Si discutte tanto in questi giorni sul ritorno all'Ici sulla prima casa e sull'immunità dalle tasse della Cei. Ecco dieci scuse che potreste utilizzare nel caso qualcuno viene a chiedervi il conto da pagare. Si accettano ulteriori suggerimenti.
1. La mia casa è stata benedetta ogni anno dal parrocco, pertanto è un luogo sacro e come la Chiesa non devo pagare l'Ici. Ogni volta devo dare un'offerta minima di dieci euro.
2. Mio zio è un prete e la casa è a nome suo. E se non è prete lui, sono prete io.
3. La casa è in vendita, domani compro una chiesa. Magari una campestre.
4. Questo è un luogo di culto personale. E lei mi sta disturbando.
5. Sta venendo il falegname a montare un confessionale, può sembrare una chiesa?
6. Nelle chiese ci sono le candele, la bibbia, una statua di Gesù, una statua della Madonna, il rosario, un piano, un microfono, il vino e il pane. Anche a casa mia ci sono, perché dovrei pagare?
7. Non ho mai avuto l'I-Mobile, sono fedele all'I-phone.
8. Mia mamma in questo momento non c'è, è in chiesa.
9. Mio figlio fa' il chirichetto.
10. Ma anche nella Casa del Grande Fratello pagano l'Ici?
07/12/11
E' chiaro che..?
E' chiaro che la manovra non ci piace?
E' chiaro che al posto di sparare a zero su Monti e altri leader stiamo lavorando per rendere la manovra più equa?E' chiaro che i nosti alleati sono i cittadini?
E' chiaro che se fossimo andati ad elezioni l'Italia sarebbe crollata economicamente?
E' chiaro che non è tempo per gli ideali ma è tempo di salvare l'Italia?
E' chiaro che in 20 gg non si può porre rimedio alle cazzate di venti anni?
E' chiaro che se il PDL vota contro la manovra non verrà approvata e saremo di punto e a capo?
E' chiaro che attaccando il PD recuperate uno zerovirgola?
E' chiaro che il partito più grande del centro sinistra è il PD e non si fa' mettere i piedi sopra dagli alleati?
E' chiaro che ci sono due strade parallele, una con Monti e una per le prossime elezioni?
E' chiaro che se fossimo andati ad elezioni avremo vinto ma senza i civilissimi avremo fatto solo una marea di cazzate?
E' chiaro che se stessimo governando noi lo staremo facendo ripartendo da zero nella totale miseria?
E' chiaro che noi non ci nascondiamo dietro ad un uomo, ma che ci sono gli organi dirigenti che prima di decidere qualsiasi cosa si riuniscono?
E' chiaro che nel nostro logo non c'è il nome del capo?
E' chiaro che siamo l'unico partito al mondo con un segretario eletto dal popolo?
E' chiaro che non andremo ad elezioni con il Porcellum?
E' chiaro che alle prossime politiche andremo con le primarie per i parlamentari? E gli altri?
Quando avrai chiarito questi passaggi allora puoi tornare a confrontarti sulla linea del Partito Democratico.
E' chiaro che al posto di sparare a zero su Monti e altri leader stiamo lavorando per rendere la manovra più equa?E' chiaro che i nosti alleati sono i cittadini?
E' chiaro che se fossimo andati ad elezioni l'Italia sarebbe crollata economicamente?
E' chiaro che non è tempo per gli ideali ma è tempo di salvare l'Italia?
E' chiaro che in 20 gg non si può porre rimedio alle cazzate di venti anni?
E' chiaro che se il PDL vota contro la manovra non verrà approvata e saremo di punto e a capo?
E' chiaro che attaccando il PD recuperate uno zerovirgola?
E' chiaro che il partito più grande del centro sinistra è il PD e non si fa' mettere i piedi sopra dagli alleati?
E' chiaro che ci sono due strade parallele, una con Monti e una per le prossime elezioni?
E' chiaro che se fossimo andati ad elezioni avremo vinto ma senza i civilissimi avremo fatto solo una marea di cazzate?
E' chiaro che se stessimo governando noi lo staremo facendo ripartendo da zero nella totale miseria?
E' chiaro che noi non ci nascondiamo dietro ad un uomo, ma che ci sono gli organi dirigenti che prima di decidere qualsiasi cosa si riuniscono?
E' chiaro che nel nostro logo non c'è il nome del capo?
E' chiaro che siamo l'unico partito al mondo con un segretario eletto dal popolo?
E' chiaro che non andremo ad elezioni con il Porcellum?
E' chiaro che alle prossime politiche andremo con le primarie per i parlamentari? E gli altri?
Quando avrai chiarito questi passaggi allora puoi tornare a confrontarti sulla linea del Partito Democratico.
06/12/11
Master and Boh!
Oggi l'Onorevole del Partito Democratico Francesca Barracciu ha presentato un'interpellanza urgente al Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e l'assessore del Lavoro Antonio Angelo Liori riguardo il Master and Back. Meglio dire Master and Boh. Back all'era Soru.
I dati sono spaventosi. Nel 2009 vennero stanziati dalla Giunta Soru 65 Milioni per 900 percorsi di Back. La Giunta Cappellacci ne ha stanziati soltanto 6 milioni di euro che permettono il percorso di Back soltanto a 83 giovani a fronte di una richiesta di 330 giovani. Inoltre rimarranno inoccupati in 500 sugli 800 che hanno fatto richiesta.
Inoltre il vice segretario del Partito Democratico della Sardegna ha lavorato con il Comitato Master and Back, sinonimo di collaborazione tra politica e società, percorso intrapreso dal partito da qualche mese. E' questo che chiediamo e che vogliamo: apertura ai civilissimi, dialogo e confronto. La Barracciu ha intrapreso al meglio questo sentimento civile e democratico e sono molto contento di questo.
Intanto mi viene un pensiero, che cosa pensano i Giovani Democratici di questa situazione? Che si vuole fare? Parlare con il comitato? Organizzare un'iniziativa dove si apre un tavolo di confronto? Una tematica così giovanile non può essere ignorata dai Giovani Democratici.
L'Italia sono Anch'io. Ma anche la Sardegna sono Anch'io.
I dati sono spaventosi. Nel 2009 vennero stanziati dalla Giunta Soru 65 Milioni per 900 percorsi di Back. La Giunta Cappellacci ne ha stanziati soltanto 6 milioni di euro che permettono il percorso di Back soltanto a 83 giovani a fronte di una richiesta di 330 giovani. Inoltre rimarranno inoccupati in 500 sugli 800 che hanno fatto richiesta.
Inoltre il vice segretario del Partito Democratico della Sardegna ha lavorato con il Comitato Master and Back, sinonimo di collaborazione tra politica e società, percorso intrapreso dal partito da qualche mese. E' questo che chiediamo e che vogliamo: apertura ai civilissimi, dialogo e confronto. La Barracciu ha intrapreso al meglio questo sentimento civile e democratico e sono molto contento di questo.
Intanto mi viene un pensiero, che cosa pensano i Giovani Democratici di questa situazione? Che si vuole fare? Parlare con il comitato? Organizzare un'iniziativa dove si apre un tavolo di confronto? Una tematica così giovanile non può essere ignorata dai Giovani Democratici.
L'Italia sono Anch'io. Ma anche la Sardegna sono Anch'io.
Giovani Dinosauri, Discendenti o Diroccati?
"Congresso"
dei Giovani Democratici: Primarie si, primarie no... Facciamo scegliere agli
iscritti se vogliono o meno le primarie, così ci leviamo sto dente... Io, non
le voglio. E penso di poter dire che sono una buffonata. Nel 2008 sono stato il
più votato in tutta Italia in termini percentuali alla primarie dei GD. Nel mio
collegio ho preso il 98% dei voti. Nulla di simile in tutta Italia e neppure in
Bulgaria!!! Ma non le rifarei per niente al mondo perché so cosa c'è dietro le
primarie. Meglio che votino solo gli iscritti. Inutile scimmiottare gli
statunitensi. Anche loro scelgono i dirigenti di partito "in casa";
Le primarie le usano solo per i candidati nelle istituzioni.
Inizio a pormi seriamente il problema se sono talmente
giovane che potrei tornare all’asilo e sono talmente vecchio da chiedere la
pensione.
Questo discorso lo posso accettare da un qualunque
democratico che fa’ politica da quarant’anni. Lo potrei comprendere se fatto da
un over 80. Ma da un giovane assolutamente no. Il Partito Democratico sta
affrontando mille battaglie per le primarie. Siamo l’unico partito al mondo con
un segretario scelto dal popolo, dai cittadini. Le Primarie sono sinonimo di
democrazia, il valore principale, direi padre, del Partito Democratico.
Primarie è anche sinonimo di partecipazione, di inclusione,
di apertura. Come può un giovane mettersi di traverso d’innanzi a certi valori?
Se solo penso che dirigenti anziani vogliono le primarie e
che alcuni giovani le rifiutano mi viene il panico. Mi viene il panico perché
dai Giovani Democratici dovrebbe nascere la nuova classe dirigente. E il
Partito Democratico domani sarà in mano a giovani come Giuliano Usai che ha
scritto di essere contro le Primarie.
Provate voi a spiegargli che il PD e i GD devono essere la
casa di tutti e non di pochi. Spiegategli che se ci sono dei brogli di mezzo
alle Primarie andrebbe modificato il regolamento. Ditegli che quella D dell’acronimo
di PD e GD non significa ne Dinosauri ne Discendenti o Diroccati.
Dobbiamo crescere, non decrescere.
traMONTIamo? riMONTIamo? sMONTIamo?
Non sono ne un
economista ne un politologo. Ma sono un cittadino italiano, un militante
del Partito Democratico, un elettore, un giovane che si impegna ma che è
consapevole che il proprio futuro lo decidono a Roma.
Che piaccia o no, dirò la mia, come sempre ho fatto e aldilà di quanto pensano e dicono i rappresentanti istituzionali del mio partito.
Non potevamo aspettarci una riforma di sinistra. Non possiamo aspettarcelo da un economista, ne da un Presidente del Consiglio sostenuto dal Pd quanto dal Pdl, più dal Pdl che hanno la maggioranza. Le hanno vinte loro le elezioni, mica noi.
Non mi piace questa manovra. Non mi piace la riduzione agonizzante delle province. Dicevamo qualche giorno fa’ che il mercato del lavoro si migliora aggiungendo diritti ai lavoratori, non togliendoli. Stessa questione per le province. Già i dubbi sull’utilità delle province, abolendo le giunte e i numeri democratici la loro efficacia nel territorio diminuirà alquanto.
Se n’è parlato tanto nei giorni scorsi. Spese militari, chi ha di più paghi di più. Tutto condivisibile. Tutto contrario a ciò che ha fatto Berlusconi in 17 anni e fino a che la destra di Berlusconi ha in questo parlamento la maggioranza non possiamo chiedere a Monti di attuare politiche di sinistra. Perciò questa manovra va’ accettata momentaneamente. Poi subito una legge per abolire il Porcellum (per il Referendum si dovrebbe aspettare troppo) ed elezioni. Certo, tecnico è tecnico, ma senza maggioranza rimane un tecnico sterile.
Che piaccia o no, dirò la mia, come sempre ho fatto e aldilà di quanto pensano e dicono i rappresentanti istituzionali del mio partito.
Non potevamo aspettarci una riforma di sinistra. Non possiamo aspettarcelo da un economista, ne da un Presidente del Consiglio sostenuto dal Pd quanto dal Pdl, più dal Pdl che hanno la maggioranza. Le hanno vinte loro le elezioni, mica noi.
Non mi piace questa manovra. Non mi piace la riduzione agonizzante delle province. Dicevamo qualche giorno fa’ che il mercato del lavoro si migliora aggiungendo diritti ai lavoratori, non togliendoli. Stessa questione per le province. Già i dubbi sull’utilità delle province, abolendo le giunte e i numeri democratici la loro efficacia nel territorio diminuirà alquanto.
Se n’è parlato tanto nei giorni scorsi. Spese militari, chi ha di più paghi di più. Tutto condivisibile. Tutto contrario a ciò che ha fatto Berlusconi in 17 anni e fino a che la destra di Berlusconi ha in questo parlamento la maggioranza non possiamo chiedere a Monti di attuare politiche di sinistra. Perciò questa manovra va’ accettata momentaneamente. Poi subito una legge per abolire il Porcellum (per il Referendum si dovrebbe aspettare troppo) ed elezioni. Certo, tecnico è tecnico, ma senza maggioranza rimane un tecnico sterile.
Stefano Murroni - Stati Generali della Cultura
Emozionato nel parlare in un evento di tale caratura, Stefano ha descritto la situazione scolastica del Nord Sardegna dove a sei anni gli studenti sono già pendolari. Non ha perso occasione per ricordare il Made in Sardinia di alcuni personaggi della cultura italiana, da Gramsci a Berlinguer, da Lussu a Deledda passando per Dessì. Standing Ovation quando dice "scusate se per la seconda volta cito Renato Soru, ma è stato il miglior governatore che la Sardegna abbia mai avuto." Nella seconda parte dell'intervento spiega cos'è il Master and Back e invita tutta l'Italia a importare questa genialata della giunta Soru. Infine lancia lo slogan A NOI IL MASTER AND BOH NON CI PIACE.
L'Italia sono Anch'io. Villamar.
Villamar. 26 Novembre 2011.Il Partito Democratico di Villamar e i Giovani Democratici del Medio Campidano hanno organizzato oggi la prima del tour che vedrà impegnati i Giovani Democratici sardi in tutta la Sardegna nella raccolta firme de “L’Italia sono anch’io”.
I saluti del Segretario Provinciale dei Giovani Democratici Eliana Tatti che fa’ un po’ il mea culpa “siamo partiti da un paese dimenticato dai Giovani Democratici, Villamar. Parte da qui il nostro viaggio.”
Il saluto e il benvenuto anche da parte del segretario cittadino del Partito Democratico Francesco Lecis.
Pubblico giovanissimo da tutta la Sardegna ha assistito a un convegno dove la responsabile dei diritti civili regionale Ilaria Caria ha spiegato le leggi attuali e le proposte del Partito Democratico nel campo dell’immigrazione, cittadinanza e conseguente diritto di voto.
Toccante emotivamente il momento della lettura dell’articolo 3 della Costituzione.
Una tesi dettagliata che mette in evidenza i problemi che affrontano gli stranieri nel richiedere la cittadinanza italiana di Caria, “La società italiana sta aprendo al multiculturalismo, soprattutto al nord. Posso pensare a Samassi dove una buona componente straniera sta attraversano un periodo di integrazione. Non solo gli africani, ma anche dall’est dove soprattutto le donne trovano lavoro come badante. Gli immigrati sono una risorsa ”
Pier Paolo Porcu, coordinatore dei lavori, ha dato la parola al segretario regionale dei giovani democratici Mauro Usai. Il segretario è dello stesso avviso di Caria dove dice “gli immigrati sono il 12% del PIL italiano”. Poi sottolinea “I Giovani Democratici della Sardegna hanno voluto fortemente ingaggiare questa battaglia che porteremo avanti in tutta la Sardegna.”
Mirko Vacca, oltre ai dovuti ringraziamenti, porta l’attenzione all’importanza del multiculturalismo. Racconta dell’esperienza sangavinese con ricorrenza annuale dove gli stranieri cucinano i loro piatti tipici e che i sardi degustano. Subito un monito stile Napolitano “mettiamoci in testa che noi siamo un popolo di emigrati. Dicono che gli Stati Uniti sono grandi, ma a San Francisco se non hai l’assicurazione sanitaria non sei nessuno. Non che non ti visitano, non ti vedono. E allora mi chiedo cos’ha in meno l’Italia visto che noi garantiamo l’assistenza sanitaria e l’istruzione a tutti, compresi gli immigrati.”
La parola passa al pubblico dove Tore Aresti racconta che anche lui anni fa’ è emigrato a Roma con la sua famiglia e che anche se un pallone da calcio può unire comunque si sentiva gli occhi addosso dei romani. Il razzismo andrebbe prima sconfitto all’interno tra nord e sud, isole e continente.
Mirko Solinas racconta la favola di Omar Sarr, senegalese clandestino che da vucumprà nelle spiagge di Olbia è diventato tecnico turistico e oggi anche laureando. Sempre da Baradili dalla Conferenza Programmatica parla dell’idea di chiedere agli stranieri extracomunitari di popolare le zone interne sarde in via di spopolamento che aiuterebbe anche loro nell’integrazione con la società.
Chiude il capogruppo in consiglio comunale di Villamar, ma anche Giovane Democratico, Mauro Lilliu che spiega come gli immigrati a Villamar siano uomini invisibili. Villamar, grazie all’amministrazione comunale, farà il possibile per facilitare l’integrazione degli immigrati con i villamaresi.
Prossimo appuntamento a Guspini Venerdì 9 Dicembre alle 17.30
Sindaco? No, grazie Mario Bruno rinuncia alla candidatura
Mai giorno poteva essere più azzeccato dal Vice Presidente del Consiglio
Regionale Mario Bruno per smentire una sua eventuale candidatura a
sindaco di Alghero in vista delle prossime amministrative algheresi.
Il consigliere del Partito Democratico durante il suo classico incontro settimanale con i cittadini algheresi ha smentito una sua eventuale candidatura. L’attenzione sarebbe dovuta essere sui 1000 giorni di opposizione, ma le dimissioni nella stessa giornata di Tedde hanno spostato l’ascolto su un’eventuale candidatura di Mario Bruno. “Alghero non ha bisogno di un leader carismatico, ha bisogno di risvegliare le forze, le intelligenze e le risorse umane dell’intera cittadinanza. Il mio cuore appartiene ad Alghero, ma in questo momento penso di essere ancora d’aiuto a tutta la Sardegna” rivela Bruno dal palco del chiostro di San Francesco.
Una sala gremita di concittadini, democratici ma non solo. In prima fila anche i colleghi di area soriana Francesca Barracciu e Marco Espa. Non manca infatti l’elogio del vice segretario del Partito Democratico a Bruno e la frecciata al Capogruppo Giampaolo Diana “Mario ha affrontato in questi due anni e mezzo mille difficoltà per tenere unito il gruppo Pd, come sapete il Partito Democratico è un partito plurale e alcuni di noi ammorbidivano spesso l’opposizione ferrea che ci siamo posti da inizio mandato. Non se questa dura opposizione sarebbe stata possibile senza Mario, e io lo ringrazio per questo”. Poi ribadisce quanto già detto alla stampa “c’è una sostanziale differenza tra il governo Monti e quello Cappellacci. Monti si è assunto la responsabilità di guidare un nuovo governo, Cappellacci avrebbe fatto bene a seguire Berlusconi. L’opposizione non può cambiare atteggiamento in quanto il governo sardo non ha cambiato atteggiamento.”
Anche Marco Espa si unisce alla Barracciu nelle lodi all’operato di Mario Bruno in veste di Capogruppo.
Sul palco poi si alternano lavoratori della Vinyls e del petrochimico di Porto Torres oltre agli indomiti algheresi che chiedono a gran voce la candidatura di Mario Bruno.
Il consigliere del Partito Democratico durante il suo classico incontro settimanale con i cittadini algheresi ha smentito una sua eventuale candidatura. L’attenzione sarebbe dovuta essere sui 1000 giorni di opposizione, ma le dimissioni nella stessa giornata di Tedde hanno spostato l’ascolto su un’eventuale candidatura di Mario Bruno. “Alghero non ha bisogno di un leader carismatico, ha bisogno di risvegliare le forze, le intelligenze e le risorse umane dell’intera cittadinanza. Il mio cuore appartiene ad Alghero, ma in questo momento penso di essere ancora d’aiuto a tutta la Sardegna” rivela Bruno dal palco del chiostro di San Francesco.
Una sala gremita di concittadini, democratici ma non solo. In prima fila anche i colleghi di area soriana Francesca Barracciu e Marco Espa. Non manca infatti l’elogio del vice segretario del Partito Democratico a Bruno e la frecciata al Capogruppo Giampaolo Diana “Mario ha affrontato in questi due anni e mezzo mille difficoltà per tenere unito il gruppo Pd, come sapete il Partito Democratico è un partito plurale e alcuni di noi ammorbidivano spesso l’opposizione ferrea che ci siamo posti da inizio mandato. Non se questa dura opposizione sarebbe stata possibile senza Mario, e io lo ringrazio per questo”. Poi ribadisce quanto già detto alla stampa “c’è una sostanziale differenza tra il governo Monti e quello Cappellacci. Monti si è assunto la responsabilità di guidare un nuovo governo, Cappellacci avrebbe fatto bene a seguire Berlusconi. L’opposizione non può cambiare atteggiamento in quanto il governo sardo non ha cambiato atteggiamento.”
Anche Marco Espa si unisce alla Barracciu nelle lodi all’operato di Mario Bruno in veste di Capogruppo.
Sul palco poi si alternano lavoratori della Vinyls e del petrochimico di Porto Torres oltre agli indomiti algheresi che chiedono a gran voce la candidatura di Mario Bruno.
23/11/11
I soliti noti
Dicono che la colazione sia il pasto più importante della giornata,
aggiungo io: se davanti ad un buon cappuccino e una pasta calda non
affianchi l’Unione Sarda e leggi certe rassegne stampa come quella del
21 Novembre.I soliti noti, i soliti che non hanno molte parole produttive a disposizione e preferiscono ripetere le stesse, una parola, una sola, congresso.
In un momento di responsabilità nazionale dove Popolo delle Libertà e Partito Democratico si ritrovano nella stessa zona del Parlamento, una parte minoritaria del Partito Democratico Sardo dimentica la parola responsabilità e vira su una parola mai letta ne sentita: congresso.
Siamo alle solite. La maggioranza del partito sostiene il Segretario Silvio Lai e l’esecutivo, il settantacinque percento per l’esattezza e loro, sempre in minoranza, ripropongono la propria posizione. Non hanno argomentazioni per confrontarsi con i civilissimi e con i militanti, vogliono imporre le loro poche idee. Non basta che direzione e assemblea appoggiano il segretario, fanno un blitz a Roma. In tre si presentano da Bersani qualche settimana fa’ chiedendo il congresso al Segretario Nazionale sfiduciando, di fatto, gli organismi dirigenti del partito eletti con le primarie. E lo fanno dopo che hanno apposto la loro firma nel documento di Marzo dove si chiedeva la Conferenza Programmatica (non assemblea come scrivono a Cagliari) e il federamento del Partito Democratico Sardo da quello nazionale.
Nel momento migliore e più prolifico della storia del Partito Democratico dove, finalmente per non dire era ora, si apre la discussione sui temi e sulle idee ai civilissimi e a tutti i militanti. S’include e non si esclude, ci si confronta su che modello di Sardegna vogliamo. E non lo fanno i soliti noti, ma anche i soliti noti. Vedi Milis, dove a confrontarsi c’erano coloro che hanno sempre presenziato in convegni, dibattiti e simili. Non hanno capito che il senso della Conferenza Programmatica è l’apertura alla società, come li chiama Pippo Civati, ai civilissimi.
E’ giunto il momento di fare una tregua nella guerra tra bande, una guerra che ha portato l’immobilismo totale del partito da quando è stato costituito. Senza escludere nessuno da questa responsabilità. È giunta l’ora non di gettare le armi ma di usarle per uno scopo unico a tutti e non a pochi. A forza di congressi abbiamo avuto la media di un segretario l’anno e anche un commissario. Peggio di Cellino con gli allenatori.
Per avere due righe di visibilità in un giornale notevolmente di destra si è disposti anche a gettare fango sul proprio partito e chiedere ciò che si può ottenere in un modo semplice: portare settantotto firme. Forse potrebbe dare fastidio che il regolamento per le Primarie dei Parlamentari è quasi terminato e che sarà discusso e approvato.
E allora vi faccio un appello, la Conferenza Programmatica non esclude nessuno e saremo lieti di confrontarci e discutere con tutti, altrimenti proseguite il vostro percorso, istituzionale e non, e dateci la serenità per portare al termine questo percorso democratico.
20/11/11
Riflessioni del giorno dopo
19 Nov. 2011 - Vedere Berlusconi tra i banchi dei deputati è stata una goduria
pazzesca. Vedere la poltrona da Ministro senza cuscino dove sedeva
Brunetta, anche. E' piacevole anche vedere altre donne tra i banchi dei
ministri.
Monti non racconta una barzelletta, che una. Serio, composto, sembra tenere una lezione universitaria. Un discorso degno di un leader politico e non tecnico.
Fini che richiama il silenzio in aula non perché si deve fare silenzio, perché il Presidente del Consiglio Senatore Professor Dottor Monti deve prendere appunti. Scene mai viste in tre anni.
Il bello finisce. Alcuni interventi erano senza un senso. La parola a Di Pietro. A quel punto ci siamo chiesti se la Fiducia fosse per il Governo Monti o per la Grammatica dei Valori.
L'uomo ombra di Berlusconi, l'uomo che è diventato politico perché c'è Berlusconi. Un discorso lento, confuso, disordinato. Incomprensibile tranne quando ricorda che c'è stato un Referendum dove il popolo ha deciso che non si torna al Nucleare. E' bene ricordarlo, è meglio farsi capire.
Di IDV mi hanno colpito altre due cose: Pancho Pardi che si alza dalla panchina e vota la fiducia al nuovo Governo al Senato trascinando con sé i deputati della Camera. Di Pietro non poteva tirarsi indietro.
Donadi che da Crozza dichiara che la prima volta che ha visto Scilipoti è stata in Parlamento. Questo mi fa' pensare a quanto sia debole l'organizzazione interna del partito.
Ve la dico tutta, a me ha colpito Italo Bocchino, capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera. Già il giorno prima una senatrice di FLI ha fatto un'affermazione e, sinceramente, mi ha lasciato allibito. Ha detto che gli immigrati non sono un peso ma una risorsa.
Bocchino, invece, fa' un discorso di sinistra. Oltre ad essersi dimenticato che il Ministero di Coesione nazionale esisteva già, parla di ricchezza non distribuita, chiede di togliere la ricchezza a chi l'ha tenuta nascosta, la riforma delle pensioni, la riforma del mercato del lavoro, dismissioni e privatizzazioni e chiede a chi è diventato molto ricco un contributo per garantire equità, riequilibrio e riduzione del debito. Pieno appoggio a questo Governo. Ma non solo, occupazione giovanile e femminile. Agevolazioni per il lavoro giovanile, una proposta chiara: detassazione alle Partite Iva che assumono un Under 30. Lo stipendio al netto.
A un certo punto ho pensato che FLI fosse un'area del PD.
Reguzzoni non voglio nemmeno citarlo, ops, l'ho citato.
Il Segretario Bersani replica subito, si altera, giustamente. "I figli degli immigrati non sanno chi sono, eppure parlano italiano, vanno a scuola e pagano le tasse. Questa è una vergogna." Dice Bersani che non ha niente da replicare a Bocchino. Anzi, capisce che ha letto le proposte del Partito Democratico. Dopo gli chiede di pagargli il copyleft.
E non voglio citare nemmeno Scilipoti. Ops, ci sono cascato di nuovo.
Mi sbalordisce come la solidarietà e la difesa dei ceti medio-bassi siano un valore anche di destra. E ancor di più mi sbalordisce come l'essere liberali non è più una cosa di destra ma anche di sinistra.
Certo, questo governo ha degli obiettivi che devono essere portati a termine. Questo è un momento anche, non solo per le alleanze, ma anche per rivedere i propri valori e le proprie idee. Ben venga il confronto sano che c'è stato ieri tra Bocchino e Bersani, che moderati non sono ma che in comune qualcosa ce l'hanno.
Monti non racconta una barzelletta, che una. Serio, composto, sembra tenere una lezione universitaria. Un discorso degno di un leader politico e non tecnico.
Fini che richiama il silenzio in aula non perché si deve fare silenzio, perché il Presidente del Consiglio Senatore Professor Dottor Monti deve prendere appunti. Scene mai viste in tre anni.
Il bello finisce. Alcuni interventi erano senza un senso. La parola a Di Pietro. A quel punto ci siamo chiesti se la Fiducia fosse per il Governo Monti o per la Grammatica dei Valori.
L'uomo ombra di Berlusconi, l'uomo che è diventato politico perché c'è Berlusconi. Un discorso lento, confuso, disordinato. Incomprensibile tranne quando ricorda che c'è stato un Referendum dove il popolo ha deciso che non si torna al Nucleare. E' bene ricordarlo, è meglio farsi capire.
Di IDV mi hanno colpito altre due cose: Pancho Pardi che si alza dalla panchina e vota la fiducia al nuovo Governo al Senato trascinando con sé i deputati della Camera. Di Pietro non poteva tirarsi indietro.
Donadi che da Crozza dichiara che la prima volta che ha visto Scilipoti è stata in Parlamento. Questo mi fa' pensare a quanto sia debole l'organizzazione interna del partito.
Ve la dico tutta, a me ha colpito Italo Bocchino, capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera. Già il giorno prima una senatrice di FLI ha fatto un'affermazione e, sinceramente, mi ha lasciato allibito. Ha detto che gli immigrati non sono un peso ma una risorsa.
Bocchino, invece, fa' un discorso di sinistra. Oltre ad essersi dimenticato che il Ministero di Coesione nazionale esisteva già, parla di ricchezza non distribuita, chiede di togliere la ricchezza a chi l'ha tenuta nascosta, la riforma delle pensioni, la riforma del mercato del lavoro, dismissioni e privatizzazioni e chiede a chi è diventato molto ricco un contributo per garantire equità, riequilibrio e riduzione del debito. Pieno appoggio a questo Governo. Ma non solo, occupazione giovanile e femminile. Agevolazioni per il lavoro giovanile, una proposta chiara: detassazione alle Partite Iva che assumono un Under 30. Lo stipendio al netto.
A un certo punto ho pensato che FLI fosse un'area del PD.
Reguzzoni non voglio nemmeno citarlo, ops, l'ho citato.
Il Segretario Bersani replica subito, si altera, giustamente. "I figli degli immigrati non sanno chi sono, eppure parlano italiano, vanno a scuola e pagano le tasse. Questa è una vergogna." Dice Bersani che non ha niente da replicare a Bocchino. Anzi, capisce che ha letto le proposte del Partito Democratico. Dopo gli chiede di pagargli il copyleft.
E non voglio citare nemmeno Scilipoti. Ops, ci sono cascato di nuovo.
Mi sbalordisce come la solidarietà e la difesa dei ceti medio-bassi siano un valore anche di destra. E ancor di più mi sbalordisce come l'essere liberali non è più una cosa di destra ma anche di sinistra.
Certo, questo governo ha degli obiettivi che devono essere portati a termine. Questo è un momento anche, non solo per le alleanze, ma anche per rivedere i propri valori e le proprie idee. Ben venga il confronto sano che c'è stato ieri tra Bocchino e Bersani, che moderati non sono ma che in comune qualcosa ce l'hanno.
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