggi in questa situazione, dove si evade per sopravvivenza, è perché siamo da venti anni che evadiamo per convenienza. Questa è la purissima realtà. Ci sono centinaia di miliardi evasi, che non sono quelli che sta riscuotendo Equitalia perché quelli si conoscono e sanno quanti sono. Miliardi sottratti alla cosa pubblica (scuola, cultura, sanità, sicurezza, ecc.) e aumento esponenziale delle tasse.

C'è chi diceva che l'evasione di Zia Peppina non è come quella di Dolce e Gabbana. Vero, ma quante Zia Peppina ci sono in tutta Italia? Zia Peppina sta sottraendo, come Dolce e Gabbana, soldi pubblici a tutti noi. Zia Peppina se evade con una bottega piccola cosa farebbe se avesse una multinazionale di vendita degli alimentari? Ecco perché Zia Peppina è come sia Dolce che Gabbana.

E poi non c'è solo Zia Peppina in paese, c'è anche Zia Maria che fa tutti gli scontrini e ha più difficoltà a pagare le tasse. Sarebbe come se Peppina e Maria fossero due cicliste, Peppina si dopasse e arrivasse sempre prima. In una sana competizione Peppina non dovrebbe doparsi, e dovrebbe fare gli scontrini, perché la sua "giustificata" sopravvivenza ricade su tutti noi, è un comportamento egoista!

E le proposte non mancano. Copiare e non inventare. Come i modelli svedesi, finlandesi e brasiliani. Scontrini e fatture elettroniche, riduzione drastica del contante, fiscal card per accumulare l'Iva pagata negli acquisti e utilizzabile per pagare le tasse o fare altri acquisti.

Nel mentre l'evasione per convenienza è diventata evasione per sopravvivenza con il benestare del centrosinistra e del centrodestra.
Ed ecco l'altro problema. Come è possibile che centrosinistra e centrodestra abbiano la stessa idea sul fisco? Come è possibile che entrambi applaudano Fassina per le sue parole? Questo è gravissimo. Ed ecco perché al congresso dobbiamo capire se abbiamo una nostra idea (io sostanzialmente ascolto Taddei, Castellani, Boeri Tito e Ruffini) o se ci va bene quella di Brunetta e Fassina.




26/07/13

La giustificazione di Esposito non basta, è game over.

L'altro giorno ho scritto un post che metteva in evidenza quanto fosse ribelle il senatore Esposito, colui che ha chiesto l'espulsione di alcuni esponenti del suo stesso partito per i voti di dissenso.

Ha fatto per ben 222 volte il ribelle. Ma lui si giustifica che si trattava di singoli provvedimenti. Come se il gruppo non decide di votare compatto sui singoli provvedimenti, rimangono voti ribelli. Ma ho voluto assecondare la sua tesi difensiva e così ho fatto una seconda ricerca. Questa volta ho contato solo le votazioni finali e il caro Esposito pensava di cavarsela con questa roba delle votazioni finali spesso accompagnate dalla fiducia. 

Infatti solo due volte ha votato da ribelle in questo caso, sulla legge comunitaria 2011 e sul ddl 2128. Ma andando oltre, e cercando meglio, ho scoperto che l'ex deputato e ora senatore Esposito si è assentato 72 volte alle votazioni finali. 

72 volte su 395 volte, il 28.44% di assenze alle votazioni finali. Un po' strategiche se si pensa che in cinque anni è stato assente alle votazioni elettroniche 1714 volte su 11498, cioè il 14.91%. 
Lui lamenta il fatto che le sue assenze sono tutte giustificate, però sappiamo tutti che l'uscita dall'aula e l'assenza durante la votazione vale come assenza. 

Ho fatto un'ulteriore ricerca per capire quanto fosse ribelle il nostro Esposito, risulta il ventesimo parlamentare del Partito Democratico più ribelle. 

Ha poi tirato fuori la questione delle fiducie (e non fiduce, Esposito), giustificando il fatto che lui non ha mai votato diversamente dal gruppo quando si trattava di fiducie. Come se in parlamento ci fossero soltanto le fiducie (anche se in quella legislatura ne hanno votato tantissime) ma ci dovrebbe spiegare quante fiducie non ha potuto votare perché stava a casa con la febbre o perché doveva fare pipì.

Esposito, con la sua tesi difensiva arricchita da insulti di vario genere, ha solo peggiorato la sua posizione. Io capisco la necessità di cercare visibilità di riflesso su Civati, Puppato, Ricchiuti, Tocci e altri, ma è uno degli ultimi che in questo partito può chiedere al partito di cacciare i suoi colleghi. 
Sarò anche un disco rotto, come lui mi ha detto, ma se la pensasse davvero così dovrebbe essere il primo ad abbandonare il partito (in realtà non si sarebbe dovuto neanche ricandidare) perché sconfigge, per esempio, il suo "nemico" numero uno Civati 74 a 2. 




25/07/13

Evasione, Fassina non è fico.

Il viceministro dell'Economia, di lotta e di governo e antimontiano, Stefano Fassina con una perla:
«In Italia – ha sottolineato Fassina – c’è un’evasione sopravvivenza: senza ambiguità nel contrastare l’evasione, senza voler strizzare l’occhio a nessuno, e certamente non è una questione prettamente di carattere morale: ci sono ragioni profonde e strutturali – ha aggiunto – che spingono tanti soggetti economici a comportamenti di cui farebbero volentieri a meno».
Ma le reazioni positive non arrivano dal centrosinistra, bensì dal centrodestra.






Ora qui c'è un problema serio perché in materia fiscale sinistra e destra, non possono pensarla e non l'hanno mai pensata allo stesso modo.
O Fassina si è adeguato o Berlusconi è sempre stato di sinistra, in entrambi i casi abbiamo sempre sbagliato tutto.
In alternativa (perché le alternative ci sono sempre, a differenza di come dice Letta e la Thachter) potete ascoltare Rita Castellani e Ernesto Ruffini sul Fisco2.0 e in un dialogo con un evasore.



24/07/13

Esposito dia il buon esempio, dimettendosi.

Leggo che il Senatore Stefano Esposito vorrebbe cacciare dal Partito Democratico Pippo Civati e Laura Puppato per i loro voti di dissenso.

Mettiamo le cose in ordine. Esposito nella scorsa legislatura ha votato 222 volte diversamente dal gruppo quando era Deputato.

Per esempio, era

  • assente quando si è votato sullo scudo fiscale (PD contrario), 
  • favorevole alla Spending Review (PD contrario), 
  • astenuto sulla riduzione numero di armi nucleari in Europa (PD contrario), 
  • contrario alla riduzione dei rimborsi elettorali ai partiti e ai movimenti (PD favorevole),
  • contrario agli emendamenti al ddl anticorruzione (4 emendamenti dove il PD era contrario, astenuto, favorevole e astenuto) e favorevole all'unico emendamento dove il PD era contrario,
  • contrario al riordino dei contributi all'editoria (PD favorevole),
  • favorevole al riordino della protezione civile (PD contrario),
  • contrario a una mozione di contrasto all'evasione fiscale (PD favorevole),
  • contrario a escludere la partecipazione attiva del nostro Paese ai bombardamenti contro obiettivi in suolo libanese (PD astenuto),
  • assente sull'incostituzionalità dell'aggravante omofobia e razzismo,
  • assente alla sospensione esame legge per abolizione delle province,
  • assente alla proroga delle missioni internazionali,
  • assente per la riforma Gelimini dell'Università,
  • assente sul lodo Alfano.

Questi sono solo alcuni voti chiave, ma per chi ha voglia può trovare tanto altro.

Intanto ha già votato cinque volte diversamente del gruppo PD al Senato, a un ordine del giorno e quattro emendamenti.

Ora, caro senatore Esposito, Lei potrebbe avere ragione o meno su Civati e Puppato. Però sappia che la sua è un'autodenuncia e magari, dimettendosi, potrebbe dare il buon esempio.


Rispondo a Marina anche se non mi chiamo Scalfarotto.

In una lettera Marina Terragni scrive al deputato del Partito Democratico Ivan Scalfarotto. In questa lettera Marina racconta di un amico gay che ha "comprato" un ovocita da una donna e l'ha fatto fecondare con il suo seme. È andato tutto bene, per fortuna, ma Marina non è d'accordo con questa prassi e essendo contraria non vuole essere etichettata come omofoba.

Intanto non mi piace la premessa con cui inizia la lettera, ossia avere tanti amici gay e trans, perché il fatto di avere o meno queste amicizie non impedisce di parlare delle questioni degli omosessuali. Inoltre se davvero si è interessata alla nuova legge contro l'omofobia (estensione della legge Mancino contro le discriminazioni) non si sentirebbe minimamente perseguibile dalla legge.

Fatte le dovute premesse, come Marina ha fatto le sue, arrivo al dunque e alla questione che pone Marina.
Se una donna decide di prestarsi per ospitare una gravidanza per conto terzi lo fa in assoluta coscienza e libertà in un Paese che lo permette.
Interrompere il rapporto madre-figlio rientra nella decisione iniziale, ossia quando la donna decide di rimanere gravida. Ovviamente non è una decisione del bambino, ma quali sono le decisioni dei bambini? Quanti bambini rimangono senza famiglia? E dove è dimostrato che un bambino non possa crescere serenamente in una famiglia con due padri?

Perché se ci fosse la possibilità per le coppie omosessuali di adottare i tanti orfani o i tanti bambini in attesa di avere una famiglia magari l'amico gay non avrebbe pensato di affittare un ovocita. Ripeto il "magari" e provoco sulla questione dei diritti degli omosessuali in Italia. Che se ce lo vogliamo dire, questa prassi della gravidanza surrogata avviene anche per coppie eterosessuali.

Parlare di odio verso le donne per questa prassi mi pare strumentale e eccessiva come argomentazione. Direi al limite. Forse l'odio è di chi non rispetta la libertà, la libertà di mostrare il proprio corpo nudo o di ospitare, appunto, nel proprio ventre un bambino che poi non sarà suo.

Questa non è omofobia, questa è una posizione contro la libertà. E la legge contro l'omofobia andrebbe studiata, prima di parlarne a vanvera.


Il Porcellum tiene sotto scacco il Parlamento.

La situazione politica italiana è molto complicata tanto che un domani molti studenti di storia contemporanea avranno serie difficoltà a studiare il nostro periodo politico. Si pensi che l'opposizione va dall'estrema destra all'estrema sinistra senza passare dal centro, ma unendo gli estremi come se stessimo mettendo un braccialetto al polso. La maggioranza è composta da chi si diceva alternativo sino a ieri.

Un fattore che ha determinato la nascita di questo governo, ma anche quello precedente guidato dal Professore Monti, è la legge elettorale. Il famoso Porcellum.
È stato un fattore determinante perché entrambi i governi hanno messo tra le priorità la riforma della legge elettorale, essendo questa una legge che scontenta gli elettori ma non i partiti a quanto pare.

Di fatto, le segreterie dei partiti possono scegliere i loro rappresentanti, alla Camera c'è un premio di maggioranza smisurato mentre il Senato ad oggi e con questo scenario politico diventa ingovernabile. Cioè, un parlamento di nominati che devono fare alleanze post elezioni per poter governare per qualche mese.

Perché il parlamento non accelera per eliminare il Porcellum? Semplice, perché se venisse cambiata la legge elettorale a qualcuno potrebbe venire in mente di togliere la fiducia al governo. Il Porcellum è la garanzia del governo, è lo scacco al parlamento. Fin quando non verrà cambiato non si andrà a elezioni. Ecco perché la riforma elettorale si farà all'ultimo, addirittura forse con un altro governo e con lo stesso parlamento.


23/07/13

#CoeRenzi il ritorno.

Io me li ricordo quei giorni in cui stava nascendo il governo Letta. Mi ricordo la rabbia di tanti elettori e iscritti del Partito Democratico che mai avrebbero pensato di fare una battaglia con Pippo Civati. Perché poi la verità è quella lì, Civati era da quasi da solo (con altri pochi parlamentari) e tanti elettori e iscritti a fare quella battaglia.

E Renzi? Era il 3 Aprile e Renzi rilasciò un'intervista al CorSera, mentre Bersani tentava con una tattica suicida di convincere i pentastellati a votare la fiducia ad un suo eventuale governo, dicendo chiaramente
Noi non dobbiamo inseguire Grillo. Facciamo noi i tagli alla politica, aboliamo il finanziamento pubblico ai partiti, e poi vediamo chi insegue.
In questo caso la strada da seguire è un governo con il PDL:
Andare al governo con Gasparri spaventa, lo so.. ma se il PD ha paura delle urne deve dialogare con chi ha i numeri.
Il primo a pensare la strada politica per formare un governo con il PDL è tutta di Renzi. Chapeau! Difatti lo stesso Renzi era in lizza insieme ad Amato e Letta per la formazione del governo e la premiership.

Renzi, poi, dopo venti giorni esce nuovamente allo scoperto e in un'intervista da Fazio si dichiara soddisfatto del governo perché alla fine i nomi sono buoni, non ci sono i vecchi big, c'è la Kyenge che è un forte messaggio e diciamocelo, c'è il suo fedelissimo Delrio. Nella stessa intervista dice che non farà il segretario del partito perché non riuscirebbe a fare l'equilibrista tra le correnti.

Renzi continua poi a far finta di non essere spaventato dei tempi chiesti da Letta, 18 mesi. Dice di tifare questo governo perché essendo italiano spera che l'Italia esca da questa situazione economica.

Nel mentre Civati chiedeva, anche nel partito, programma e tempi del governo. Oggi a fare la stessa richiesta è Renzi, con 90 giorni di ritardo mentre i quotidiani amici iniziano a costruirgli la figura politica del grande oppositore a questo governo.

Provo a spiegare meglio, Renzi tre mesi fa voleva un governo con il PDL e non con il M5S, si dichiara soddisfatto del governo (anche perché il suo fedelissmo Delrio diventa ministro) e dice di non essere interessato alla segreteria del PD. Oggi inizia ad accusare i primi malumori sul governo, chiede tempi rapidi e soprattutto si candiderà alla segreteria del PD.

E poi c'è anche chi ha il coraggio di soprannominare Civati "Tentenna". Insomma, detto dai sostenitori di uno che cambia linea politica ogni giorno per finire sui giornali non è il massimo, se poi lo chiamano anche CoeRenzi..