04/08/12

Sono stato io a chiedere a Pippo Baudo di candidarsi.

Nella calda notte del primo Agosto l'area JuveDem si è riunita a Trapani dalla cara Sabrina Rocca. All'ordine del giorno c'è la scelta del prossimo allenatore della Juventus (se Conte verrà squalificato) e del prossimo governatore della Sicilia. 
Abbiamo fatto le primarie interne, tipo quelle che fece il gruppo parlamentare per le nomine nelle authority Agcom e privacy.
Ovviamente prima abbiamo festeggiato alla grande lo scudetto e potete immaginare in quali condizioni psico fisiche abbiamo svolto l'assemblea. 
Tra Asti e Barbera spunta fuori un ordine del giorno dove si chiede che il governatore siciliano fosse esterno al PD ma juventino, così come l'allenatore della Juve dovrà essere del PD ma esterno alla Juventus. Odg precluso secondo la presidente Selma Bellomo.
Non ricordo tanto di quella assemblea, mi dissero solo di chiedere a Pippo. Lo spumante era tanto.
Così ho chiamato Pippo Baudo, gli ho detto che sono il capo area dei JuveDem e gli ho chiesto di candidarsi  come governatore in Sicilia.
Solo ieri, dopo le dichiarazioni di Baudo, i cari compagni e amici juventini mi hanno detto che dovevo chiedere a Pippo Civati di allenare la Juventus e di farsi affiancare da Del Piero e non di chiedere a Baudo di candidarsi. Ho sbagliato tutto. 
E meno male che non ho chiamato Pippo Inzaghi. 
Comunque ora dobbiamo scegliere il governatore per la Sicilia, sempre uno juventino esterno al PD. E niente, siamo indecisi tra Idris e Ezio Greggio.

30/07/12

PD or not PD? This is the question. Per tanti altri forse si ma non per me!


Risposta all'articolo su noisefromamerika.

Egregi Boldrin e Brusco,
con questo appello alla riflessione pensate di tracciare un percorso con cui redimere i militanti democratici dalla loro miope speranza di vedere un PD migliore. Un percorso che, passando per i limiti del progressismo di sinistra degli ultimi decenni, invita a mettere in dubbio noi stessi rappresentati. La vostra rispettabilita' professionale ed intellettuale, nonche' l'audacia di questo invito alla riflessione, mi ha spinto a leggere con interesse le vostre idee. Ritengo pero' necessario evidenziare alcuni limiti di fondo del vostro appello.

Soprassiedo sulla sinteticita' del manifesto "Cambiare la Politica, Fermare il Declino, Tornare a Crescere", pero' non posso fare a meno di evidenziarne l'astrattezza. Infatti in termini di traduzione nel mondo reale, se si considera la prossimita' della chiamate alle urne del 2013, e' palese come il vostro appello per una presa di responsabilita' di tutte le forze economiche e sociali abbia ben poche gambe. Non vi e' il tempo di mettere in piedi nessun reale progetto. Quindi, nell'ipotesi di dar seguito all'invito di staccarsi dal PD, la vera alternativa dovrebbe essere quella di appoggiare il movimento "Italia Futura" di Montezemolo che quantomeno ha un minimo di longevita' e di organizzazione? Sarebbe queta la soluzione ai problemi italiani? Sicuramente NO in quanto neanche questa nuova iniziativa puo' prescindere dal ruolo del PD nello scenario politico, come gia' evidenziato in altri commenti precedenti il mio ed ancora meglio affermato nel post di Paolo Cosseddu su ProssimaItalia.

Cio' su cui pero' mi preme riflettere e' la miopia con cui guardiamo ai problemi della nostra democrazia. Miopia che, nel leggere il vostro ragionamento sulla dimensione PD, sembra colpire anche voi. Per chi studia economia, o in generale per tutti coloro che devono fare i conti con bisogni vari e risorse limitate, i numeri sono fondamentali per oggettivare la realta'. Cosi' come e' fondamentale la dimensione manageriale per gestire efficacemente una qualsiasi organizzazione. Ed ecco che dunque i sistemi di programmazione e controllo rappresentano il meccasismo di raccordo tra la dimensione contabile e quella decisionale.
Ebbene, nel vostro manifesto (http://fermareildeclino.it/10proposte) e nel vostro invito alla riflessione, solo timidamente accennate alla mancanza dei numeri e allo scarso presidio dei processi decisionali nella democrazia di tutti i giorni, quella che si concretizza a livello locale. Ben poco riflettete su come ridare senso pratico alle persone nella vita quotidiana. Come superare il populismo dilagante con la pragmatica partecipazione nelle proprie realta' comunali. Continuate a parlare del PD su scala macro, senza capire che un partito non equivale unicamente alla Segreteria nazionale ma e' un organizzazione che deve iniziare a vivere prima di tutto nei propri circoli. Il livello macro non ha fondamento senza una base reale a livello micro, ossia nei territori.
Salvo che poterla forzatamente intravedere tra le righe della proposta 10 sul Federalismo, non ponete mai enfasi sull'importanza della partecipazione e del controllo a partire dalle comunita'. Sempre nel punto 10, parlate di trasparenza sui bilanci pubblici, senza farne emergere l'importanza per facilitare l'empowerment dei cittadini nel controllo del processo decisionale politico del singolo Comune. Ragionamento che ha grande rilevanza interna al PD, dove sono in molti a reclamare maggiore trasparenza dei suoi bilanci per permettere l'empowerment dei militanti.

Parlate astrattamente di cambiare lo strumento e proponete un elenco di soluzioni. Spontaneo viene da chiedervi, oltre a quale sia questo nuovo strumento ("Italia Futura" o cosa?): in che modo tale nuovo mezzo funzionera' diversamente dal PD per far si che le vostre proposte davvero si realizzino? Se la vostra analisi si sofferma cosi' poco a riflettere sulla gestione dei processi, come pensate di poter produrre questa reale concretizzazione del miglioramento? La vostra formazione economica e professionale dovrebbe ben ricordarvi l'importanza della cultura organizzativa per creare un vero cambiamento. Eppure continuate ad accanirvi sul scatola senza dare peso agli ingranaggi.

Iniziate chiedendo "È veramente il PD lo strumento migliore per fermare il declino italiano?". Io vi chiedo: "E' la diffusione della cultura organizzativa a livello locale l'arma piu' potente che abbiamo oggi a disposizione per cambiare le sorti del PD e di tutta la nostra democrazia?"

Luca Pirisi

27/07/12

Laicità e Diritti, grazie.

Carissimi e Carissime,
mi sento vicinissimo al vostro manifesto. Non cambierei nemmeno una parola.
Non ho incarichi né politici né all'interno del mio partito, Democratico.
Non sarà questo a fermare la nostra battaglia e farò il possibile per diffonderlo nel mio partito e nelle associazioni di cui faccio parte. Ho già chiesto a una compagna di partito di portare questo manifesto come ordine del giorno all'assemblea regionale del Partito Democratico Sardo. Sperando di non essere preclusi.
Semplice, accurato e diretto. Sono tra i primi firmatari, ma appena ci sarà  una revisione vi chiedo di interpellarmi perché voglio collaborare con voi.
Spero che questo manifesto diventi come un Virus, si diffonda rapidamente e colpisca chiunque.
Sperando che gli antivirus restino in laboratorio.

Nell'assicurarvi che farò il possibile nella diffusione mi faccio carico anche di portarvi le firme.
Grazie carissimi e carissime.
Basta ai cittadini di serie B, se non ora, quando?

Mirko Solinas.

Situazione del Destracentrosinistra/2

Le alleanze nella scena politica in Italia cambiano di settimana in settimana. Immaginate se nelle guerre mondiali fosse accaduto lo stesso, in poche settimane.
Comunque due settimane fa c'era una situazione divertente.
E' passato poco tempo, il tanto di far scalare il Pulcino Pio le classifiche musicali.

Allora vediamo come si è evoluta la situazione.
Il PD vuole l'Udc, l'Udc accetterà al massimo SEL, non l'IDV
Allora Idv va da Grillo, ma Grillo dice no a IDV (decidendo lui per tutti, anche Di Pietro decide per tutti).
Quindi Di Pietro torna da Vendola che nel mentre twitta con Formigoni giocando a guardie e ladri.
Vendola vuole anche il PD ma il PD non vuole Idv, a meno che Donadi non diventi premier.
Quindi Vendola dovrebbe mollare Di Pietro e andare con il PD e forse l'UDC.
Ma nel mentre qualcuno dei democratici apre anche a FLI che temporeggia sapendo che non si fa l'alleanza con il PDL in quanto andrà sicuramente con la Lega.
Belen torna da Corona. De Martino non torna da Emma.
La Fico è incinta e rifiuta il test del Dna.
Thorne torna da Taylor e Bridge da Ridge.

Intanto Marco Matta mi informa che è uscita la suoneria di Rutelli (feat. REM), Lusi is my Religion. 

25/07/12

Albinea2012, il Pro.

Ieri, scherzosamente, ho parlato dei contro di Albinea. Oggi vi parlo del Pro.
Potrebbero essere tanti i Pro, ma li racchiudo in questo intervento, bellissimo.

E che il Partito Democratico deve capire che questo è il risultato di un'iniziativa. Mica si parlava di come faceva sesso Mussolini, come alla festa dell'Unità di Roma.

Comunque ecco il video.


24/07/12

Chi ha paura dei diritti? Sei punti

Ricevo dalla carissima Luisa Trudy.

Una nuova stesura, ampliata e modificata del nostro manifesto dei diritti. Troppe le cose che mancavano, troppe le tematiche sulle quali le nostre posizioni andavano oltre il contenuto del primo manifesto. Ovviamente saranno raccolte nuove adesioni. Per adesso solo di associazioni, partiti, personaggi della politica e della cultura. A brevissimo il modulo per i cittadini. Vogliamo proporre queste battaglie, in modo assolutamente trasversale, alla politica, all’associazionismo ed alla società civile. Ci proponiamo di presentarle, di discuterle, confrontandoci con quante piu persone possibile. E voi, cosa ne pensate? Grazie all'associazione LIBERA USCITA prima firmataria!


Dopo 2 anni circa dalla prima stesura abbiamo deciso di modificare ed ampliare le tematiche contenute nel nostro manifesto “Chi ha paura dei diritti?”. Una revisione era d’obbligo, per aggiornare le nostre proposte al veloce cammino che i i diritti stanno facendo, almeno negli altri paesi europei.  Auspicando che un simile percorso possa andare a buon fine anche nel nostro paese.
Vogliamo proporre queste battaglie, in modo assolutamente trasversale, alla politica, all’associazionismo ed alla società civile. Ci proponiamo di presentarle, di discuterle, confrontandoci con quante piu persone possibile. E voi, cosa ne pensate?
CHI HA PAURA DEI DIRITTI?  (nuova stesura)
1) SOSTEGNO SCOLASTICO PER I BAMBINI DISABILI
L’integrazione della disabilità nella scuola italiana, e soprattutto nella primaria, è stata una vera eccellenza italiana. Purtroppo i successivi tagli alla spesa dell’istruzione, delle leggi finanziarie degli ultimi anni, la sta smantellando. Tante famiglie e classi scolastiche, si sono trovate ad affrontare da sole l’emergenza dei tagli imposti dalla riforma Gelmini, trovandosi nell’impossibilità di
vedere garantito per i propri figli quel diritto al sostegno che ne è la fondamenta. La Convenzione Onu del 2006, sui diritti dei disabili, ha stabilito che il sostegno va garantino nella misura in cui è necessario. Cosi come la Consulta con sentenza n.80 del 26/02/2010 ha dichiarato illegittime – sotto il profilo costituzionale – le norme che fissano un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno, e che vietano di assumerne in deroga, in presenza nelle classi di studenti con disabilità grave, stabilendo questo come diritto fondamentale (diritto all’istruzione). Nonostante tutto questo non si sono ancora presi provvedimenti consistenti, i tagli sono continuati e il numero degli insegnanti di sostegno costantemente ridotti e non selezionati, così molte famiglie si trovano nell’impossibilità di far seguire ai propri figli il normale percorso scolastico.
Chiediamo alla politica di attivarsi al piu’ presto.
2) BIOTESTAMENTO
riteniamo che ogni cittadino debba avere la possibilità di scegliere quali terapie accettare e quali rifiutare per la propria persona, comprese alimentazione e idratazione artificiali, stipulando un documento che abbia un riconosciuto valore legale e che renda possibile lasciare scritte le proprie volontà in caso che, un incidente o una malattia determinino la perdita della coscienza e quindi l’incapacità di far rispettare le proprie decisioni. Vogliamo stimolare la politica all’approvazione di una buona legge ed i Comuni all’istituzione in tempi brevi di un registro che raccolga i testamenti biologici dei cittadini.
3)MATRIMONIO CIVILE PER TUTTI I CITTADINI ed OMOGENITORIALITA’.
Chiediamo il riconoscimento e l’estensione dei diritti a tutte le famiglie italiane. Vorremmo un paese in grado di stare al passo con la società e con la stragrande maggioranza dei paesi europei. Si è parlato di Pacs, Dico, Didore, abbassando ogni volta l’asticella e lasciando migliaia di famiglie prive della possibilità di tutelare i propri figli ed il proprio futuro. Si verificano ogni giorno situazioni incresciose e lesive della dignità e dei diritti di tanti cittadini, l’Italia è tra gli ultimi paesi in Europa a non essersi dotata di una legge in proposito. Con quanto è accaduto nei maggiori paesi europei, con le dichiarazioni (e le conseguenti azioni) dei leader Obama, Cameron ed Hollande riteniamo sia giunto il momento di chiedere, insieme, che tutti i cittadini italiani abbiano la possibilità di contrarre un matrimonio civile. Le unioni civili devono essere un istituto meno oneroso, aperto a tutti quei cittadini (etero od omosessuali) che ritengono di formare una famiglia, ma con meno doveri (e conseguentemente meno diritti). Per questo chiediamo alla politica di attivarsi ed estendere finalmente il matrimonio civile a tutti i cittadini.
Altra questione sono le ADOZIONI In Italia vi sono oltre centomila bambini, figli delle cosiddette “famiglie arcobaleno”. Questi bambini devono essere tutelati come tutti gli altri, per questo chiediamo, per salvaguardare il nucleo familiare e soprattutto il minore, la possibilità che il genitore non biologico possa adottare legalmente il figlio del proprio partner, come avviene negli altri paesi europei.
Ci rendiamo conto che in un Paese dove non si è riusciti ancora nemmeno a votare una legge contro omo e transfobia tutto questo non sia di facile realizzazione, ma riteniamo che sia dovere della società civile, dell’associazionismo e della politica impegnarsi per far crescere anche culturalmente, oltre che legislativamente, le persone. Le battaglie per i diritti si vincono solo senza la paura di chiedere quello che è dovuto. Senza ipocrisie, senza “baratti” per tornaconti personali o alleanze elettorali. Con il coraggio di chiedere quello che è GIUSTO. Nell’ottica di questa visione la nostra posizione è anche favorevole alle adozioni di entrambi i partner, di un bambino che non sia biologicamente legato ai genitori, qualora la coppia richiedente superi positivamente il lungo e tortuoso percorso previsto dalla legge per le coppie eterossessuali. Non devono essere i nostri pregiudizi a sostituire il lavoro di giudici, psicologi, assistenti sociali e nessun cittadino dovrebbe essere escluso A PRIORI da tale percorso.
Chiediamo anche attenzione verso le persone transessuali, in modo che la loro vita non sia una gara ad ostacoli, non solo contro il pregiudizio, ma anche contro la carenza di leggi: stiamo pensando in primis a provvedimenti come l’anticipata riassegnazione anagrafica e una seria tutela al momento dell’inserimento lavorativo.
4) Altro punto è una battaglia che stiamo portando avanti già da diverso tempo, L’APPROVAZIONE DELLA MOZIONE CONTRO OMO e TRANSFOBIA, proposta, ormai giù due anni fa, dai tavoli lgbt del PD e di SEL in modo congiunto. Dato che è stato impossibile approvare una legge nazionale contro omo e transfobia e che la proposta di cui è stata relatrice l’On Paola Concia è stata bocciata e tacciata di incostituzionalità, si è deciso di attivare una maratona del buon governo che coinvolga Comuni, Province e Regioni nell’approvazione di una mozione che impegni le istituzioni di riferimento in questa importante battaglia, lanciando un segnale alla politica. Ci auguriamo che continuino ad arrivare ancora numerosissime adesioni e che sia solo l’inizio di una battaglia seria contro la discriminazione di cui sono oggetto tanti cittadini di questo paese.
5) CHI NASCE IN ITALIA E’ ITALIANO
Sembrerebbe semplice. Ma non lo è affatto. Sono tantissimi i bambini ed i ragazzi nati o cresciuti nel nostro Paese, che frequentano le nostre scuole, che parlano i nostri dialetti, che per cultura e formazione si sentono Italiani, ma che per legge, di fatto, non lo sono. Non è consentito loro di esserlo. Con tutto quello che questo comporta. “In Italia è ancora un percorso a ostacoli – scrive sull’Unità Marco Pacciotti, Responsabile del Forum Nazionale Immigrazione del PD – che rende difficile ed estraniante il sentirsi pienamente cittadini a quasi un milione di ragazze e ragazzi che invece si sentono intimamente italiani. Aveva ragione ieri Livia Turco nel dire che nel nostro Paese vivono un milione di Balotelli, ma non tutti purtroppo sono in nazionale“.
Chiediamo alla politica di approvare una legge che introducendo un piu’ corretto e moderno Jus Soli, per permettere a questi ragazzi di essere finalmente e definitivamente Italiani, anche sulla carta. Nel frattempo proponiamo a tutti i Consigli Comunali del Paese di approvare una mozione per concedere a questi ragazzi una simbolica cittadinanza onoraria.
6) TUTELA DELLA DONNA: PIENA APPLICAZIONE DELLA LEGGE 194, CONTRASTO AD UNA INDISCRIMINATA OBIEZIONE DI COSCIENZA, REVISIONE DELLA LEGGE 40
Sono tante le tematiche che riguardano la salute della donna e l’impegno per una maternità consapevole, abbiamo scelto queste, senza dimenticare l’importanza di tutte le altre. Sono troppe le storie di malasanità, troppe le regioni con un numero di obiettori talmente elevato che non consente l’applicazione della legge 194, troppi i pellegrinaggi all’estero per una legge 40 piu volte già modificata dai tribunali.
Chiediamo alla politica di intervenire in favore della 194, in modo che la percentuale di obiettori non superi la cifra necessaria ad una corretta applicazione della legge e che la legge 40 sia finalmente rivista, cosi come suggerito dalla giurisprudenza, in modo che sia rispettata la salute e la dignità della donna.

Albinea, i contro.

Tutti mi parlano bene di Albinea, e non ho mai avuto dubbi su quanto sia bello parlare della Prossima Italia ad Albinea.
Ma ci sono anche i contro.
Per esempio è il terzo anno che mi impongo di andare e non ci posso mai andare.
Oppure, leggerli e sentirli tutti felici ed entusiasti e io in casa rammaricato per l'ennesima occasione persa.
Anche non prendere impegni la Domenica pensando ci fosse almeno un live streaming e invece nulla, non c'è abbastanza rete.
Almeno abbiate rispetto per i legittimamente impediti, o tornate meno entusiasti o rendeteci partecipi da casa. Altrimenti mi dovrò accontentare del video di Bersani che ricorda a tutti che a Monza abbiamo vinto e che ad Albinea non ve ne siete accorti.

Applausi per Sandro.


Io sto con Sandro Gozi, almeno in questo caso.
Dice tantissime cose vere che abbiamo visto in tanti. Finalmente qualcuno è sincero e crudo. Finalmente qualcuno si assume la responsabilità di dire le cose come stanno.

"L'arroganza della vecchia guardia nel ritenersi indispensabile è veramente stupefacente. Negli ultimi 20 anni hanno fatto una valanga di errori, ci hanno esposti a una sconfitta dietro l'altra, e si sentono indispensabili?"
#GodSaveTheBind.

23/07/12

Ecco perché il PD non deve allearsi con l'UDC.

Ieri ho incontrato un gruppo di giovanissimi di Gonnosfanadiga.
Abbiamo parlato di politica. Ho chiesto se fossero interessati al Partito Democratico.
La risposta che mi è stata data è "orco boia, Mirko. Se andate con l'Udc assolutamente no."
Mi sono sorpreso, a 18 anni riconoscere che un'alleanza è sbagliata è già una gran cosa. Così ho chiesto di motivarla.
E mi hanno risposto "cazzo, quelli dell'Udc vogliono togliere The Sims dal mercato."
Ecco, The Sims è troppo importante. Certo, se ti impegni puoi far "accoppiare" anche due sims dello stesso sesso. Però prima hai un budget risicato e devi comprare il terreno, costruire la casa, creare i sims, trovare lavoro, fare famiglia e mandare i figli a scuola. E sperano che dalla prossima edizione del gioco non si debba pagare l'Imu. Perché sono stati chiari "con l'Imu non riusciremo ad andare avanti."

Il Partito Democratico non può allearsi con l'Udc. The Sims è un gioco sacro.

21/07/12

Concordo con Sara.

Qualcuno può spiegarmi quale percorso mentale porta una persona a riempirsi prima la bacheca di status per la liberazione di Rossella e poi a contenstare il pagamento di un riscatto e la sua volontà di continuare le missioni in Africa? In primo luogo, mi chiedo con che cuore si possa mai scegliere di non pagare, condannando consapevolmente a morte una giovane vita. In secondo luogo, noi figli dell'Occidente, che abbiamo comunque la libertà di decidere, la possibilità di bere un bicchiere d'acqua quando lo vogliamo, come possiamo contestare la scelta di chi rinuncia a ogni comodità, rischiando anche la propria vita, per combattere la negazione di ogni diritto, condizione in cui vivono la maggior parte delle popolazioni? Questa continua necessità di contestare l'altrui operato, incasellando in una scala di priorità il disagio umano sulla base della collocazione geografica mi raggela il sangue. Le lacrime di un bambino sono uguali in qualunque parte del mondo, l'oppressione non ha minor valore se si consuma nell'angolo più remoto della terra. Se in Italia ci sono tante persone bisognose, bene, andate ad aiutarle, chi lo vieta? Sono per tutto questo profondamente indignata e mai avrei pensato si arrivasse a tanto. Ora, però, capisco come mai la rappresentanza italiana in Europa assuma le sembianze di un Borghezio. Questi personaggi sono il risvolto istituzionale di ciò che si consuma quotidiamente nell'intimità delle nostre case.